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BY-PASS & VELOCAR DI CAMPALTO

 

BY-PASS DI CAMPALTO

 

Un passante stradale potenzialmente camionabile lungo circa due chilometri dal costo preventivo

di circa 70 MILIONI DI EURO (15-07-11 dichiarato ANAS) con eventuale consuntivo a fine

opera di circa 80 MILIONI DI EURO (secondo alcune attendibili comunali dichiarazioni).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOCUMENTAZIONE

 

28 novembre 2011  la Nuova Venezia
Boraso: «L’Anas ha detto sì Il by-pass di Campalto si farà»
Il consigliere è sicuro: «Tra poco partirà il bando. Chiedo un gruppo di lavoro per sapere i costi»
Il Comitato di cittadini insorge: «Un’opera inutile e una ferita mortale per il nostro quartiere»
«Il by-pass si farà perché l’ok dall’Anas di Roma è arrivato, ma noi chiediamo garanzie per le oltre
cento famiglie che verranno espropriate».
La notizia ufficiosamente circola da un po’; del resto il presidente di Favaro, Ezio Ordigoni, non
ha mai fatto mistero del fatto che il Comune e la Municipalità spingevano per realizzare a tutti i
costi l’infrastruttura che invece in molti ritengono sia oramai inutile.
Ad andare all’attacco è il consigliere comunale Renato Boraso.
Sul tappeto l’arteria stradale parallela a via Orlanda, del costo di svariate decine di milioni di euro.
«Ho scritto un’interrogazione ancora diversi mesi fa – spiega – quando sembrava che non se ne facesse
più nulla perché i costi erano lievitati; domandavo spiegazioni in merito ai valori e agli indici degli
espropri, chiedevo di capire che cosa sarebbe accaduto, come sarebbero state risarcite le persone coinvolte.
Il tempo è passato, so che gli uffici hanno lavorato, che il progetto va avanti e che a breve saranno spedite
le lettere ufficiali di espiratorio e di seguito partirà il bando.
A questo punto, visto come stanno le cose, chiedo che venga istituito un gruppo di lavoro per capire i
costi effettivi e chi pagherà.
Continuo a sostenere che l’opera non serve come in più occasione è stato ribadito e fatto presente anche
dall’assessore regionale alle Infrastrutture».
A chiedere spiegazioni sono specialmente i cittadini del Quartiere di gronda lagunare: «Quando ci è stato
detto che l’Anas si sarebbe tirata indietro e non avrebbe più realizzato l’opera – spiega Giorgio Lazzaro
del comitato “Cittadini per Campalto” – eravamo contenti.
Il fatto che abbiano stralciato il by-pass di Favaro dal Pat la dice lunga sull’utilità di queste infrastrutture.
A maggior ragione andrebbe stralciato il by-pass di Campalto.
Se è una offesa quello di Favaro, questa è una ferita mortale ancora maggiore, tanto più che ora si è dimezzata
l’area interessata dal Quadrante di Tessera e questo ultimo non è nemmeno così strategico come prima.
E’ stato poi dimostrato che basta la nuova viabilità realizzata dalla Regione in via Martiri della Libertà:
se il Comune volesse, potrebbe creare una Ztl a Campalto e deviare tutto il traffico verso Jesolo e l’Aeroporto
lungo la bretella e in tangenziale, non sono certo quei 5 chilometri in più a creare problemi.
Vogliamo chiarezza, che i politici non pensino di farla passare come una strada necessaria per il paese,
perché sappiamo bene che è solo una necessità della politica.
Chi crede di arricchirsi con il by-pass deve prestare attenzione, faremo le pulci e le contropulci a tutta la
partita, abbiamo già incaricato un legale di andare a verificare la procedura, siamo ben consci che si tratta
solo di interessi».

 

20 novembre 2011  la Nuova Venezia
Anche Chisso boccia il by-pass di Campalto
«Assurdo spendere 50 milioni per due chilometri, quei soldi sono utili altrove»
Il by-pass di Campalto? «E’ un’opera in più e uno spreco di risorse».
L’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, ieri mattina al taglio del nastro (al centro

nella foto a destra) ha liquidato così la costruzione da parte di Anas, fortemente voluta dal Comune

e dall’assessorato alla Mobilità, della nuova arteria stradale che negli obiettivi si propone di sgravare

dal traffico il centro di Campalto, ma che molti – compresi i comitati e una grossa fetta dei cittadini –

dubitano serva in questo momento vista la riduzione del flusso automobilistico conseguente all’apertura

del Passante, compreso Chisso, che ieri non ha mancato di rimarcare la sua contrarietà. «Potrebbero

essere spostati – ha dichiarato – in qualche altra parte nel Comune.
Anche perché i 2 chilometri di strada costano più di 50 milioni di euro, una cifra esorbitante.
Un botta e risposta a margine del taglio del nastro, con il vicesindaco e assessore al Bilancio Sandro

Simionato.
Nei giorni scorsi il consigliere comunale Renato Boraso ha chiesto lumi all’amministrazione, per sapere

se davvero il Comune si farà carico di pagare, come si vocifera, la maggiorazione del costo degli espropri

dovuta alle aree diventate con il Piano integrato edificabili da agricole. «Non mi risulta – chiarisce Simionato

– l’opera verrà pagata da Anas». «Ma ci sono 10 milioni di euro di esubero dei costi – rilancia l’assessore

Chisso – e in ogni caso la partita non è ancora chiusa». Comune Anas e Regione potrebbero essere in

tempo per cambiare le carte sul tavolo.
L’assessore regionale alle Infrastrutture ha ribadito che forse prolungare la Vallenari bis fino a Tessera

sarebbe meglio che spendere tutte quelle risorse per costruire una nuova arteria stradale parallela a via

Orlanda.

 

Interpellanza nr. d'ordine 898

Presentata il 17 novembre 2011 dai Consiglieri: Renato Boraso Saverio Centenaro

Oggetto: NUOVO BY-PASS CAMPALTO.
Tipo di risposta richiesta: in Commissione INTERPELLANZA URGENTE

 

Premesso che:
-i sottoscritti Consiglieri rimangono, allo stato attuale, fortemente contrari alla realizzazione del nuovo

By-Pass di Campalto superato dall’apertura del Passante di Mestre e dalla nuova Vallenari;
Preso atto purtroppo che:
-A.N.A.S. S.p.A. intende procedere a gara per la realizzazione del nuovo By-Pass di Campalto;
Considerato che:
-da notizie non ufficiali, per la parte afferente all’esproprio, il Comune di Venezia garantirebbe l’equo

indennizzo per le aree edificabili sugli importi non coperti da A.N.A.S. S.p.A.;

Si chiede al Signor Sindaco e agli Assessori al Patrimonio e alla Mobilità:
1) di conoscere se quanto evidenziato in premessa corrisponde al vero;
2) in che termini il Comune di Venezia intenda garantire agli espropriati, evidenziando che dal

    14.06.2011 la Corte di Cassazione ha annullato l’esproprio a valore medio agricolo obbligando

    gli Enti all’esproprio al valore di mercato, il valore a prezzo edificabile non avendo A.N.A.S. S.p.A.

    le risorse disponibili.
 

16 novembre 2011  la Nuova Venezia

«Presto l’appalto del by-pass» Allarme di Boraso per i costi
«Il by-pass di Campalto si farà e a breve partirà la gara d’appalto».
Dopo numerosi stop and go, non da ultimo la lettera inviata dagli uffici di Roma di Anas nella quale

si spiegava che i costi erano lievitati per via degli espropri e della variante urbanistica approvata dal

Comune, sembra proprio che tra l’amministrazione e la società che gestisce la rete stradale italiana, sia

stato trovato un accordo.
A dare la notizia è il consigliere comunale Renato Boraso, che da anni si occupa della vicenda e

soprattutto dei tanti cittadini che si trovano lungo il tracciato. «Ho contattato l’ufficio espropri di Venezia

- spiega -.
Confermano che purtroppo l’opera sta per partire e a breve sarà bandita la gara d’appalto: ho chiesto

garanzie in merito alla questione espropri perché a tutti gli effetti non può più avvenire a valore agricolo

vista l’ultima sentenza della Corte costituzionale.

Non sta a me valutare quanto e come, ma deve essere un equo indennizzo visto che è inutile nasconderci

che l’arteria intercetta aree edificabili.

Per questo - aggiunge - mi farò garante tra l’amministrazione e le centocinquanta famiglie che subiscono

l’esproprio».
In questi mesi dunque, gli uffici comunali si sono messi al lavoro per dimostrare che l’infrastruttura era

fattibile e che i costi non erano lievitati tanto quanto pensava Anas. “Sembrerebbe - prosegue Boraso -

che il Comune potrà farsi carico della cifra supplementare, cioè il differenziale tra i primi 04 milioni previsti

per gli espropri e quanto servirà per coprire la somma reale, visto che la variante l’ha approvata il Comune.

A giorni - prosegue - presenterò un’interpellanza al sindaco per capire se davvero si accollerà i costi

l’amministrazione e come si intenda procedere.
A mio avviso si tratta di un’opera superata dagli eventi, in particolare con la realizzazione del Passante,

ma prendo atto che la si vuole fare a tutti i costi».
«Come ho più di una volta ribadito - sottolinea il presidente dell’associazione Vivere la Laguna Giorgio

Ragazzoni - si tratta di denaro pubblico che poteva venire investito altrove vista la crisi, i tempi che corrono

e i problemi che ci sono, vedi l’emergenza idraulica del territorio.

Credevamo che non venisse più realizzata l’opera e ci piacerebbe che qualcuno ci venisse a spiegare

cosa succederà»

25 settembre 2011  la Nuova Venezia
Niente by-pass da costruire a Campalto, grazie Anas
Il Comitato bacchetta il presidente di Municipalità: declassa la periferia e il nostro territorio.

Grazie all'Anas che ha deciso di non realizzare più il by-pass.

Nei giorni scorsi il comitato che prende il nome proprio dall'infrastruttura osteggiata da moltissimi

residenti si è riunito per fare il punto della situazione alla ripresa dell'attività ordinaria.
«Rendiamo merito ad Anas - si legge in un documento - che ha deciso di non costruire il by-pass a

causa dell'aumento dei costi di realizzazione.

Finalmente un ente pubblico comincia a riflettere, in un momento di crisi generale, su dove e come

investire le proprie risorse finanziarie e valuta il costo dell'opera sproporzionato per 2 chilometri di

asfalto inutili se non dannosi.

Il dubbio di dover realizzare ad "ogni costo" una strada inutile era già stato espresso più volte in diverse

manifestazioni e incontri, attraverso raccolte di firme nel 2006 e nel 2008: nei dibattiti pubblici i cittadini

avevano richiesto un confronto diretto con l'amministrazione per riflettere sulle reali esigenze del quartiere e

sui criteri decisionali di pianificazione urbanistica con cui graduare nel tempo gli interventi.

La porta di accesso a Venezia per chi arriva dall'aeroporto è Campalto: un'area dell'entroterra il cui sviluppo

è avvenuto in maniera caotica e irrazionale, con il consenso di politici e amministratori che hanno assistito

indifferenti allo scempio e non hanno saputo sfruttare la peculiarità del territorio.
Ci ha molto sorpreso sentire il parere isolato del presidente della Municipalità, Ezio Ordigoni, nonostante il

pregresso dibattito e i diversi documenti approvati dai consiglieri che hanno condiviso e sostenuto le stesse

esigenze espresse dai cittadini, parere che ha praticamente declassato a mera periferia questo nostro territorio.

Addurre come pretesto i posti di lavoro che l'opera creerebbe è pura mistificazione: qualche posto di lavoro

temporaneo non compensa l'ennesima mortificazione di questo tratto di gronda lagunare, la cui valorizzazione
oltre che una grande opportunità, produrrebbe altri risultati, anche in termini di posti di lavoro.

01 settembre 2011  la Nuova Venezia
Il by-pass si farà e ancora più velocemente di prima
Parola del presidente di Favaro, Ezio Ordigoni, il quale alla vigilia della ripresa a ritmo serrato della macchina

amministrativa, spiega che l'infrastruttura, che in più di un'occasione ha definito «fondamentale», non è stata

minimamente accantonata come si credeva a luglio.
Sul tappeto i due chilometri di arteria stradale ad opera di Anas, che dovrebbero sgravare il centro dal traffico

di attraversamento, invisi a molta parte della cittadinanza.
Da un lato l'arteria non piace perché, secondo molti, non è più necessaria; in secondo luogo perché in tanti

sostengono che, anziché allontanare il traffico, introdurrà una nuova frattura all'interno del paese, spostando la

congestione solo di qualche centinaio di metri.
A metà del mese di luglio era giunta la lettera della direzione centrale di Anas, la quale si disimpegnava dall'avvio

dell'opera per i costi lievitati e troppo alti relativi alle modifiche apportate dal Comune (bretelline e controstrade)

e dal costo degli espropri (molti terreni vengono trasformati in edificabili da agricoli con il Piano integrato di

Campalto).
«Da allora gli uffici si sono chiariti - ha sottolineato ieri Ordigoni -.
A breve verrà definita la questione e grazie alla spiegazioni del Comune, si appurerà che non ci sono costi più alti

e che, se ci dovessero essere dei ricorsi, se ne farà carico l'amministrazione comunale e non Anas.

La pretesa dei cittadini di ottenere qualche cosa di più, è stato appurato, che non è fondata e la lettera di Anas è

semmai servita, a mio avviso, ad accelerare il processo e far partire l'iter attuativo: nessun contrasto

né criticità o titubanze, dunque».

A non essere felici sono gli abitanti di Campalto che verranno espropriati e il comitato residenti, molto dubbioso

in materia: «Ma - ribatte un portavoce - ci fa strano che Anas prima dica di sì e poi dica di no: non crediamo che

la questione sia così semplice, specialmente vista la situazione magra in cui versano le casse del Comune.

In ogni caso staremo a vedere».
Nelle settimane successive alla lettera di Anas, indirizzata al Comune e alla Regione, il consigliere del Pdl, Renato

Boraso, aveva preannunciato una pioggia di ricorsi al Tribunale amministrativo regionale proprio per via degli

espropri dei terreni, mentre sono già diversi i cittadini che si sono rivolti alle associazioni dei consumatori per

promuovere azioni legali.
 

29 luglio 2011  la Nuova Venezia

Campalto, espropri per il by-pass «Sbagliata l'indennità proposta»

«L'indennità di esproprio a valori agricoli medi è incostituzionale». Ad attaccare gli assessori Ugo Bergamo

(Mobilità) e Ezio Micelli (Urbanistica) è il consigliere di opposizione Renato Boraso (nella foto), il quale ritorna

sulla questione del by-pass di Campalto. «Qualche giorno fa - spiega - con grave ingerenza, gli assessorati

hanno valutato che tecnicamente gli espropri dei terreni lungo il by-pass debbano avvenire a prezzo di esproprio

agricolo.

La questione è grave perché qualche mese prima lo stesso Bergamo aveva dichiarato ai cittadini interessati che

si sarebbe impegnato affinché gli espropri avvenissero per area edificabile come previsto dal Prg di Campalto,

tanto che molti cittadini coinvolti hanno pagato le rivalutazioni dei terreni come edificabili e versando dunque

l'Ici al Comune come da C2Rs. Se non bastasse il 10 giugno la Corte Costituzionale ha sentenziato che l'indennità

di esproprio a valori agricoli medi è incostituzionale. Possiamo andare avanti con questi amministratori?

È possibile che l'amministrazione si ricordi solo dei cittadini quando c'è da pagare e mai quando c'è da dare?

Mi chiedo cosa ci sia dietro questa ingerenza verso un'opera che realizza un altro ente, l'Anas, dai più ormai ritenuta

inutile e che costa 50 milioni per 2,5 chilometri lineari. Ricordo al sindaco che ogni persona fisica o giuridica ha diritto

al rispetto dei suoi beni. Nessuno può essere privato della sua proprietà se non per causa di utilità pubblica e nelle

condizioni previste dalla legge e dai principi generali di diritto internazionale». Il consigliere riporta i passi della legge

e chiede le dimissioni degli assessori competenti.

 

27 luglio 2011  la Nuova Venezia

Espropri del by-pass I sospetti del comitato

«Agli incontri sugli espropri ci era stato detto che i terreni sarebbero stati pagati per il loro giusto valore».

E' perplesso il comitato «Cittadini per Campalto» su come il Comune sta gestendo con Anas la partita del By-pass

di Campalto. Lunedì si è tenuto un incontro tecnico. «Prima dicono una cosa - dice Giorgio Lazzaro - poi un'altra,

adesso non si capisce bene questa magia. Come si fanno a pagare dei terreni come agricoli e dopo averli espropriati

farli diventare edificabili? Ci sembra quanto meno improbabile». «Senza contare - prosegue - che questa frenesia

del Comune nel voler fare il by-pass a tutti i costi è sospetta: sembra quasi avessero già messo a bilancio una

compartecipazione agli utili. L'Anas aveva tolto una patata bollente al Pd visto che i cittadini non lo volevano,

alle prossime elezioni sapremo che è stato il Pd a volere l'opera». E il consigliere d'opposizione Renato Boraso:

«L'assessore alla Mobilità Bergamo dichiarò mesi fa che i terreni sarebbero stati espropriati ad aree edificabili,

la mano destra di questa amministrazione non sa quel che fa la sinistra: i cittadini interessati pagano da questo anno

l'Ici per aria edificabile C2Rs e non agricola. Quando il Comune vuole incassare è edificabile, quando deve pagare

la valuta diventa agricola? Pensare - conclude - che per 2 chilometri si spendono 50 milioni è già un punto di

domanda, senza riconoscere l'equo indennizzo al cittadino apriremo un fronte di decine di cause contro il Comune».


19 luglio 2011  la Nuova Venezia
Senza by-pass cambiano tutti i progetti» Vettorello: «Va in crisi la mobilità di scorrimento
La mancata realizzazione del by-pass di Campalto da parte di Anas per via dei costi troppo alti dell'infrastruttura

preoccupa la Municipalità di Favaro, che non ci vede affatto chiaro in materia.

«Ufficialmente - spiega il delegato all'Urbanistica Paolo Vettorello - non abbiamo fatto passaggi, anche se ci

prepareremo alle domande dei cittadini che sicuramente vorranno sapere qualche cosa ed è probabile che anche

questa sera in Consiglio il tema emerga.
A nostro avviso la decisione di Anas S.p.A di non finanziare più il by-pass sembra pretestuosa: a volerla proprio

dire tutta non è che non si sapesse che c'erano in corso delle varianti urbanistiche, sono anni che di parla del Piano

integrato di Campalto, un tema noto che non nasce ora.
E poi non sembra a nostro avviso che il valore dei terreni sia così elevato da portare un aumento di tutti quei milioni

di euro».

Insomma, che i cittadini volessero essere risarciti a dovere e che il nuovo piano particolareggiato modificasse molta

parte delle destinazioni urbanistiche trasformando terreni da agricoli in edificabili non è una novità, tanto che se ne

è discusso a lungo.

Il punto, secondo la Municipalità, è che se viene meno l'Orlanda bis venga messa in crisi tutta la mobilità di

scorrimento futura che era stata pianificata anche in funzioni delle nuove funzioni previste attorno all'aeroporto.

«Se decade questo progetto - chiarisce Vettorello - decade anche l'asse di Tessera e dunque il Passante di Tessera:

quale senso avrebbe altrimenti un by-pass parziale?

Viene insomma meno tutto il progetto di mobilità che serviva per alleggerire il territorio. Adesso - continua -

cercheremo di approfondire la vicenda, chiederemo lumi e soprattutto faremo pressione perché venga convocato

un tavolo con Anas per capire le esatte posizioni dell'azienda.

Sappiamo che ci sono anche molti cittadini i quali traggono beneficio dal fatto che non si realizzi più perché erano

contrari all'opera, ma in questo senso crolla la riqualificazione complessiva.

C'è la necessità di un confronto più serrato con Anas e in ogni caso sarebbe stato più opportuno aver convocato

le parti in una conferenza dei servizi».

«By-pass, subito un tavolo tecnico con l’Anas»

27 marzo 2011  il Gazzettino

By-Pass, scadono i termini per gli espropri

Sul by-pass c'è un silenzio colpevole

Comitati sul piede di guerra: «Nessuno ci ha risposto»

08 dicembre 2010  la Nuova Venezia

La folle corsa al cemento

In tutto il Veneto prosegue a gonfie vele la cementificazione del territorio.

La superficie urbanizzata, nella nostra regione, si è più che quadruplicata dal 1950 ad oggi.

Centinaia di migliaia di ettari di campagna spariti sotto colossali colate di cemento e asfalto in pochissimi anni.  

Eppure, i nostri amministratori locali proseguono nella corsa forsennata alla cementificazione.

Nel Comune di Venezia, l’amministrazione locale, con in testa l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli

(già presidente dell’Immobiliare Veneziana), sta portando avanti il progetto del Social Housing, che porterà a

urbanizzare centinaia di migliaia di metri quadrati di territorio agricolo in tutto il circondario mestrino (anche

in zone ad alto rischio idro-geologico come Asseggiano) per costruire l’ennesima valanga di case e palazzi pur

esistendo già ora migliaia di alloggi in tutto l’entroterra veneziano (in gran parte nuovi) che rimangono inutilizzati

a causa di un’eccessiva offerta da parte del mercato.  

Questa è la coerenza dei nostri politici; Social Housing, Quadrante di Tessera, nuovi serpenti d’asfalto spesso

inutili come il by-pass di Campalto e la strada dei Bivi.

Il partito veneziano del cemento e dell’asfalto gode di ottima salute e prosegue la sua folle corsa verso la

distruzione del territorio appoggiato da politici interessati più al portafoglio delle imprese e degli speculatori che

al bene dei cittadini.

 

Vogliamo conoscere la posizione ufficiale della Regione in merito alla costruzione del By-pass di Campalto

Venerdì mattina i comitati e le associazioni, sette, che da anni lottano contro la realizzazione dell'infrastruttura

tecnicamente chiamata «variante alla statale Triestina», hanno protocollato a Palazzo Balbi una lettera

indirizzata al governatore Luca Zaia.  

I comitati chiedono conto della costruzione del tratto di strada di due chilometri per il quale l'Anas spenderà

all'incirca 50 milioni di euro.

In sostanza, una richiesta di aiuto al presidente della Regione perché faccia luce sulla vicenda.  

I comitati si appellano alla trasparenza, spiegando nel documento che a dicembre 2009 (poco prima delle

elezioni) proprio la Regione aveva chiesto la sospensione e l'aggiornamento della Conferenza dei servizi

sul By-pass per ottenere maggiori dati in relazione ai flussi del traffico dopo l'apertura del Passante, salvo

poi dare il proprio assenso senza che fossero stati resi noti i controlli richiesti.  

«Una situazione - scrivono i comitati - a dir poco contraddittoria, soprattutto alla luce di quanto affermato

di recente dall'assessore alla Mobilità Renato Chisso».

Il quale alla posa della prima pietra della Vallenari bis si era lasciato sfuggire davanti all'amministrazione

comunale veneziana che forse sarebbe stato necessario un ripensamento sull'infrastruttura.

Chiediamo a Zaia che informi la cittadinanza sulla posizione ufficiale della Regione del Veneto assumendo

la totale responsabilità delle sue affermazioni nella consapevolezza che, in una situazione di effettiva

difficoltà indotta dalle recenti alluvioni e con urgenti interventi da disporre su strade ad alto rischio di

incidentalità nel territorio veneziano, basta pensare alla statale Romea, verranno impiegati circa 50 milioni

di denaro pubblico per realizzare poco più di 2 chilometri per una strada alternativa a via Orlanda di cui

oggi non si rileva la reale necessità.  

Meglio dunque, secondo i cittadini, destinare quei 50 milioni a chi ha perduto la casa o per mettere in

sicurezza la Romea.  

Il coordinamento dei comitati ha poi protocollato una lettera al sindaco Giorgio Orsoni, oltre che

all'assessore alla Mobilità Ugo Bergamo, con la richiesta urgente di un'assemblea pubblica.  

Sono trascorsi oltre due anni dalla presentazione alla cittadinanza del progetto di massima dell'opera.

Non sono state indette le assemblee promesse nel novembre 2009 dall'ex assessore alla mobilità Enrico

Mingardi e dall'allora presidente della Municipalità Gabriele Scaramuzza».  

I comitati chiedono che venga illustrato il progetto finale approvato nella Conferenza dei servizi dello

scorso settembre «perché vengano date precise risposte alle molteplici domande rimaste senza risposta»

su quanto riguarda viabilità, traffico e sicurezza stradale.

 

By-pass di Campalto, serve un ripensamento

Per Chisso è una specie di doppione, i Comitati approvano.

L'ha detto mentre si felicitava per la partenza dei lavori di costruzione della Vallenari bis: «Servirebbe un

ripensamento sull'altra opera, quella progettata dall'Anas, ma vedete voi».

Parliamo dell'assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, e l'infrastruttura in questione è il By-pass di

Campalto, contro il quale si batte gran parte dei residenti del quartiere di gronda lagunare, specie chi ha

chiesto uno studio approfondito dei flussi del traffico dopo l'apertura del Passante.

L'assessore comunale alla Mobilità, Ugo Bergamo, e i rappresentanti dell'amministrazione presenti sul palco,

compreso il presidente di Favaro, Ezio Ordigoni, non hanno battuto ciglio.

L'Udc, del resto, è sempre stato chiaro sulla necessità di realizzare l'opera. «Basterebbe allungare la Vallenari

bis per arrivarci comunque» aggiunge Chisso.

L'idea più volte espressa dal comitato «Cittadini per Campalto», quella cioè che la Vallenari è un doppione del

By-pass e che potrebbe essere rivista quest'ultima arteria stradale e magari allungata, non è proprio balzana.

I comitati, nel frattempo, rispondono al presidente della Municipalità chiarendo alcuni punti relativi al passaggio

automobilistico e all'introduzione della Ztl per i mezzi pesanti e ricordando che il confronto pubblico atteso

dopo la sospensione della Conferenza dei Servizi indetta sotto Natale, prima delle elezioni, non è mai stato

convocato. Atteggiamento questo, che ha rovinato il rapporto tra comitati e istituzioni. «Il By-pass - scrive

il gruppo di cittadini - aprirà nel centro di Campalto uno squarcio di oltre due chilometri, con un sottopasso

a quota - 11 metri e in un'area ad alto rischio inondazioni. Due rotatorie di oltre 70 metri di diametro saranno

realizzate all'ingresso e all'uscita del paese rendendo pericolosissimo il transito per pedoni e ciclisti.

Pur rispettando le opinioni di tutti, non ci sembra il modo migliore per valorizzare un territorio e salvaguardare

la qualità della vita. Teniamo poi a ribadire come in via Orlanda, dopo l'introduzione delle limitazioni al transito

dei tir e il controllo della velocità, si è praticamente ridotta a zero l'incidentalità».

 

By-pass di campalto: fra meno di un anno e mezzo sarà pronta e Favaro inizierà a respirare

La Vallenari bis, infatti, toglierà di mezzo il 70 per cento dei veicoli che attraversano oggi - a passo di

lumaca - il centro di Favaro Veneto.

Ieri c’è stato il primo colpo di vanga e nel 2012 la prima macchina correrà sulla Vallenari bis.

L’obiettivo è realizzarla entro 500 giorni, ma forse ci vorrà meno visto che l’impresa incaricata dei lavori,

assieme alla Sacaim, è la Carron di Treviso che finora ha sempre consegnato in anticipo, dal ponte di via

Torino al sottopasso di Favaro.

Se i tempi saranno rispettati per la primavera del 2012 sarà dunque possibile, arrivando dall’aeroporto,

innestarsi sulla 14 bis senza fare la coda in centro a Favaro.

La strada che si deve realizzare è lunga poco meno di 2 chilometri, sarà ad una sola corsia per senso di

marcia e sarà sempre affiancata dalla pista ciclabile.

La Vallenari bis costa 24 milioni e 500 mila euro: 16 li mette il Comune e 8 e mezzo la Regione.

In 490 giorni i lavori saranno conclusi.
Ieri al via ufficiale dei lavori c’erano l’assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso, il vicesindaco

Sandro Simionato, gli assessori ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni e alla Mobilità Ugo Bergamo.

Con loro anche il presidente di Asm Giorgio Nardo e della Municipalità Ezio Ordigoni. Segno evidente

che si tratta di un’opera strategica per Favaro - come ha ricordato il vicesindaco Sandro Simionato.

Del resto la Vallenari bis - ha detto l’assessore Renato Chisso - recupera quei trent’anni di opere non

fatte a Favaro.

Il quartiere, infatti, aspettava da una vita che ci si preoccupasse di liberare il centro dalla morsa del

traffico.

E adesso è in arrivo anche il by-pass di Campalto, a completare l’opera.

Ma in questo caso Chisso ha invitato alla riflessione:

«C’è tempo per un ripensamento, se volete» - ha detto alla Municipalità e al Comune.
Ma torniamo alla Vallenari bis. Il primo tratto che sarà realizzato va da via Triestina - all’altezza con

il nuovo parcheggio scambiatore dietro il deposito del tram - e arriverà fino a via Gobbi e sarà pronto

entro novembre 2011.

Poi man mano si procederà fino alla 14 bis per agganciarsi alla Vallenari lato aula bunker.

Qui andrà ad innestarsi sull’attuale Vallenari che correrà dentro il nuovo insediamento Peep fino

all’Osellino.

La Vallenari bis, infatti, dovrebbe andare a finire contro via Sansovino.

In linea di massima è pure previsto un ponte di collegamento tra via Sansovino e la Vallenari bis,

a scavalcare l’Osellino.

Il Comune però è ancora in alto mare con la progettazione di questo pezzo di strada.

Anzi, l’intero Peep della Bissuola, così come la parte del social housing e pure quella delle cooperative

che costruiranno in edilizia convenzionata, è ancora in alto mare.

 

23 giugno 2010 By-pass di Campalto: Pettenò (FSV), Regione ambigua

(Arv) Venezia 23 giu. 2010 - Quali sono le intenzioni e i progetti dell'assessore regionale Renato Chisso

e della Giunta sul By-pass di Campalto messo in discussione dagli stessi consiglieri del Pdl in comune a

Venezia?

A chiedere chiarezza è il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra veneta.

Con una lunga e articolata interrogazione alla Giunta Pettenò vuole capire se il governo regionale è

favorevole o meno alla variante della SS 14 "Triestina" dei centri abitati di Campalto e Tessera ("opera

impattante - annota Pettenò - che costerà circa 46 milioni di euro per poco più di 2 chilometri di strada"),

visto che i consiglieri comunali di Venezia del Popolo della Libertà (stesso partito dell'assessore Chisso)

hanno presentato una mozione che invita a ripensare a un "progetto complessivo della mobilità del

territorio" che tuteli le frazioni di Campalto e di Tessera e garantisca "minor spreco del territorio"

collegando tra loro i progetti di intervento viario.

 

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO NONA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 71

BY-PASS DI CAMPALTO: LA REGIONE NON BYPASSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ

E SI ESPRIMA CON CHIAREZZA SULLA VARIANTE ALLA SS 14 “TRIESTINA” DEI

CENTRI ABITATI CAMPALTO E TESSERA
Presentata il 23 giugno 2010 dal Consigliere Pettenò

Premesso che:

- in data 28 maggio 2010, è stato presentata una mozione, sottoscritta dai consiglieri comunali di

  Venezia del Popolo delle Libertà Saverio Centenaro, Michele Zuin, Marta Locatelli, Antonio Cavaliere,

  Sebastiano Costalonga, Cesare Campa, Lorenza Lavini, Renato Boraso, Luca Rizzi, avente come

  oggetto: Indirizzi del Consiglio comunale di Venezia alla conferenza dei servizi in merito alla realizzazione

  del By-Pass di Campalto (variante alla SS 14 “Triestina” dei centri abitati Campalto e Tessera);
- nella suddetta mozione si ricordava testualmente come:

- in data 20 luglio 2009 il Consiglio comunale di Venezia esprimeva tutta una serie di condizioni pregiudiziali

  all’assenso dell’opera in oggetto dando mandato preciso al Sindaco e alla Giunta in vista della prevista

  conferenza dei servizi;

- è trascorso quasi un anno da tale atto di indirizzo e che la conferenza dei servizi non è stata ancora

  convocata;
- il documento prosegue rammentando, sempre testualmente che:

- la variante al piano regolatore generale per l'area significativa di Campalto, di cui l’opera in questione

  ne fa parte integrante, risale al 2006, e che da allora gli intendimenti, da parte dell’amministrazione, sullo

  sviluppo di tutto la zona vedono interventi urbanistici specifici tali da ritenere un’adeguata mobilità che

  possa essere non solo compatibile ma anche sostenibile;

- il realizzo del passante di Mestre ha sgravato notevolmente la zona dal traffico di attraversamento;

- siamo in fase di appalto della Vallenari bis;

- il By-Pass così come progettato risulta anacronistico;

- i cittadini di Campalto hanno contribuito e tutt’ora con forza sostengono la necessità di ravvisare

  l’opera in questione con criteri nuovi avendo una visione generale del territorio.

  Considerato che le suddette premesse hanno portato i consiglieri comunali veneziani del Popolo delle

  Libertà alle seguenti considerazioni finali (sempre testualmente):

- “solo un progetto complessivo sulla mobilità del territorio, potrà permettere di studiare, verificare e

  modificare di conseguenza i flussi veicolari a vantaggio di tutta la collettività; ”

- c’è “la necessità di intervenire con urgenza sulla mobilità futura, tutelando le frazioni di Tessera e

  Campalto, garantendo il minor spreco di territorio, valutando interventi di progettazione viaria omogenei

  e collegati fra loro”;

- “le risorse vanno canalizzate al meglio”.

  
In conseguenza a quanto premesso e considerato i consiglieri comunali veneziani del Popolo delle Libertà

impegnano “il Sindaco o l’Assessore delegato in sede di conferenza di servizi a rappresentare le succitate

osservazioni all’ANAS, concordando una verifica progettuale che tenga conto della nuova Vallenari bis, la

viabilità del “Quadrante di Tessera” e degli innesti previsti sulla SR 14.”
Tenuto conto che alla posizione seria espressa dai consiglieri comunali veneziani del Popolo delle Libertà,

tesa ad ottenere un’inversione di rotta politica da parte del Comune di Venezia e a una puntuale ed

approfondita verifica dell’utilità del By-Pass di Campalto (Variante alla SS 14 “Triestina” dei centri abitati

Campalto e Tessera), corrisponde un atteggiamento ambiguo ed inaccettabile, trattandosi di un’opera

impattante che costerà circa 46 milioni di euro per poco più di 2 km di strada, da parte della Regione, in

particolare da parte dell’Assessore con delega alla programmazione dei trasporti e alle infrastrutture

Renato Chisso che, trincerandosi dietro una condotta pilatesca, scarica sul comune la responsabilità di

scegliere, contraddicendo il piglio decisionista ed autoritario con il quale è stata imposta ai territori ed alle

comunità la realizzazione del passante di Mestre.
Considerato che allo scrivente consigliere, l’assessore regionale alla programmazione dei trasporti, trasporto

pubblico locale, navigazione interna e portuale, infrastrutture, legge speciale per Venezia, come i nove

consiglieri comunali di Venezia, risulta essere tuttora, convintamene, iscritto al partito del Popolo delle

Libertà.
Tutto ciò premesso e considerato il sottoscritto consigliere

                                                              Interroga la Giunta regionale

Per sapere se la posizione della Regione sul By-Pass di Campalto (variante alla SS 14 “Triestina” dei

centri abitati Campalto e Tessera) sia favorevole oppure sia assimilabile a quella espressa nella loro mozione

dai consiglieri comunali di Venezia del Popolo delle Libertà Saverio Centenaro, Michele Zuin, Marta

Locatelli, Antonio Cavaliere, Sebastiano Costalonga, Cesare Campa, Lorenza Lavini, Renato Boraso,

Luca Rizzi e come intenda operare per far pesare questa posizione, prima che venga realizzata un’opera

impattante come il By-Pass di Campalto che costerà circa 50 milioni di euro per poco più di 2 km di strada.

 

11 Giugno 2010 Il Gazzettino

Campalto, sul by-pass non si torna indietro

Sono rimasti delusi i rappresentanti dei comitati di Campalto che ieri speravano in uno stop da parte

dell’amministrazione comunale al progetto del by-pass. Non è stato così, anzi, l’assessore alla Mobilità

Ugo Bergamo lo ha definito «un’opera strategica per la rete viaria di quella zona» e il suo collega

all’Urbanistica, Ezio Micelli, ha parlato di «struttura che rispetta l’esigenza di sviluppo sostenibile del

territorio».
In via Palazzo, a Mestre, ieri mattina è stato illustrato dal Capo compartimento Anas del Veneto, Eutimio

Mucilli, e dai suoi collaboratori il progetto definitivo del by-pass di Campalto, alla presenza, oltre che degli

assessori citati, dei consiglieri della quarta commissione comunale e dei rappresentanti dei comitati cittadini

di Campalto.
Rispetto alla presentazione avvenuta un anno e mezzo fa nell’aula magna dell’istituto Gramsci di via Passo,

il progetto è cambiato sostanzialmente poco, ovvero sono state apportate giusto quelle modifiche che in sede

di Conferenza dei Servizi il Comune, facendo proprie le istanze della Municipalità di Favaro, aveva suggerito.
In pratica è stata riposizionata di qualche metro la rotatoria situata all’altezza dell’incrocio con via Sabbadino,

prevista la realizzazione di alcune contro-strade non asfaltate per favorire l’accesso ai fondi, aggiunto un

“braccio” per consentire l’ingresso verso via Casilina e via Morosina, ricavato uno spazio a fianco della

carreggiata di circa un metro e mezzo per realizzare la pista ciclabile, e infine inserite alcune opere “mitiganti”

ai lati del nuovo tracciato per contenere il rumore provocato dai mezzi in transito.
Per il resto è tutto uguale: la lunghezza del percorso di due chilometri, il sottopasso di 480 metri all’altezza

dell’intersezione di via Gobbi, la larghezza della strada di 3,75 metri per ogni corsia di marcia.

Triplica il costo dell’opera: a spesa iniziale di 16 milioni di euro, è passata a 46 milioni a seguito del

rimodulamento del percorso e dell’inserimento del sottopasso.
Numerosi gli interventi che sono seguiti all’illustrazione del progetto.
C’è stato chi, come Sebastiano Bonzio, ha proposto un referendum popolare per capire se a Campalto

gli abitanti vogliano o no il by-pass, altri, come Saverio Centenaro e molti suoi colleghi di schieramento,

che con una mozione hanno chiesto una verifica progettuale che parta da una visione più generale del

territorio, ed altri ancora (Scaramuzza, Ordigoni e Reato) che hanno confermato l’opportunità di realizzare

l’opera.
Amareggiati, a dir poco, i rappresentanti dei comitati, che con l’arrivo del by-pass temono che via Orlanda

possa essere nuovamente invasa dai mezzi pesanti.

 

10 giugno 2010 la Nuova Venezia

By-pass di Campalto, delusi da Bergamo

Il Coordinamento dei comitati martedì ha incontrato l’assessore alla mobilità Ugo Bergamo per riprendere

il filo dei problemi della viabilità legati al territorio di Campalto e Tessera.

In primo luogo i by-pass, soprattutto quello del quartiere di gronda lagunare, sono giunti ormai alla stretta

decisiva.

L’assessore - spiegano Giorgio Lazzaro e Gianfranco Albertini - è rimasto ancorato all’idea dell’utilità per

il territorio dell’infrastruttura, necessaria per sgravare dal traffico via Orlanda.

Ha inoltre prospettato l’idea che, una volta completata anche l’arteria di Tessera, l’intero asse di

attraversamento possa essere nuovamente percorso dal traffico pesante.

Da qui lo stupore di chi, per anni, ha combattuto contro il transito dei mezzi pesanti - pagato con decine

di vittime - per il centro del paese.

Questa posizione è in netto contrasto con le moderne concezioni di centro urbano, che tendono ad

allontanare il traffico di attraversamento e a rallentare quello locale privilegiando la qualità della vita e la

sicurezza dei residenti.

Concetto molto lontano dal modo di pensare di alcuni nostri amministratori più propensi a privilegiare il

business.

Abbiamo fatto notare come il progetto sia obsoleto, non risponda né alle esigenze degli abitanti di Campalto,

né a quelle dell’eventuale sviluppo del Quadrante di Tessera, se mai verrà intrapreso.

Se è necessaria un’arteria di collegamento veloce non sarà certo il sistema regionale 14, via Orlanda,

by-pass di Tessera e Campalto con cinque tra innesti e rotatorie più varie strettoie, su strade percorse da

pedoni e ciclisti, a risolvere il problema.

Un incontro deludente, che ha denunciato ancora una volta la mancanza di coraggio nell’affrontare la

riorganizzazione del territorio della nostra sconquassata periferia, preferendo dare una risposta a una vecchia

emergenza piuttosto che riprogettare gli interventi sulla base delle reali necessità, presenti e future».

Oggi alle 9.30, nel municipio di Mestre, incontro aperto al pubblico con il capo dipartimento dell’Anas, che

illustrerà il progetto riveduto e corretto. Intanto i manifesti lungo via Orlanda ricordano come la pensano

alcuni abitanti contraria ad una nuova camionabile.

 

CONSIDERAZIONI SULLA VARIANTE BY-PASS DI CAMPALTO

Per le frazioni di Campalto e Tessera l'Amministrazione comunale di Venezia ha programmato delle

trasformazioni urbanistiche improntate alla riqualificazione del territorio e al miglioramento della qualità

della vita dei suoi abitanti.

Una nuova idea di frazione che incrocia i bisogni dei residenti, l'ambiente, l'economia e lo sviluppo

compatibile.

Concetti e criteri avvalorati in via di principio da tutte le forze politico-istituzionali, ma disattesi nelle

pratiche del fare.
A mettere in discussione le linee guida del Piano Integrato è la scelta di procedere con la realizzazione

in capo ad Anas della variante alla SS 14 "Triestina"  meglio noto come by-pass di Campalto.
La luttuosa storia della via Orlanda potrebbe non aver fine se nel 2009 dovesse passare la decisione di

realizzare nel cuore della città una nuova arteria a scorrimento veloce, aperta a ogni tipo di veicolo, senza

alcuna limitazione e con i suoi innesti a pochi metri dalle case.

Ciò in contrasto con le richieste più volte manifestate dai cittadini di mettere in sicurezza l'intero tratto di

via Orlanda da Tessera a Campalto con la realizzazione di fermate ACTV a norma, marciapiedi e piste

ciclabili che permettano il collegamento delle due frazioni tra loro.
Dov'è finito il  buonsenso che ha portato alla realizzazione del Passante per salvare Mestre dal traffico di

attraversamento?
Mentre in tutta Europa si lavora per portare il traffico, soprattutto quello pesante, fuori dai centri abitati,

da noi si chiede che i cittadini approvino la realizzazione di una "semi autostrada" che taglia in due il paese

peggiorando visibilmente la qualità della vita.
Tutti parlano di federalismo "padroni a casa propria", ma le istanze degli abitanti di Campalto e Tessera

vengono disattese con decisioni calate dall'alto e realizzate da un ente centrale quale l'ANAS.

Sull'onda emotiva degli ultimi drammatici incidenti, alla legittima richiesta di sicurezza la pubblica

amministrazione aveva risposto rispolverando un vecchio progetto nato all'interno del piano integrato e

strettamente connesso con la viabilità cittadina ordinaria. ANAS, avendo visto in questo progetto la

possibilità di riottenere la totale competenza sulla via Orlanda, asse strategico per il transito dei mezzi

eccezionali e via di sfogo per il traffico in caso di chiusura

degli assi autostradali, si è assunta l'onere della sua realizzazione senza tener conto né del parere degli

abitanti, né delle osservazioni della Municipalità.
E' convinzione dei cittadini rappresentati dai comitati e dalle associazioni firmatari della presente che sia

scaduto il tempo in cui le decisioni vengono prese secondo le logiche del potere fine a se stesso e del

pressappochismo del fare tanto per fare e sia giunto il momento di studiare la pianificazione del territorio in

forma condivisa con chi all'interno di questo territorio vive e opera quotidianamente.
Gli scriventi Comitati ritengono che sia necessario  addivenire ad una decisione  finale che salvaguardi 

la residenza,  la qualità della vita dei cittadini, le attività economiche e la mobilità sostenibile.
Per tale motivo si chiede al Consiglio Comunale, al Sindaco e agli Assessori competenti di intervenire

verso Anas affinché sospenda l'iter di realizzazione della suddetta arteria statale e di provvedere alla

prioritaria applicazione di quanto contenuto nel PUM approvato dalla Giunta comunale in data 4 luglio

2008 (interventi generici a carico del Comune, migliorativi dell'attuale assetto; non si parla di competenze

ANAS) nonché alla discussione e approvazione del PAT.

La progettazione della strada in oggetto, qualunque tipologia possa assumere, dovrà trovare giustificazione

concreta negli strumenti di programmazione della mobilità e del territorio, attualmente in attesa di essere

discussi ed approvati dalle Municipalità e dal Consiglio Comunale, e dovrà rispettare le reali esigenze della

popolazione.
Convinti che la politica saprà cogliere l'importanza della nostra richiesta, convinti che una nuova pagina  per 

Campalto, Tessera e le altre zone periferiche in particolare e l'intero territorio cittadino in generale si possa

scrivere senza aprire nuove ferite, si resta in attesa di cortese riscontro. 

              

18 maggio 2009 Gianfranco Albertini

QUALE PROGETTO PER LA VIABILITA' DI CAMPALTO (VE)?

E' stato chiesto ai "Cittadini per Campalto", in più occasioni e da più parti, di esprimere un parere sul

by-pass di Campalto. Fino ad oggi abbiamo conservato una linea di attesa in quanto il confronto aveva

preso, fin dalla presentazione pubblica del progetto, la strada della polemica e della propaganda politica,

anteponendo spesso posizioni personalistiche ai reali interessi della comunità.

Oggi, anche attraverso il confronto tra le associazioni e i comitati

del territorio, la polemica comincia a lasciare spazio alla dialettica costruttiva. Pertanto, prima di esprimere

un parere, sarà utile fare qualche considerazione.

I cittadini di Campalto, costretti a subire per molti anni disagi non indifferenti

legati alla mole di traffico che percorreva la SS.14 Triestina (incidenti, talvolta mortali, inquinamento,

impossibilità di muoversi a piedi o in bicicletta), avevano in più occasione manifestato contro il transito

dei mezzi pesanti per il centro del paese.

Gli ultimi provvedimenti presi dal Comune di Venezia per via Orlanda, assieme agli altri interventi per

migliorare il livello di sicurezza, avevano cominciato a creare un'aura di ottimismo nella popolazione.

Ora, con il progetto "by-pass", nuove nubi si scorgono all'orizzonte.

La realizzazione di un asse stradale a scorrimento veloce, aperto al transito di ogni veicolo, non fa altro

che spostare, ingigantendolo, il problema. Campalto e Tessera rispecchiano l'assetto urbanistico tradizionale

del borgo rurale; l'antica strada consolare che le attraversava e diventata la ss. 14 "Triestina", arteria tra le

più trafficate e pericolose sulla cui manutenzione l'ANAS non interviene da decenni.

Come in tante altre aree dell'entroterra veneziano, nell'ultimo mezzo secolo lo sviluppo del paese e avvenuto

in maniera disordinata, governata più dall'abusivismo e dalla speculazione che da un preciso progetto

urbanistico.

Ciò, accaduto sotto gli occhi di politici e amministratori decisamente poco vigili, ha fatto sì che venissero

preclusi interventi futuri di razionalizzazione delle risorse e del territorio.

In poche parole: si continuano a creare aree edificabili che porteranno la popolazione di Campalto vicina

ai 10000 abitanti senza che vi sia oggettivamente uno spazio utile per far passare una strada che non

condizioni pesantemente il grado di vivibilità.

Il by-pass di Campalto e stato presentato come la soluzione di tutti i problemi legati alla viabilità della zona,

ma è sufficiente un'analisi, anche superficiale, del progetto per capire che le cose non stanno affatto così. 

Costituisce una cesura invalicabile che separa nettamente in due il centro abitato: Campalto non è via

Orlanda e via Passo!

La maggior parte della popolazione è distribuita lungo via Gobbi e le strade laterali e in questa zona sono

previsti gran parte dei nuovi insediamenti abitativi.

La realizzazione dell'opera trasformerebbe via Gobbi, già attualmente sotto dimensionata per assorbire

il traffico quotidiano, nell'unica strada di collegamento con Favaro e renderebbe praticamente impossibile

la realizzazione di una nuova rete viaria urbana.

Tutti i cittadini residenti al di là del by-pass, soprattutto gli anziani e i più giovani, sarebbero gravemente

penalizzati dal fatto di non poter utilizzare la viabilità che attualmente si snoda sulle vie Morosina e Casilina

per raggiungere il centro di Campalto.
I suoi innesti su via Orlanda sono altamente pericolosi: provenendo dalla R. 14 è prevista una diramazione

all'altezza di via C. Martello con una rotatoria di dimensioni considerevoli. A parte l'indiscutibile impatto

visivo, essa costituisce un elemento di pericolo per pedoni e ciclisti che la dovessero attraversare per

raggiungere le attività commerciali, le abitazioni esistenti e quelle progettate nell'area o, semplicemente,

raggiungere Mestre attraverso l'itinerario ciclopedonale previsto dall'assessorato alla mobilità.

Inoltre, nella zona vi sono numerose imprese di tipo turistico - ricettivo tra cui un campeggio molto

frequentato.

In direzione Tessera, invece, l'area interessata è quella prossima al cimitero che non ha certo bisogno di un

incremento di traffico.

Ciò contrasta con le richieste più volte manifestate dai cittadini di mettere in sicurezza la strada con la

realizzazione di fermate ACTV a norma, marciapiedi e piste ciclabili che permettano il collegamento delle

due frazioni tra loro.

Se consideriamo poi che un'analoga soluzione e prevedibile per il by-pass di Tessera possiamo facilmente

renderci conto della futura impossibilita di collegare la frazione a Campalto, a Mestre e a Venezia con un

percorso a basso impatto.

L'idea che via Orlanda e il centro di Campalto possano essere pedonalizzati è qualcosa che va alla di là

della semplice utopia: è irrealizzabile.

Non avendo il by-pass sbocchi utili nel centro del paese sulla viabilità cittadina, tutto il traffico, a partire

da quello costituito dai mezzi pubblici, si riverserebbe sull'asse via Orlanda - via Passo.

Come già accennato in precedenza, non sarà possibile realizzare una nuova viabilità alternativa.

Sarebbero a nostro parere queste sufficienti poche e semplici osservazioni per smorzare l'entusiasmo che

qualche amministratore e qualche esponente politico ha dimostrato in favore dell'opera in oggetto.

Campalto è sempre stata considerata, e continua a esserlo tuttora, un ostacolo sull'asse viario

Venezia-Aeroporto-Litorale.

Per decenni e stato consentito, nonostante i divieti, il transito indiscriminato di ogni tipo di veicolo che ha

fatto di via Orlanda una tra le strade più pericolose dell'intero territorio nazionale con un'ecatombe di vittime

innocenti.

Di conseguenza, l'importante è superare questo ostacolo; non importa se la qualità della vita viene

pesantemente aggravata e viene altrettanto gravemente condizionato lo sviluppo urbanistico del territorio.

Il progetto è strettamente collegato alla realizzazione del futuro Quadrante di Tessera, tradendo e travisando

le originarie previsioni del PRG che prevedeva una viabilità urbana di servizio all'abitato di Campalto.

Alla richiesta dei cittadini di provvedere a un miglioramento della viabilità ordinaria che tenga conto dei

prossimi nuovi insediamenti che faranno di Campalto una quasi città con circa 10000 abitanti si risponde con

un progetto dal costo stimato esorbitante, scarsamente utile per la comunità, ad alto impatto ambientale

costituendo un percorso privilegiato per i mezzi pesanti. Mentre in tutta Europa si lavora per portare il

traffico, soprattutto quello pesante, fuori dai centri abitati, da noi si chiede che i cittadini approvino la

realizzazione di una semi-autostrada che taglia in due il paese peggiorando visibilmente la qualità della vita.
Vista la posizione intransigente di ANAS che respinge le richieste di mitigazione inoltrate da cittadini e

Municipalità di Favaro e conserva il progetto con le sue connotazioni di strada ad alto scorrimento si

possono fare ulteriori considerazioni.

La massiccia cementificazione prevista tra l'aeroporto Marco Polo e l'abitato di Tessera risponde a logiche

speculative e non a reali esigenze del territorio; tale realizzazione necessita di strade d'accesso: da lì i by-pass

di Campalto e, successivamente, di Tessera.

Da sempre opere di questo genere solleticano gli appetiti dei costruttori e di altre "lobbies" economiche

appoggiate da una parte dei politici e, di conseguenza, vengono spiattellate come opere d'interesse comune

finanziate con denaro pubblico quelle che in realtà sono solamente interventi accessori a operazioni private

a fine di lucro.

 

In conclusione ribadiamo la nostra posizione:

No al transito indiscriminato dei mezzi pesanti nei centri urbani,

No alla realizzazione di autostrade cittadine,

No a uno sfruttamento del territorio e delle sue risorse su base speculativa.

 

Chiediamo invece che:

1.via Orlanda sia declassata a strada urbana nell'intero tratto da Tessera a Mestre;  che vengano messe in

   sicurezza le fermate ACTV e si realizzino marciapiedi e pista ciclabile.
2.venga migliorata la viabilità cittadina con percorsi protetti per ciclisti e pedoni.
3.lo sviluppo economico avvenga nel pieno rispetto della peculiarità del territorio, della sua storia e delle

   tradizioni dei suoi abitanti privilegiando agricoltura, artigianato, commercio e turismo sostenibili.
4.si continui con l'azione di bonifica della Gronda Lagunare, patrimonio inestimabile che la natura ci ha

   regalato, perché diventi elemento trainante della crescita economica e culturale di Campalto e Tessera.
5.si proceda con un'attenta analisi del territorio nel suo complesso e un trasparente confronto con la

   cittadinanza prima di progettare nuovi interventi come il mercato ortofrutticolo in un'area dove è previsto

   il passaggio della ciclabile verso i plessi scolastici di Mestre o la colata di cemento sulle aree adiacenti

   all’aeroporto a ridosso del centro abitato di Tessera.

 

VELOCAR AL CENTRO DI CAMPALTO E IN VIA TORINO ANGOLO CORSO DEL POPOLO

 

 

 

17-01-2012 la Nuova Venezia
Multe da Velocar, 50 ricorsi dei tassisti
Campalto, presentati al giudice di pace contro l’impianto di via Orlanda: «Passiamo di lì per andare

all’aeroporto»
Quella strada, via Orlanda, la percorrono più volte al giorno, dato che è il tragitto più breve per raggiungere

l’aeroporto.
Ecco perché in tanti sono incappati nel Velocar di Campalto, “trappola” tecnologica che ha fatto strage

di automobilisti.
Contro il Velocar, insomma, è di fatto scesa in campo una intera categoria, quella dei tassisti.

Sono circa 50 quelli che negli ultimi giorni hanno presentato ricorso al giudice di pace per l’annullamento

della sanzione

(o delle sanzioni): in pratica circa la metà dei tassisti che operano in terraferma (108 in tutto).

«Ci siamo rivolti ad alcuni studi legali mestrini per far valere le nostre ragioni – spiega uno dei tassisti

“pizzicati” in via Orlanda, Massimo Ghezzo – Per noi, al di là della multa, il vero problema è quello dei

due punti tolti».
L’ira dei tassisti, tramutatasi in una valanga di ricorsi, è legata proprio all’utilizzo di via Orlanda.

«Esiste una tariffa fissa da piazzale Roma all’aeroporto – spiega Ghezzo – Quando arriviamo alla bretellina

di San Giuliano, noi proseguiamo per via Orlanda, anche se l’aeroporto è indicato a sinistra. Tante volte

i clienti ci chiedono perché non seguiamo l’indicazione e noi dobbiamo spiegare loro che in realtà stiamo

facendo il tragitto più breve.

Insomma, per noi fare via Orlanda è fondamentale, perché arriviamo prima all’aeroporto e stiamo

quantomeno alla pari con la tariffa fissa determinata dal Comune».
L’arretramento della linea dello stop al semaforo di Campalto ha di fatto spiazzato tutti. «Contando che

il giallo dura quattro secondi – spiega Ghezzo – quando appare, bisognerebbe inchiodare subito anche se si

va piano, per stare dietro la linea.

Ma noi, che abbiamo passeggeri a bordo, evitiamo la frenata brusca:così in tanti ci siamo trovati con le ruote
sopra e un po’ al di fuori della striscia dello stop. Io stesso, quando mi è arrivata la multa per passaggio con

il rosso, mi sono stupito, perché sono estremamente prudente.

Infatti ho visto l’immagine scattata dal Velocar: avevo le ruote un po’ più avanti della striscia bianca».

Dallo studio Daminato-Pavan di Mestre, che ha raccolto circa metà dei ricorsi dei tassisti, vengono indicate

le ragioni dei ricorrenti.

«Noi sosteniamo l’uso improprio del Velocar – spiega l’avvocato Gianmaria Daminato –

Anzitutto perché i nostri clienti non hanno oltrepassato il semaforo con il rosso, hanno solo superato la

linea di arresto e il Velocar dovrebbe servire per rilevare o l’eccesso di velocità o il superamento

dell’intersezione con il semaforo rosso.

Inoltre via Orlanda è una strada interquartierale e questi strumenti fissi possono essere applicati solo su

autostrade o su strade extraurbane principali».
 

15-01-2012 la Nuova Venezia
Proteste a Campalto Consiglio sul Velocar richiesto dal consigliere di Favaro del Pdl, Marco Bellato.
«Un consiglio di Municipalità sul Velocar». A richiederlo il consigliere di Favaro del Pdl, Marco Bellato,
il quale si fa portavoce degli abitanti di Campalto “pizzicati” dall’apparecchio...
«Un consiglio di Municipalità sul Velocar». A richiederlo il consigliere di Favaro del Pdl, Marco Bellato,

il quale si fa portavoce degli abitanti di Campalto “pizzicati” dall’apparecchio installato all’incrocio tra via

Orlanda e via Gobbi.

«Sono stati presentati i primi ricorsi – si legge nell’interrogazione depositata ieri – I motivi sarebbero la
scarsa informazione ai cittadini sul funzionamento e la scarsa visibilità del semaforo a causa dei mezzi

parcheggiati a bordo strada, ma anche il nuovo posizionamento della linea bianca d’arresto molto distante

rispetto al semaforo».
«Ho osservato – prosegue – che gli automobilisti quando arrivano in prossimità del semaforo accelerano

anziché ridurre la velocità, per non arrivare sulla linea bianca con il giallo o il rosso, con l’effetto che spesso,

per il timore della multa, rischiano di non essere rispettate le condizioni di sicurezza».

«A questo punto – aggiunge – credo si renda quanto mai necessario che i cittadini vengano sentiti perché

vengano apportati anche gli opportuni aggiustamenti alle nuove apparecchiature, in modo da garantire più

sicurezza e stabilire dei criteri che possano uniformare la condotta».
Da qui la richiesta di convocare un’assemblea pubblica, una commissione o un consiglio di Municipalità.
Un incontro pubblico era stato chiesto anche dall’ex consigliere di An, Giorgio Ragazzoni. «Se ciò non

dovesse avvenire in tempi brevi raccoglierò le firme per una convocazione straordinaria di un consiglio».
Nel frattempo nei prossimi giorni l’Associazione dei Consumatori di Mestre proseguirà a ricevere gli

abitanti di Campalto.

15-01-2012  Corriere del veneto

Velocar, in Corso del popolo mille multe in cinque mesi
I vigili registrano dodici infrazioni al giorno, il doppio di Campalto.

Adico presenta i primi ricorsi: «Sanzioni per fare cassa»
Una media di dodici contravvenzioni ogni notte, perché la gente lì passa con il rosso: a meno di cinque

mesi dall’installazione del Velocar all’incrocio tra Corso del Popolo e via Torino, le telecamere capaci di

rilevare questo genere di infrazioni, sono un migliaio le multe recapitate a casa agli automobilisti imprudenti.
Un po’ di meno quelle dell’altro incrocio sorvegliato, tra via Orlanda e via Gobbi a Campalto (circa 5 al

giorno), la stragrande maggioranza delle quali contestate.
Qui, venti cittadini residenti nella zona si sono rivolti all’Adico, l’associazione difesa consumatori, per

ricorrere contro le multe.

Le persone sostengono, con tanto di fotografie che lo testimoniano, di essersi in realtà fermate al rosso,

oltrepassando però di poco la riga bianca dello stop con le ruote anteriori. Il che però, codice della strada

alla mano, fa scattare la multa.

«Non si tratta di essere andati pochi centimetri al di là della riga - spiega il vicecomandante della polizia locale

Gianni Paganin - ma di "invasioni" vere e proprie con entrambe le ruote anteriori.
Il luogo è critico, anni fa c’è stato un incidente mortale: non è vero che abbiamo spostato la riga indietro

come dicono i cittadini, anzi, potremmo spostarla un po’ in avanti».
Ma gli automobilisti sostengono che la riga contestata è stata spostata di quattro metri, togliendo la visuale

del semaforo in caso che ci siano camioncini posteggiati all’angolo della strada, rendendo di fatto l’invasione

necessaria: il Comune ci ha messo una pezza appena il 29 dicembre, installando dei new jersey per evitare

che qualcuno posteggi ostruendo la visuale.

Un sistema che l’Adico contesta nella sua interezza: «Così come accaduto con gli autovelox di via Orlanda

e sul ponte della Libertà o con le Ztl a Mestre centro, la vicenda Velocar dimostra ancora una volta come

il Comune di Venezia utilizzi la tecnologia non per fare prevenzione ma per far semplicemente cassa

- affonda il presidente Carlo Garofolini - siamo felici di poter assistere i cittadini che si trovano in difficoltà

e di cercare giustizia denunciando questi soprusi, ma troviamo avvilente che persone assolutamente in buona

fede, che rispettano le regole del codice della strada e che in questo caso hanno solo sbagliato di qualche

centimetro si trovino a dover pagare o a doversi sobbarcare il costo, pur calmierato, e lo stress di un ricorso

per un’infrazione che di fatto non hanno commesso.
E se è vero che la legge non ammette ignoranza - conclude Garofolini - è anche vero che la pubblica

amministrazione dovrebbe dare adeguata informazione, cosa che nemmeno in questo caso è stata fatta».

Diverso il caso di Corso del Popolo, dove la gente con il rosso passa davvero. «Stacchiamo molte multe,

anche ai taxi, perché la gente non si ferma proprio, soprattutto di notte - spiega Pagnin - abbiamo

fotosequenze che fanno vedere automobilisti che si fermano al rosso e ripartono dopo pochi secondi come

se nulla fosse.

Quell’incrocio è pericoloso, e c’è un solo modo per non prendere multe: rispettare il codice della strada,

anche se dall’altra parte non arriva nessuno o se, di giorno con il traffico, si è di fretta e si cerca di "bruciare"

il semaforo"».

14-01-2012 La voce di Venezia
Video: I tempi dei Velocar. Trasformarsi in scattisti al giallo
Cara Redazione vi voglio segnalare un'altra grave situazione: una confusione temporale sui tempi dei Velocar,
riguardante l'affermazione convinta del comandante della polizia municipale sbandierata sulla stampa con

fierezza riguardo la tempistica di questi bancomat comunali.
Probabilmente prima di scatenarsi in una pirotecnica intervista difensiva si e' forse dimenticato di cronometrare
anche il Velocar di Campalto, (Osservate prego i miei allegati e se volete andate a verificare) dove i tempi del
giallo sono ben diversi dal dichiarato.
Voglio sottolineare che questa situazione genera condizioni di panico per i passanti all'incrocio semaforico,
nonché reale pericolo per chi, mentre transita, corre il rischio di tamponare qualche altro automobilista già

multato che frena terrorizzato addirittura con il verde.

14-01-2012 la Nuova Venezia
Velocar, piovono i ricorsi Adico: «Multe ingiuste»
Campalto, depositate al giudice di pace le prime venti pratiche istruite dal legale.
L’associazione invita i residenti a presentarsi prima possibile agli uffici.
Depositati i primi ricorsi al giudice di pace. L'Adico (Associazione dei Consumatori) di Mestre sta assistendo
gli abitanti di Campalto “pizzicati” dal tanto odiato Velocar posizionato all'incrocio tra via Orlanda e via Gobbi.
In due settimane sono state sentite una ventina di persone, per un totale di oltre 80 multe.
Una piccola parte dei residenti che si stanno vedendo notificare decine di sanzioni prese al semaforo del centro.
Anche ieri nuovi casi sono arrivati agli uffici di via Volturno.
Il record lo hanno raggiunto due residenti, il primo ha totalizzato 17 multe, il secondo 20. Le motivazioni

sulle quali si basa il ricorso, secondo l'Adico, possono essere così riassunte: scarsa informazione ai cittadini,

assenza della volontà di commettere l’infrazione amministrativa contestata (cioè il fatto di passare con il rosso),

buona fede degli automobilisti che anche in condizioni di scarsa visibilità del semaforo (a causa dei mezzi

parcheggiati a bordo strada) si arrestano allo stop. Ma soprattutto la questione relativa alla linea di arresto,

arretrata di ben 4 metri da quando è stato installato il Velocar.
«A nostro avviso - spiega il legale di Adico, Andrea Campi - si tratta di sanzioni profondamente ingiuste,

non è stata fatta adeguata informazione sul funzionamento del Velocar.

Nei ricorsi spieghiamo come il conducente abbia tenuto un comportamento diligente e prudente, a prescindere

da quanto si vede nei rilievi fotografici.
E' importante contestare perché al costo di 55,60 euro va aggiunta la decurtazione di 2 punti dalla patente e

si rischia di pagare in più una sanzione di ben 280 euro se non si ha la prontezza di comunicare ai vigili il

nominativo.
La normativa in materia è cambiata e ora ci sono solo 30 giorni di tempo, contro i 60 di una volta, per

ricorrere».

Marco Nogarin, residente di Campalto, si è presentato allo sportello di via Volturno con le sue 3 sanzioni e

un bel po’ di materiale fotografico: «Da un giorno all’altro – racconta – la linea dello stop è stata arretrata

di ben 4 metri, portandola alla stessa altezza di quella della svolta a sinistra, così facendo noi residenti

abituati a fermarci più avanti, siamo caduti nella prima trappola.

Un’implicita ammissione di colpa da parte dei vigili – prosegue – sta’ nella gestione dello spazio di sosta a

tempo che si trova in prossimità dell’incrocio: più volte avevamo segnalato che i camioncini che

parcheggiavano là per scaricare ai negozi impedivano la visuale, tanti hanno preso le multe proprio perché

dovevano arrivare fin quasi sotto all’impianto per capire se era rosso o verde.
Ora sono stati installati dei new jersey che impediscono la sosta».

13-01-2012 La voce di Venezia
Passano con il rosso, anzi no, pioggia di multe ai residenti dal Velocar
Avviati da Adico decine di ricorsi al Giudice di Pace.
Colpiti dal sistema di rilevazione molti cittadini della zona, in due settimane ne hanno “beccati” una ventina.

Ma in totale le multe elevate dal Velocar di Campalto, il nuovo sistema di rilevazione installato semaforica

all'incrocio tra via Orlanda e via Gobbi a Campalto, sono state un'ottantina e per la maggior parte hanno

colpito residenti nella zona.

I cittadini, però, non ci stanno e hanno deciso di affidarsi direttamente ad Adico Associazione Difesa

Consumatori per ricorrere contro le multe.

Secondo quanto accertato dalla stessa associazione parlando con i “trasgressori”, tutte queste persone

in realtà con il rosso si sono fermate, ma per sfortuna loro hanno oltrepassato – magari di pochi centimetri –

la riga bianca dello stop con le ruote anteriori facendo così scattare il sistema di rilevazione.

E su questa e altre motivazioni l’ufficio legale di Adico ha impostato i ricorsi al Giudice di Pace.

Una procedura che va velocizzata visto che per il ricorso sono disponibili solamente 30 giorni dalla notifica

della contravvenzione.
I cardini del ricorso contro le contravvenzioni elaborato dagli avvocati dell’Associazione si fondano su

questi punti: scarsa informazione da parte del Comune e degli organi preposti – polizia municipale in primis –

ai cittadini; assenza della volontà di commettere l’infrazione amministrativa contestata (cioè il passare

con il rosso); buona fede degli automobilisti che anche in condizioni di scarsa visibilità del semaforo

(a causa dei mezzi parcheggiati a bordo strada) si arrestano allo stop; linea di arresto arretrata di ben 4 metri

da quando è stato installato il Velocar; eccesso di zelo da parte degli agenti rilevatori in confronto alla

mancanza di dolo e colpa degli automobilisti.
«A nostro avviso si tratta di sanzioni profondamente ingiuste, non è stata fatta adeguata informazione

sull’installazione e sul funzionamento del Velocar e nei ricorsi spieghiamo come il conducente abbia tenuto

un comportamento diligente e prudente, a prescindere da quanto si vede nei rilievi fotografici – spiega il

legale di Adico, Andrea Campi – ed è importante contestare anche perché al costo di 55,60 euro va

aggiunta la decurtazione di 2 punti dalla patente di chi era alla guida: e si rischia di pagare in più una

sanzione di ben 280 euro se non si ha la prontezza di comunicare ai vigili il nominativo.

Oltre tutto la normativa in materia cambia continuamente e ora ci sono solo 30 giorni di tempo, contro

i 60 di una volta, per avanzare ricorso davanti al Giudice di Pace: invitiamo quindi i cittadini a controllare

la data di notifica della multa e a venire all’Adico prima possibile, naturalmente senza pagarla, per avviare

il ricorso».
Importante anche recarsi prima al comando della municipale in via Cappuccina, a Mestre, per chiedere

copia della foto che attesta l’infrazione: da quella infatti si evince facilmente se il veicolo è effettivamente

transitato con semaforo rosso o se l’auto si è fermata solo poco oltre la riga, quindi in condizioni di

sicurezza.
Un sistema che l’Adico Associazione Difesa Consumatori contesta nella sua interezza: «Così come

accaduto con gli autovelox di via Orlanda e sul ponte della Libertà o con le Ztl a Mestre centro, la vicenda

Velocar dimostra ancora una volta come il Comune di Venezia, spiace dirlo, utilizzi malamente la tecnologia

non per fare prevenzione e deterrenza ma per far semplicemente cassa – affonda il presidente Carlo

Garofolini – siamo felici di poter assistere i cittadini che si trovano in difficoltà e di cercare giustizia

denunciando questi soprusi, ma troviamo avvilente che persone assolutamente in buona fede, che rispettano

le regole del codice della strada e che in questo caso hanno solo sbagliato, essendo state tratte in inganno,

di qualche centimetro si trovino a dover pagare o a doversi sobbarcare il costo, pur calmierato, e lo stress di

un ricorso per un’infrazione che di fatto non hanno commesso.

E se è vero che la legge non ammette ignoranza – conclude Garofolini – è anche vero che la pubblica

amministrazione dovrebbe dare adeguata informazione, cosa che nemmeno in questo caso è stata fatta».
 

07-01-2012 la Nuova Venezia

«Contasecondi ai semafori»

Gli autisti Actv hanno raccolto 450 firme per chiedere l’avvio del servizio accanto ai velocar.

Quattrocento e cinquanta firme raccolte tra gli autisti dell’Actv e loro conoscenti per chiedere l’installazione

di contasecondi ai semafori presidiati dal velocar in via Orlanda a Campalto come all’incrocio tra corso del

Popolo e via Torino.

Una proposta concreta per rendere meno conflittuale il rapporto tra gli automobilisti e i nuovi dispositivi

contro le infrazioni ai due semafori, installati dalla Polizia municipale e da settimane al centro di polemiche,

arriva dagli autisti dell’azienda di trasporto veneziana.

«Quando sono stati installati i velocar abbiamo fatto subito pressione sui colleghi per invitarli a stare attenti

e infatti finora ci risulta che all’azienda sia arrivata una sola contestazione di sanzione», spiega Marco Cupic,

delegato della Cgil nella Rsa di Actv. «Ora abbiamo lanciato la petizione che sfocerà in una lettera che

consegneremo agli assessori comunali Maggioni e Bergamo e alla presidenza della Municipalità di Favaro

con la nostra proposta.

Siccome crediamo che il velocar sia stato installato per prevenire le infrazioni e non tanto per fare cassa

– continua a spiegare Cupic – la nostra proposta è di installare dei contasecondi per le auto ai semafori che

avvisino quando dal verde si sta per passare al rosso.

In questo modo gli automobilisti intuiscono che se mancano pochi secondi devono fermarsi».

Un dispositivo simile a quello installato in via Circonvallazione ma che servirà non tanto ai pedoni quando

alle automobili, visto che tra l’altro all’incrocio di Campalto è decisamente veloce il passaggio dal giallo

al rosso, con il rischio di finire sopra la linea bianca che è considerata comunque una infrazione.

«Questa è la nostra proposta concreta e fattibile e siamo disposti anche al confronto con i comitati dei

multati di Campalto o di Mestre per dialogare e magari unificare le iniziative», spiega ancora il delegato

della Cgil.

Ovviamente la polemica sui velocar e sulle contravvenzioni che fioccano in città coinvolge direttamente

gli autisti dell’azienda di trasporto. In caso di contravvenzioni, queste infatti arriva all’azienda ma poi a

pagare le multe è chiamato l’autista, spiegano dalla Rsa, che ha inoltre invitato prima di Natale il direttore

del settore automobilistico Elio Zaggia ad intervenire presso il Comune per rendere meno complicato

l’attraversamento dei semafori sorvegliati dagli «occhi» elettronici.  La proposta degli autisti di Actv, nella

sua semplicità, potrebbe contribuire a ridurre le proteste dei multati e anche a togliere qualsiasi dubbio

sui tempi dei due semafori, espresso da qualche cittadino.

A Campalto invece il problema è quello delle multe in caso di superamento della linea bianca che

delimita il semaforo e che se superata anche in caso di fermata fa incappare in sanzioni (39 euro) e

portano alla perdita di due punti sulla patente. Altra cosa con sanzioni più importanti è il passaggio

con il rosso, obiettivo primario dell’installazione dei dispositivi da parte della Polizia municipale.

 

05-01-2012 la Nuova Venezia

Velocar, 400 multati si rivolgono all’Adico «Sanzioni ingiuste»

Sulle telecamere a Campalto continua la protesta Multe da pagare entro un mese, lotta contro il tempo.

Consegnate al presidente dell'Adico, Carlo Garofolini, le oltre 400 sottoscrizioni degli abitanti di

Campalto multati dai Velocar.

Nonostante l'incontro con l'assessore alla Mobilità, Ugo Bergamo, e le spiegazioni della polizia municipale,

i residenti non ci stanno a dover pagare le multe per aver oltrepassato la linea bianca di pochi centimetri,

qualcuno per la verità anche di molto di più.

E così ieri come promesso, una rappresentanza dei cittadini si è recata negli uffici di via Volturno con

il pacco di contravvenzioni raccolte in pochi giorni tra tutti.  Ad essere infuriati sono specialmente i

commercianti, che devono transitare da mattina a sera e pure all'ora di pranzo nei pressi dei due occhi

elettronici, rischiando di farsi “pizzicare” per distrazione fermi sì al rosso, ma non dove dovrebbero.

Nei giorni scorsi il comandante della municipale di Favaro, Michele Padoavan, si è recato in sopralluogo ed

ha constatato che alcuni posti adibiti a “carico scarico” si trovavano in una posizione non del tutto regolare,

nel senso che per entrare ed uscire i proprietari degli esercizi commerciali avrebbero potuto essere

immortalati dalle telecamere.

E ha sistemato la faccenda.  Il nodo da sciogliere però rimane sempre quello delle contravvenzioni arrivate e

che i residenti vogliono che siano cancellate: «Abbiamo ricevuto le sottoscrizioni – spiega il presidente Carlo

Garofolini – abbiamo intenzione di renderci disponibili a passare in rassegna tutte le multe se necessario,

una parte dei cittadini la stiamo incontrando in queste ore, per prima cosa però dobbiamo verificare le

scadenze.

Molte persone, infatti, non sanno che le multe adesso vanno pagate entro un mese e non più entro due,

pertanto dobbiamo capire quanto tempo è passato.

Proprio per questo invitiamo i cittadini che hanno firmato la petizione – prosegue – a venire da noi il prima

possibile, per non lasciare passare le tempistiche corrette».

I residenti in questo momento stanno molto, ma molto attenti a non farsi “beccare” oltre la linea bianca,

tanto che c’è chi evita l’incrocio in tutti i modi possibili.

E’ stata, inoltre richiesta un’assemblea pubblica al presidente di Favaro, Ezio Ordigoni, per spiegare alla

cittadinanza come deve comportarsi in prossimità dei velocar ed evitare di commettere infrazioni, mentre in

tanti fanno presente che la frazione sta ancora attendendo le telecamere contro il passaggio dei camion.

Nonostante ciò, però, i vigili ricordano che le multe da quando è stato installato l’apparecchio sono calate

sensibilmente, tanto che nei giorni antecedenti il Natale arrivavano appena ad 8 al giorno.

 

23-12-2011 la Nuova Venezia
Velocar, le multe non saranno cancellate.
L’assessore Bergamo stronca le speranze, ma promette di migliorare la segnaletica.
Le contravvenzioni non verranno cancellate, ma la segnaletica orizzontale e verticale sarà potenziata.
Si accendono ancora i riflettori sulla polemica ingaggiata dai cittadini di Campalto pizzicati dal “velocar”,
il nuovo sistema di rilevazione delle infrazioni per chi passa con il rosso.

Ieri mattina un folto gruppo di multati si è ritrovato in via Orlanda, di fronte al bar “ai Cacciatori”, per

discutere del problema, fare un sopralluogo, capire cosa non và. «Sappiamo che il sistema è regolare

- spiega il segretario dell’Udc di Campalto, Gennaro D’Ambrosi – ma la popolazione non è stata informata

a sufficienza. Tra l’altro la linea bianca è stata spostata troppo avanti e ce n’è un’altra vecchia, mal

cancellata, che crea confusione.

Per questo, a fronte delle trecento sottoscrizioni raccolte in pochi giorni, chiederemo la cancellazione

delle multe elevate in questo primo periodo.
Ci rivolgeremo al sindaco, a tutti gli assessori competenti e anche al Prefetto e alle associazioni dei

consumatori per portare avanti un’azione collettiva».

Nel frattempo proprio ieri in diversi hanno bussato alle porte dell’Adico per chiedere l’assistenza di un

legale.
Nel pomeriggio si è svolto un incontro tra l’assessore alla Mobilità, Ugo Bergamo, il vicecomandante della
municipale, Gianni Paganin, e una rappresentanza dei cittadini contravvenzionati. «In rapporto al numero di
auto – spiega Paganin – le infrazioni sono poche e nell’ultimo periodo si assestano su una cifra di circa

dieci infrazioni al giorno, il che significa una media di una multa ogni due ore abbondanti, calcolando che

il Velocar è acceso tutto il giorno.

I residenti devono essere informati sul fatto che anche oltrepassare la linea bianca costituisce infrazione

e chi supera la linea bianca viene sanzionato.

Non è come prendere una multa perché si passa con il rosso, sono 38 euro e due soli punti della patente

sottratti anziché cinque: noi che abbiamo le immagini non possiamo fare finta di nulla, anche se ci

impegniamo a notificarle il prima possibile».

Prosegue: «La striscia di arresto è importante perché precede il passaggio pedonale.

I cittadini devono essere contenti che vengano installati strumenti che garantiscono maggiore sicurezza».

«I residenti – spiega l’assessore Bergamo – hanno preso atto che tutto è in regola come da codice della

strada e Ministero degli interni.
Purtroppo non c’è alcuna possibilità di annullare le multe, anche perché si tratta di un sistema che andrà
comunque esteso alla città».
I mestrini insomma, ci dovranno fare l’abitudine. «Se si può, predisporremo meglio la segnaletica orizzontale

e verticale, ma si tratta di modifiche funzionali».
L’ex consigliere di An, Giorgio Ragazzoni, ha chiesto alla Municipalità la convocazione di un incontro con
la cittadinanza per spiegare le modalità di funzionamento.

 

20-12-2011 la Nuova Venezia
Vittime del Velocar, scattano le proteste:
Arrivano multe a chi oltrepassa la linea bianca per pochi centimetri e si ferma: «Un modo per fare cassa»
MESTRE. Iniziano a fioccare le multe del Velocar, il sistema installato da qualche mese a Campalto lungo
via Orlanda e in città tra Corso del Popolo e via Torino per controllare chi passa con il rosso, una sorta di
T-red di ultima generazione, in regola con tutti i più moderni sistemi di rilevazione e la normativa.
Il punto però è che in questi giorni i residenti, non solo a Campalto, hanno iniziato a sentirsi suonare il
campanello dai postini che portano le buste del Comune contenenti le multe e qualcuno è anche andato a
farsi mostrare le fotografie per cercare di capire cosa ha sbagliato e dove, visto che tutti sono stati molto
attenti a non passare non solo col rosso, ma nemmeno con il giallo.

Eppure sembra che lo zelo degli abitanti non sia bastato per non farsi “pizzicare” dall'occhio elettronico.

C'è chi di multe ne ha collezionate anche sette: ogni volta, oltre ai soldi, vengono tolti due punti dalla

patente.

In questi giorni a Campalto è partita la raccolta firme contro il Velocar dal tabaccaio e allo chalet della

Civica Pro Campalto, dove tantissimi si sono rivolti per protestare. «Il punto – spiegano allo chalet –

è che inconsapevolmente i residenti alla guida si fermano al semaforo per rispettare il rosso, ma

appoggiano la ruota sulla riga bianca senza accorgersene.

Vanno cioè un po' tropo avanti. A quel punto succede che il Velocar fotografa, anche se l'auto è ferma.

E scatta la multa». Un'ingiustizia bella e buona secondo gli abitanti.

Per questo i cittadini vogliono che venga rivisitato tutto il sistema.
«Il Velocar – spiegano i residenti – è acceso nei due sensi di marcia, ma avrebbero dovuto avvertire,

com'era stato fatto con il primo, che l'apparecchio era acceso anche nella direzione da Mestre a Tessera,

anche se nessuno ancora ha capito se faccia già cassa o sia solo in prova».
Sulla questione interviene anche il presidente dell'Adico, Carlo Garofolini: «I cittadini ci hanno fatto

presente che fermandosi di qualche centimetro oltre la linea vengono rilevati, classico esempio di come

la tecnologia sia usata per far cassa ai danni dei consumatori: così non si dissuade a non passare, ma si

mietono vittime inconsapevoli che nulla hanno fatto di male.

Queste persone pagheranno la sanzione e perderanno punti per nulla.
Vorrei ricordare a tutti che l'autovelox è stato sospeso perché la Cassazione ha deciso che via Orlanda

non era dimensionata per ospitare quelle apparecchiature, per non parlare delle Ztl che hanno creato

solo confusione.
E' possibile che ogni volta si agisca senza valutare le conseguenze?

Qualcuno deve prendersi le proprie responsabilità, mi sembra ingiusto doversi rivolgere al giudice di pace

sborsando denaro».

19-12-2011 Il Gazzettino
Giusto multare chi passa per il rosso, ma a Mestre il Velocar crea soltanto pericoli.
Voglio segnalare una situazione molto grave: il comune di Venezia, senza i soldi per gli asili e per le scuole
ma interessato a realizzare by-pass stradali da 70 milioni di euro, sta gabellando in stile medioevale molti
malcapitati che transitano in centro a Campalto e a Mestre in via Torino angolo Corso del Popolo.
Quelli che transitano e hanno la sfortuna di imbattersi nel Velocar semaforico, fermandosi anche per soli
35 millimetri sopra la linea di stop prima del semaforo ricevono un bel regalo.
L'arancione dura meno di quattro secondi (e ho le foto di questo) determinando oltre a condizioni di

pericolo di tamponamento un sicuro bancomat per il comune.
Penso sarete informati dalla pioggia di contravvenzioni caduta su molti automobilisti in questo mese
(conosco persone che hanno ricevuto in una settimana anche 8 contravvenzioni minime da circa 50 euro e
perso 2 punti per sanzione).
Non si discute per chi passa con il rosso, perché va sanzionato gravemente, ma utilizzare la fermata sopra
la linea come sicuro introito al comune col pericolo di tamponamento e rovinare delle famiglie per le molte
sanzioni (vedi i pendolari transitati tutti i giorni in questi due mesi che si troveranno un meraviglioso regalo
di Natale) in un momento come questo e' un comportamento vergognoso.

21-12-2011 la Nuova Venezia
«Velocar, dovete annullare le sanzioni»
Già centinaia le firme contro il Velocar. In pochi giorni in molti si sono recati nei punti dove è possibile
sottoscrivere la petizione contro gli apparecchi installati lungo via Orlanda, Corso del Popolo e via Torino
per “pizzicare” chi passa con il rosso e stanno mietendo vittime tra chi si ferma al semaforo e, senza

volerlo, si “appoggia” oltre la linea bianca .

«Questa apparecchiatura – spiega il segretario dell'Udc di Campalto e Favaro Gennaro d'Ambrosi –

doveva intercettare i famosi pirati della strada, quelli che del semaforo rosso se ne fregano e non le

persone in buona fede.

Il Velocar era stato presentato come uno strumento che non doveva fare cassa perché interveniva solo

al passaggio con il rosso e non con il giallo».

Cosa che, secondo gli abitanti, non sta avvenendo. Anche perché, da quando è stato installato, tutti sono

stati attentissimi a non passare con il rosso e adesso si ritrovano egualmente multati.

 

CIRCOLARI E SENTENZE SUL VELOCAR

Ministero dei trasporti Nota 16-7-2007 n. 67906
Tempi della durata del giallo ai semafori.
Emanata dal Ministero dei trasporti, Dipartimento per i trasporti terrestri,

Direzione generale per la Motorizzazione.

Nota 16 luglio 2007, n. 67906 Tempi della durata del giallo ai semafori.
Emanata dal Ministero dei trasporti, Dipartimento per i trasporti terrestri, Direzione generale per la

Motorizzazione.
Con riferimento a quanto esposto con la nota in riscontro, si premette quanto segue.
L'art. 41, comma 10 del nuovo Codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992) non indica una durata

minima del periodo d'accensione della luce gialla veicolare, ma si limita ad affermare un principio di portata

generale.
Durante tale periodo, i veicoli non devono oltrepassare la linea d'arresto,salvo che vi si trovino così vicino

da non potersi arrestare con sufficiente sicurezza.
Le norme tecniche al riguardo vengono invece dettate da organismi di unificazione o da enti di ricerca.
In particolare lo studio prenormativo pubblicato dal C.N.R. il 10 settembre 2001, "Norme sulle

caratteristiche funzionali e geometriche delle intersezioni stradali", al paragrafo 6.7.4, "Determinazione dei

tempi del giallo", indica durate di 3, 4 e 5 s per velocità dei veicoli in arrivo pari, rispettivamente, a 50, 60

e 70 km/h.
In presenza di traffico pesante con veicoli di lunghezza massima pari a 18.75 m, ivi compresi autocarri,

autobus, fìlobus, autotreni, autoarticolati, autosnodati, filosnodati e vetture tramviarie, è indicata una

durata di 4 s anche per velocità di 50 km/h.
Nella pratica, ai fini della massima uniformità applicativa, si adottano generalmente tempi fissi di 4 e 5 s,

rispettivamente su strade urbane ed extraurbane.
Ciò non esclude che in fase di progettazione dell'impianto semaforico, in dipendenza delle dimensioni

dell'intersezione, della velocità dei veicoli in arrivo e della loro lunghezza, ferma restando la durata minima

di 3 s, possano essere adottate durate diverse.
Si rammenta, inoltre, che la fasatura dell'impianto semaforico, effettuata a cura dell'Ente proprietario della

strada sulla scorta della geometria dell'intersezione e delle caratteristiche di traffico, è del tutto indipendente

da quella dei dispositivi di rilevamento delle connesse infrazioni; tali apparecchiature, infatti, sono attivate

dallo scatto del rosso, non sono condizionate dalla durata del giallo e non possono in alcun modo influire sul

funzionamento dell'impianto semaforico.
Per quanto riguarda il ruolo della ditta installatrice nel rilevamento delle infrazioni, eventuali esposti circa i

compensi percepiti devono essere indirizzati al Ministero dell'interno al quale spetta, a norma dell'art. 11,

comma 3, 2° periodo, del Codice, il coordinamento dei servizi di Polizia stradale da chiunque effettuati.
Per i dispositivi appositamente approvati per funzionare in modalità totalmente automatica, senza la

presenza degli organi di Polizia stradale, non vi è obbligo di contestazione immediata dell'infrazione, ai sensi

dell'art. 201, comma 1-bis, lett. b) e comma 1-ter, 2° periodo, del Codice.
Per quanto riguarda l'apparecchiatura in oggetto, i fotogrammi esibiti riportano chiaramente località,

data ed ora dell'infrazione, ed è indicato l'orario di inizio della fase di rosso, come prescritto dal decreto

dirigenziale di approvazione n. 3458 del 15 dicembre 2005.
Dall'esame dei fotogrammi, che ritraggono l'autovettura prima e dopo il superamento della striscia d'arresto

con il semaforo proiettante luce rossa, si evince chiaramente la violazione contestata.
Le verifiche ed eventuali tarature previste dal decreto di approvazione devono essere eseguite con cadenza

almeno annuale dopo la prima installazione, e pertanto, all'atto dell'infrazione, non risultava ancora trascorso

il prescritto periodo.
Si resta a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285.
 

PHOTORED: arriva una sentenza rivoluzionaria che sancisce i tempi minimi del
giallo con riferimenti (Fonte: sicurauto.it - 19/11/2009)

Questo pomeriggio l'amico Giorgio Marcon mi ha segnalato una recentissima sentenza del Giudice di

Pace di Bassano del Grappa in merito ai sistemi di rilevamento posti ai semafori.

La solita sentenza inutile e creativa direte voi... e invece no.
Andando a leggere la sentenza ed i commenti dell'ing. Antonio Menegon si scopre che, forse per la prima

volta, viene fatta una valutazione scientifica sui tempi minimi del giallo.
Visto l'argomento piuttosto complesso ho chiamato al telefono l'ing. Menegon che mi ha spiegato il metodo

scientifico che è stato utilizzato per stabilire che: "la luce gialla deve avere una durata minima di 9,24 s

qualsiasi sia l'intersezione. Sanzioni erogate al di sotto di detto valore sono illegittime in quanto non

escludono il pericolo di infrazione inevitabile".
Ora non entro nel merito dei numeri (non è questa la sede opportuna) tuttavia l'ing. mi ha spiegato che per

calcolare i tempi del giallo esistono già da anni dei riferimenti legislativi che però nessuno, Ministero in

primis, ha mai utilizzato.
A quanto pare si è sempre commesso l'errore di basarsi sui dei parametri del CNR che tuttavia non sono

mai stati ufficializzati mentre ora i calcoli sono stati eseguiti "nella previsione di legge di cui al D.M.

05/11/2001e del D.M. 19/04/2006 nr. 170, norme confluenti a valutazioni generali di sicurezza patrimonio

di ogni progettista".
Pertanto secondo questi parametri il tempo minimo del giallo, affinché l'utente sia in grado di fermarsi in

tempo ed in sicurezza, è fissato in 9,24 s (per ambiti cittadini da 50 km/h ed incroci grandi come quello

in oggetto della discussione specifica).

Tempo sicuramente lungo rispetto a quanto siamo abituati a vedere e che, probabilmente, renderebbe

ancora più caotico il traffico già congestionato delle nostre città.
Tuttavia se la legge oggi dice questo le multe elevate in presenza di semafori con giallo inferiore a tale

parametro sono da considerarsi nulle (almeno secondo quanto deciso da GdP ed indicato dall'ing.

Menegon).

Che sia giusto o meno lo lascio decidere a voi, certo è che solo una modifica della norma potrà realmente

cambiare le cose.

Almeno però adesso abbiamo un tempo certo su cui basarsi.
Qui di seguito allego i commenti alla sentenza inviati dall'ing. Menegon:
"Oggi, depositata la sentenza del GDP di Bassano del Grappa, Letterio Balsamo, che accoglie il ricorso

presentato dall' ing. Menegon per conto di xxxxxxx xxxxxxx, CTU richiesta e affidata all' ing. Lucio Pardo.

Ecco i passi salienti


MOTIVI DELLA DECISIONE Il ricorso è fondato e l'opposizione deve essere accolta.
Parte ricorrente, opponendosi alla pretesa risarcitoria dell'Amministrazione del Comune di Romano

d'Ezzelino, eccepisce, a sostegno della nullità del verbale, la mancanza dell'elemento soggettivo dell'illecito

ai sensi dell'art. 3 della legge 689/1981, l'errore sul fatto in merito all'elemento oggettivo dell'infrazione

contestata in quanto il tempo di giallo è troppo breve e tale da non permettere il rispetto dell'art. 41 comma

10 C.d.S. e conseguentemente dell'art. 41 comma 11 C.d.S., l'illegittimità per omissione di progetti, di

elaborati per la sicurezza, dati sui flussi veicolari e altri dati con conseguente "omissione di progetto ed

abbandono amministrativo", eccesso di potere conseguente a "sanzioni erogate in tale situazione di equivoca

legittimità", la mancanza di prova della responsabilità del ricorrente...
A riguardo degli obblighi di manutenzione l'ing. Lucio Pardo ha riferito: "Non è stato fornito report di

sistematica manutenzione, la gestione è affidata a ditta esterna, la trasmissione e la gestione dei dati avviene

disapplicando l'art. 11 comma 1 lett. A) del C.d.S. e l'art. 6 del regolamento.

Le verifiche obbligatorie sono solo a partire dal 2008. La dichiarazione di rispondenza all'omologazione

è tardiva ed equivoca"...
Al riguardo l'ing. Lucio Pardo riferisce: "Non esiste determinazione progettuale che porti ad identificare

la scelta del tempo di luce gialla.
Gli unici documenti riferibili ad ipotesi progettuali sono disegni ascrivibili a tre diverse estensioni, incompleti,

contraddittori, privi di quote.

L'architettura stessa dell'intersezione è improntata a casualità e a scarsa attenzione per la sicurezza.

Una situazione di fatto, incompatibile a qualsiasi progetto", dato che, commenta l'ing. Pardo "il progetto

non è un atto formale ma elemento sostanziale che si traduce in materiale strutturazione complessiva

dell'intersezione compresi parametri tecnici e condizioni di esclusione.

Nessun documento attinente alla misurazione dei flussi è stato presentato"...
Eppure sul punto chiara e naturalmente ovvia è stata l'opinione del competente Ministero dei Trasporti

(circolare nr. 5501 del 24/01/2008 e susseguenti pareri) che, con riferimento ai già proposti tempi minimi

di 4 e 5 s. ha precisato che "ciò non esclude che, in fase di progettazione dell'impianto, in dipendenza delle

dimensioni dell'intersezione, della velocità dei veicoli in arrivo e della loro lunghezza, possano essere adottate

durate minime anche congruamente superiori.

Non si tratta quindi di decisioni discrezionali dei Comuni, quanto piuttosto di una attività progettuale da

svolgersi caso per caso da parte di professionisti esperti in materia di regolazione semaforica".

E a tale specifico scopo risulta propedeutica "la misurazione o la valutazione dei flussi veicolari".

E,ancora, "si ribadisce che la fissazione dei tempi delle fasi semaforiche è attività progettuale da eseguirsi

caso per caso da esperti in materia"....
Al riguardo le conclusioni della CTU dell'ing. Lucio Pardo affermano: "la luce gialla deve avere una

durata minima di 9,24 s qualsiasi sia l'intersezione. Sanzioni erogate al di sotto di detto valore sono illegittime

in quanto non escludono il pericolo di infrazione inevitabile".
Non manca di precisare l'ing. Pardo che "i calcoli sono stati eseguiti nella previsione di legge di cui al

D.M. 05/11/2001 e del D.M. 19/04/2006 nr. 170, norme confluenti a valutazioni generali di sicurezza

patrimonio di ogni progettista".
 

IL GIUDICE DI PACE

Definitivamente pronunciando, respinta ogni altra domanda, istanza e eccezione:
1) ACCOGLIE l'opposizione di cui al ricorso presentato in data 02/07/2008 da xxxxx xxxxx, nato a

    xxxxxx (Germania) l' xx/xx/xxxxe residente a xxxxxxxx(xx) in via xxxxxxnr. 60 , contro il COMUNE DI

    ROMANO D'EZZELINO (VI);
2) ANNULLA il verbale di contestazione di violazione dell'art. 41 comma 11 e dell'art. 146 comma 3 del

    vigente C.d.S. elevato dalla Polizia Locale del Comune di Romano d'Ezzelino (VI) il 04/06/2008 nr.

    637/2008-7263 a carico di xxxxxxx xxxxxx proprietario dell'autoveicolo targato BY473GV, obbligato

    in solido;
3) PONE definitivamente a carico dell'Amministrazione opposta le spese di C.T.U. come liquidate con

    separato provvedimento in data odierna;
4) CONDANNA l'Amministrazione opposta alla rifusione delle spese di lite in favore di parte ricorrente,

    spese che liquida in complessivi euro 490,00 di cui euro 40,00 per spese, euro 350,00 per diritti ed

    euro 100,00 per onorari, oltre IVA, CPA e altre occorrende se dovute come per legge.

Bassano del Grappa, 10 novembre 2009

P.S. La sentenza è tutta incentrata sui tempi del giallo, tutti illegittimi in ogni dove, avvolarati da circolari

Ministeriali che indirizzano a fonti sbagliate, ad un sito dell'università di Trieste, un indirizzamento

fuorviante e fraudolento visto che i decreti Ministeriali esistono e smentiscono al di la ogni ragionevole

dubbio i tempi di giallo indicati nel sito in questione.

PHOTORED la sentenza completa che sancisce i tempi minimi del semaforo giallo
E tanto è vero che detti tempi sono risultati largamente insufficienti, che la stessa Regione del Veneto,

con lettera circolare n. 309659 del 06/06/2009 inviata a tutte le Amministrazioni comunali, ha suggerito

che "in fase di progettazione dell'impianto semaforico, in dipendenza delle dimensioni delle intersezione, della

velocità dei veicoli in arrivo e della loro lunghezza, debbano essere adottate "durate del giallo" adeguati a

criteri oggettivi di sicurezza e comunque di durata non inferiore a 8 secondi"
In alcune città si riscontrano tempi di permanenza del giallo pari a soli 3 secondi, un tempo in molti casi

sicuramente troppo breve per fermarsi qualora ci si trovasse alla velocità di 50 Km/h in prossimità del semaforo.
In questo caso le sanzioni non sono certamente educative, sono solo un mezzo col quale far soldi, avete dubbi?

A seguire un altro interessante articolo, per l'Italia evidenzia un incremento delle contravvenzioni del 1265% in
dieci anni, seconda la Romania con un misero +384%, chiaramente tutti gli altri stati nettamente al di sotto

rispetto all'incremento italiano. 

Multe, Italia al primo posto in Europa con un +1265% in dieci anni (Fonte:il Giornale.it - 01/02/2009)
Il dato contenuto in una ricerca di Contribuenti.it. E l'attitudine alla contravvenzione è bipartisan: nella Milano

del Pdl una bolletta ogni 11 secondi, nella Firenze del Pd incassi triplicati nell'ultimo decennio
Se a Milano, dove governa il Pdl, scatta una multa ogni 11 secondi, e se a Firenze, dove governa il Pd, in

dieci anni gli incassi da contravvenzioni sono triplicati, significa che non c'è speranza.

Fatta la legge trovato l'inganno, si diceva.
Non vale più, a quanto pare, perché fatto l'inganno, adesso trovi sempre un vigile, o un agguerrito ausiliario

del traffico.

Così, capita che il dato sull'italica abitudine a staccare l'odiata bolletta sia di quelli che fanno venire il sospetto che

l'accanimento terapeutico sugli automobilisti più o meno indisciplinati serva più che altro a dar respiro alle sempre

reclamanti casse dei Comuni.

Dice infatti un'indagine di Contribuenti.it, associazione contribuenti italiani, che l'Italia è il Paese europeo con

il più alto incremento delle multe automobilistiche negli ultimi dieci anni, con un più 1265%.

Secondo lo studio, condotto su dati raccolti dallo Sportello del contribuente dei singoli Stati dell'Ue, dopo di

noi nella lista nera figurano, però ben distanti, la Romania con il 384%, la Bulgaria con il 306%, l'Albania con

il 296%, l'Estonia con il 239%, la Slovacchia con il 214% e la Croazia con il 192%.

Fanalino di coda l'Inghilterra con il 34%, la Germania con il 28% e chiude la Svezia con il 21%.

A livello territoriale, in Italia le multe automobilistiche sono aumentate del 1304% nel Nord Est, del 1287%

nel Centro, del 1184% nel Nord Ovest, del 1121% nel Sud e del 1032% nelle Isole. «Dai dati è emerso che

- spiega Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it - solo due italiani su dieci pagano la multa senza

contestazione, mente l'80% impugna il verbale innanzi al prefetto o al giudice di pace».

E questo, «è un altro primato negativo per l'Italia - continua Carlomagno -.

Gli enti locali devono attuare "strategie fiscali" diverse. Per far quadrare i conti debbono puntare sulla tax

compliance,anziché su tassazioni occulte». Vaglielo a spiegare ai Comuni. Letizia Moratti il sindaco di Milano,

a chi le chiedeva conto del record meneghino ha risposto così: «Non so se è un record della città di Milano

comminare una multa ogni 11 secondi.

So che quando viene infranta, la legge la si deve applicare e, in questo senso, i procedimenti avviati per le

multe dimostrano l'efficienza della giustizia».

E valla a contestare, quando aggiunge che, anzi, i sistemi di video controllo sulle strade, considerati dagli

automobilisti i responsabili dell'aumento delle sanzioni, hanno in realtà portato a una riduzione significativa

degli incidenti: dai circa 30 mila sinistri registrati nel 2006 ai 24 mila del 2008, con una flessione del 10%

ogni anno.

Difficile contestarla e questo non aiuta, tanto per dire, i colleghi toscani di Letizia, i consiglieri del Pdl a

Firenze che proprio sulle multe hanno attaccato il sindaco Leonardo Domenici e l'intero centrosinistra:

«L'incasso delle multe è triplicato nei dieci anni di amministrazione Domenici e questo è il frutto di scelte

politiche precise.
Scelte politiche che i candidati alle primarie del centrosinistra non possono disconoscere visto che fanno parte

della stessa coalizione politica», sono andati all'attacco Gabriele Toccafondi, Marco Stella e Stefano Alessandri

illustrando i dati relativi alle multe elevate negli ultimi dieci anni dal Comune di Firenze. Partendo dal 1999,

primo anno della giunta Domenici, il Comune di Firenze ha visto un aumento progressivo della cifra incassata

dalle multe: da 17.594.592 euro del '99 a 52.000.000 del 2007.

«E la somma relativa al 2008 non dovrebbe discostarsi di molto - ha precisato Stella - visto che il numero

dei verbali è in linea con quello del 2007. Per adesso abbiamo il dato contenuto nel bilancio preventivo,

ovvero 50.600.000 euro.

Siamo di fronte ad un incremento del 300%». In buona compagnia.
 

PHOTORED Cassazione civile , sez. II, sentenza 18.04.2007 n° 9167

A chi non è capitato di essere bloccato all'incrocio mentre il semaforo (che era giallo) diventava rosso?

Le ragioni possono essere tante, ma, spesso, la causa è la durata del giallo, non adeguata alle condizioni

del traffico.

Vale la pena riportare che cosa ha recentemente statuito la cassazione (Cassazione civile , sez. II, sentenza

18.04.2007 n° 9167 pubbl. ex mutils su ALTALEX) in proposito.

La Sentenza è talmente breve che vale la pena riportarla per intero. M. P. ha impugnato, nei confronti del

Comune di Roma, con ricorso notificato il 16 febbraio 2006, la sentenza del Giudice di Pace di Roma,

depositata il 20 gennaio 2005, che gli aveva rigettato l'opposizione al verbale di contestazione della violazione

di cui agli articoli 41/11 e 146 Cds, redatto dalla Polizia.

Lamenta la falsa applicazione dell'articolo 2700 c.c. e la violazione degli articoli 115 e 116 C.P.C. atteso che il

Giudice di Pace nulla aveva rilevato in ordine all'eccepita inesistenza dell'elemento soggettivo, determinata

dal fatto che era rimasto intrappolato dal traffico nell'area d'incrocio, si che non gli poteva essere imputata la

circostanza che fosse scattato il segnale rosso.
Il Comune non resiste. Il Procuratore Generale ha chiesto la trattazione del ricorso ex articolo 375 C.P.C.,

attesa la manifesta fondatezza della doglianza.
Motivi della decisione: In effetti il Giudice di Pace di Roma omette completamente di esaminare e motivare

in ordine all'eccepita inesistenza dell'elemento soggettivo, limitandosi ad affermare il valore probatorio ex

articolo 2700 c.c. dell'impugnato verbale, incorrendo così nella violazione di cui all'articolo 112 C.P.C., per

omessa pronuncia, di fatto denunciata nella doglianza del ricorrente.
All'accoglimento del ricorso, segue la cassazione dell'impugnata sentenza, con rinvio al Giudice di Pace di

Roma, altro magistrato, affinché riesamini il ricorso e decida, anche in ordine alle spese del presente grado,

fornendo adeguata motivazione in relazione alle specifiche doglianze del ricorrente.


P.Q.M.
Accoglie il ricorso, cassa l'impugnata sentenza e rinvia al GdP di Roma altro magistrato, anche per le spese

del presente grado.
Che cosa vuol dire? Si tratta di un sillogismo di facile enunciazione: tutte le volte che c'è sanzione, deve

esserci colpa se tizio rimane imbottigliato nel traffico è senza colpa, se tizio è senza colpa non può essere

sanzionato.
Non è sufficiente - aggiunge sempre la cassazione - ripetere che "L'atto pubblico fa piena prova, fino a querela

di falso [c.c. 451; C.P.C. 221; c.p. 476, 478], della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha
formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua

presenza o da lui compiuti [c.c. 2714, 2739] (1)." (questo il testo dell'art. 2700 c.c. richiamato dalla cassazione).
Se il ricorrente chiede di dimostrare di essere senza colpa, il giudice deve esaminare le prove, dopo di che, può

respingere o accogliere il ricorso.
Possiamo però spingerci più in là.
Secondo il codice della strada : "Le luci delle lanterne semaforiche veicolari normali sono di forma circolare e

di colore:
a) rosso, con significato di arresto;
b) giallo, con significato di preavviso di arresto;
c) verde, con significato di via libera.
Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per

l'arresto, di cui al comma 11, a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell'accensione della luce gialla,

che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare

sollecitamente l'area di intersezione con opportuna prudenza..
Il regolamento di attuazione precisa : "Le lanterne semaforiche veicolari normali sono a tre luci colorate di forma

circolare, disposte verticalmente nel seguente modo: luce rossa in alto, luce gialla al centro e luce verde in basso

(fig. II.449). .
Le norme richiamate, tuttavia, non paiono contenere prescrizioni che riguardino la durata di accensione delle

luci delle lanterne semaforiche, certo non contengono una prescrizione relativa alla durata minima.
Forse a tutti sarà capitato di imbattersi in gialli che impongono sprint da ferraristi per "sgombrare sollecitamente

l'area di intersezione", con buona pace dell'opportuna prudenza.

Sarebbe interessante valutare quale sia il tempo psicotecnico di reazione per vedere il giallo e disimpegnare l'incrocio

per un soggetto che proceda a 50 km/h (limite medio di velocità medio per i centri abitati)
E allora, per il tizio di turno, sarà opportuno sostenere (e poi provare) di essere senza colpa perché, per disimpegnare

l'incrocio prima dell'accensione rosso - ammesso che avesse il tempo psicotecnico di farlo visto il labile preavviso

datogli (es: giallo della durata di due secondi!) - avrebbe dovuto o violare il limite di velocità, o compiere manovre

azzardate, o tamponare il veicolo davanti etc. sarà anche opportuno citare la sentenza sopra richiamata per evitare

che il giudice si trinceri dietro il solito stilema della querela di falso.
Tutto questo, ovviamente, a meno che non siano presenti degli agenti accertatori che possano dimostrare che tizio

aveva tutto il tempo per disimpegnare l'incrocio (ma sappiamo che accade di rado).
 

IL PONTE DI CALATRAVA (fonte wikipedia)

 

Il costo di tale opera si aggira intorno agli 11,3 milioni di euro, a cui va aggiunto il milione di euro per l'ovovia.

La cifra finale supera nettamente i 6,7 milioni di euro previsti nella gara d'appalto.

Inoltre, altri costi sono previsti per la manutenzione ed il controllo del ponte.

Per tutti questi motivi, dopo che anche la Corte dei Conti si era interessata della vicenda, nel febbraio 2008 il

procuratore aggiunto Carlo Mastelloni ha disposto l'acquisizione della documentazione sulla gara d'appalto e dei

progetti tecnici del ponte.

L'inchiesta conoscitiva, durata due anni e curata anche da un altro procuratore aggiunto (Carlo Nordio), è

stata archiviata perché non sono stati rilevati reati penali.

Tuttavia il procuratore aggiunto Carlo Nordio ha comunque rilevato che:

« i gravissimi errori caratterizzanti sia la fase progettuale sia quella esecutiva, sia quella relativa allo stesso bando

di gara, errori rappresentativi di una radicale incapacità di comprendere la complessità tecnica di un’opera così

ambiziosa, errori ripetutisi in una sorta di clonazione esponenziale hanno dilatato i tempi di realizzazione e i costi

dell’opera.».

Un procuratore aggiunto dichiara:

Il Ponte della Costituzione è stato fatto oggetto di accertamenti tecnici da parte ministeriale, per presunte omissioni

da parte del progettista in merito alla reale esecutività del progetto a suo tempo presentato. In particolare, il Ponte

della Costituzione pareva essere interessato da problemi statici.

Tuttavia il collaudatore, con una nota inviata al Comune di Venezia il settembre 2009, ha confermato la completa

agibilità del ponte.

I tempi previsti per la realizzazione vennero stimati nel 2002 in 456 giorni, circa 2 anni e mezzo. I lavori invece si

conclusero dopo 6 anni circa.

 

IL TRAM ELETTRICO (fonte wikipedia)

 

I costi stimati per quest'opera pubblica, erano previsti in 16.331.483,76 € (IVA esclusa) erogati dall'ASM

(società del Comune di Venezia, che ha contratto un mutuo a tale scopo) e da un finanziamento ministeriale per

11 milioni di euro circa (legge 211/92-Interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa).

Il costo finale è stato invece di € 22.700.000, 13,41 milioni a carico dell'ASM, (ai quali vanno aggiunti ulteriori

4/5 milioni di euro per l'arredo urbano e spese tecniche) a causa di inattesi lavori ai sottoservizi e di bonifica.

I costi iniziali per la costruzione dell'intera rete tranviaria, così come previsti nel piano economico approvato il

29 settembre del 2005 dal Ministero, ammontano a 163,6 milioni di euro, così suddivisi:

 

45 milioni di euro il 25% per la posa della piattaforma sul Ponte della Libertà per le piattaforme;

6,3 milioni di euro per la costruzione del deposito;

15 milioni di euro per il sottopasso della stazione ferroviaria;

20 milioni di euro per gli impianti tecnologici;

48 milioni di euro per i 20 mezzi STE4;

14 milioni di euro inizialmente destinati al pagamento dell'IVA ma, in seguito all'affidamento dei lavori a PMV,

società che può recuperare l'IVA, i fondi sono stati destinati per lo spostamento dei sottoservizi, per nuovi

allacciamenti, per gli oneri per gli espropri, per l'arredo urbano, per spese tecniche e per eventuali imprevisti.

 

In seguito a fondi inutilizzati il Ministero ha finanziato l'opera con ulteriori 4.354.000 € nell'agosto del 2009.

Il 60% del costo totale è finanziato dallo Stato; il rimanente 40% è finanziato da PMV, che sarà ripagata dal

canone del futuro gestore ACTV.

 

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Last updated 08-02-2012