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BY-PASS & VELOCAR DI CAMPALTO
BY-PASS DI CAMPALTO
Un passante stradale potenzialmente camionabile lungo circa due chilometri dal costo preventivo di circa 70 MILIONI DI EURO (15-07-11 dichiarato ANAS) con eventuale consuntivo a fine opera di circa 80 MILIONI DI EURO (secondo alcune attendibili comunali dichiarazioni).
DOCUMENTAZIONE
28
novembre 2011 la Nuova Venezia
20
novembre 2011 la Nuova Venezia nella foto a destra) ha liquidato così la costruzione da parte di Anas, fortemente voluta dal Comune e dall’assessorato alla Mobilità, della nuova arteria stradale che negli obiettivi si propone di sgravare dal traffico il centro di Campalto, ma che molti – compresi i comitati e una grossa fetta dei cittadini – dubitano serva in questo momento vista la riduzione del flusso automobilistico conseguente all’apertura del Passante, compreso Chisso, che ieri non ha mancato di rimarcare la sua contrarietà. «Potrebbero essere spostati – ha dichiarato –
in qualche altra parte nel Comune. Simionato. se davvero il Comune si farà carico di pagare, come si vocifera, la maggiorazione del costo degli espropri dovuta alle aree diventate con il Piano integrato edificabili da agricole. «Non mi risulta – chiarisce Simionato – l’opera verrà pagata da Anas». «Ma ci sono 10 milioni di euro di esubero dei costi – rilancia l’assessore Chisso – e in ogni caso la partita non è ancora chiusa». Comune Anas e Regione potrebbero essere in tempo per cambiare le carte sul tavolo. sarebbe meglio che spendere tutte quelle risorse per costruire una nuova arteria stradale parallela a via Orlanda.
Interpellanza nr. d'ordine 898 Presentata il 17 novembre 2011 dai Consiglieri: Renato Boraso Saverio Centenaro Oggetto: NUOVO BY-PASS CAMPALTO.
Premesso che: By-Pass di Campalto superato dall’apertura del Passante di Mestre e dalla nuova
Vallenari; indennizzo per le aree edificabili sugli importi non coperti da A.N.A.S. S.p.A.; Si chiede al Signor Sindaco e
agli Assessori al Patrimonio e alla Mobilità: 14.06.2011 la Corte di Cassazione ha annullato l’esproprio a valore medio agricolo obbligando gli Enti all’esproprio al valore di mercato, il valore a prezzo edificabile non avendo A.N.A.S. S.p.A. le risorse
disponibili. 16 novembre 2011 la Nuova Venezia «Presto l’appalto del
by-pass» Allarme di Boraso per i costi si spiegava che i costi erano lievitati per via degli espropri e della variante urbanistica approvata dal Comune, sembra proprio che tra l’amministrazione e la società che gestisce la rete stradale italiana, sia stato trovato un
accordo. soprattutto dei tanti cittadini che si trovano lungo il tracciato. «Ho contattato l’ufficio espropri di Venezia - spiega -. garanzie in merito alla questione espropri perché a tutti gli effetti non può più avvenire a valore agricolo vista l’ultima sentenza della Corte costituzionale. Non sta a me valutare quanto e come, ma deve essere un equo indennizzo visto che è inutile nasconderci che l’arteria intercetta aree edificabili. Per questo - aggiunge - mi farò garante tra l’amministrazione e le centocinquanta famiglie che subiscono l’esproprio». fattibile e che i costi non erano lievitati tanto quanto pensava Anas. “Sembrerebbe - prosegue Boraso - che il Comune potrà farsi carico della cifra supplementare, cioè il differenziale tra i primi 04 milioni previsti per gli espropri e quanto servirà per coprire la somma reale, visto che la variante l’ha approvata il Comune. A giorni - prosegue - presenterò un’interpellanza al sindaco per capire se davvero si accollerà i costi l’amministrazione e come si intenda procedere. ma prendo
atto che la si vuole fare a tutti i costi». Ragazzoni - si tratta di denaro pubblico che poteva venire investito altrove vista la crisi, i tempi che corrono e i problemi che ci sono, vedi l’emergenza idraulica del territorio. Credevamo che non venisse più realizzata l’opera e ci piacerebbe che qualcuno ci venisse a spiegare cosa
succederà» Grazie all'Anas che ha deciso di non realizzare più il by-pass. Nei giorni scorsi il comitato che prende il nome proprio dall'infrastruttura osteggiata da moltissimi residenti si è riunito per fare il punto
della situazione alla ripresa dell'attività ordinaria. causa dell'aumento dei costi di realizzazione. Finalmente un ente pubblico comincia a riflettere, in un momento di crisi generale, su dove e come investire le proprie risorse finanziarie e valuta il costo dell'opera sproporzionato per 2 chilometri di asfalto inutili se non dannosi. Il dubbio di dover realizzare ad "ogni costo" una strada inutile era già stato espresso più volte in diverse manifestazioni e incontri, attraverso raccolte di firme nel 2006 e nel 2008: nei dibattiti pubblici i cittadini avevano richiesto un confronto diretto con l'amministrazione per riflettere sulle reali esigenze del quartiere e sui criteri decisionali di pianificazione urbanistica con cui graduare nel tempo gli interventi. La porta di accesso a Venezia per chi arriva dall'aeroporto è Campalto: un'area dell'entroterra il cui sviluppo è avvenuto in maniera caotica e irrazionale, con il consenso di politici e amministratori che hanno assistito indifferenti allo scempio e non
hanno saputo sfruttare la peculiarità del territorio. pregresso dibattito e i diversi documenti approvati dai consiglieri che hanno condiviso e sostenuto le stesse esigenze espresse dai cittadini, parere che ha praticamente declassato a mera periferia questo nostro territorio. Addurre come pretesto i posti di lavoro che l'opera creerebbe è pura mistificazione: qualche posto di lavoro temporaneo non compensa
l'ennesima mortificazione di questo tratto di gronda lagunare, la cui
valorizzazione amministrativa, spiega che l'infrastruttura, che in più di un'occasione ha definito «fondamentale», non è stata minimamente accantonata come si
credeva a luglio. di attraversamento, invisi a
molta parte della cittadinanza. sostengono che, anziché allontanare il traffico, introdurrà una nuova frattura all'interno del paese, spostando la congestione solo di qualche
centinaio di metri. dell'opera per i costi lievitati e troppo alti relativi alle modifiche apportate dal Comune (bretelline e controstrade) e dal costo degli espropri (molti terreni vengono trasformati in edificabili da agricoli con il Piano integrato di Campalto). e che, se ci dovessero essere dei ricorsi, se ne farà carico l'amministrazione comunale e non Anas. La pretesa dei cittadini di ottenere qualche cosa di più, è stato appurato, che non è fondata e la lettera di Anas è semmai servita, a mio avviso, ad accelerare il processo e far partire l'iter attuativo: nessun contrasto né criticità o titubanze, dunque». A non essere felici sono gli abitanti di Campalto che verranno espropriati e il comitato residenti, molto dubbioso in materia: «Ma - ribatte un portavoce - ci fa strano che Anas prima dica di sì e poi dica di no: non crediamo che la questione sia così semplice, specialmente vista la situazione magra in cui versano le casse del Comune. In ogni caso staremo a vedere».
Boraso, aveva preannunciato una pioggia di ricorsi al Tribunale amministrativo regionale proprio per via degli espropri dei terreni, mentre sono già diversi i cittadini che si sono rivolti alle associazioni dei consumatori per promuovere azioni legali. 29 luglio 2011 la Nuova Venezia Campalto, espropri per il by-pass «Sbagliata l'indennità proposta»«L'indennità di esproprio a valori agricoli medi è incostituzionale». Ad attaccare gli assessori Ugo Bergamo (Mobilità) e Ezio Micelli (Urbanistica) è il consigliere di opposizione Renato Boraso (nella foto), il quale ritorna sulla questione del by-pass di Campalto. «Qualche giorno fa - spiega - con grave ingerenza, gli assessorati hanno valutato che tecnicamente gli espropri dei terreni lungo il by-pass debbano avvenire a prezzo di esproprio agricolo. La questione è grave perché qualche mese prima lo stesso Bergamo aveva dichiarato ai cittadini interessati che si sarebbe impegnato affinché gli espropri avvenissero per area edificabile come previsto dal Prg di Campalto, tanto che molti cittadini coinvolti hanno pagato le rivalutazioni dei terreni come edificabili e versando dunque l'Ici al Comune come da C2Rs. Se non bastasse il 10 giugno la Corte Costituzionale ha sentenziato che l'indennità di esproprio a valori agricoli medi è incostituzionale. Possiamo andare avanti con questi amministratori? È possibile che l'amministrazione si ricordi solo dei cittadini quando c'è da pagare e mai quando c'è da dare? Mi chiedo cosa ci sia dietro questa ingerenza verso un'opera che realizza un altro ente, l'Anas, dai più ormai ritenuta inutile e che costa 50 milioni per 2,5 chilometri lineari. Ricordo al sindaco che ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno può essere privato della sua proprietà se non per causa di utilità pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali di diritto internazionale». Il consigliere riporta i passi della legge e chiede le dimissioni degli assessori competenti.
27 luglio 2011 la Nuova VeneziaEspropri del by-pass I sospetti del comitato«Agli incontri sugli espropri ci era stato detto che i terreni sarebbero stati pagati per il loro giusto valore». E' perplesso il comitato «Cittadini per Campalto» su come il Comune sta gestendo con Anas la partita del By-pass di Campalto. Lunedì si è tenuto un incontro tecnico. «Prima dicono una cosa - dice Giorgio Lazzaro - poi un'altra, adesso non si capisce bene questa magia. Come si fanno a pagare dei terreni come agricoli e dopo averli espropriati farli diventare edificabili? Ci sembra quanto meno improbabile». «Senza contare - prosegue - che questa frenesia del Comune nel voler fare il by-pass a tutti i costi è sospetta: sembra quasi avessero già messo a bilancio una compartecipazione agli utili. L'Anas aveva tolto una patata bollente al Pd visto che i cittadini non lo volevano, alle prossime elezioni sapremo che è stato il Pd a volere l'opera». E il consigliere d'opposizione Renato Boraso: «L'assessore alla Mobilità Bergamo dichiarò mesi fa che i terreni sarebbero stati espropriati ad aree edificabili, la mano destra di questa amministrazione non sa quel che fa la sinistra: i cittadini interessati pagano da questo anno l'Ici per aria edificabile C2Rs e non agricola. Quando il Comune vuole incassare è edificabile, quando deve pagare la valuta diventa agricola? Pensare - conclude - che per 2 chilometri si spendono 50 milioni è già un punto di domanda, senza riconoscere l'equo indennizzo al cittadino apriremo un fronte di decine di cause contro il Comune».
preoccupa la Municipalità di Favaro, che non ci vede affatto chiaro in materia. «Ufficialmente - spiega il delegato all'Urbanistica Paolo Vettorello - non abbiamo fatto passaggi, anche se ci prepareremo alle domande dei cittadini che sicuramente vorranno sapere qualche cosa ed è probabile che anche questa sera in Consiglio il tema
emerga. dire tutta non è che non si sapesse che c'erano in corso delle varianti urbanistiche, sono anni che di parla del Piano integrato di Campalto, un tema
noto che non nasce ora. di euro». Insomma, che i cittadini volessero essere risarciti a dovere e che il nuovo piano particolareggiato modificasse molta parte delle destinazioni urbanistiche trasformando terreni da agricoli in edificabili non è una novità, tanto che se ne è discusso a lungo. Il punto, secondo la Municipalità, è che se viene meno l'Orlanda bis venga messa in crisi tutta la mobilità di scorrimento futura che era stata pianificata anche in funzioni delle nuove funzioni previste attorno all'aeroporto. «Se decade questo progetto - chiarisce Vettorello - decade anche l'asse di Tessera e dunque il Passante di Tessera: quale senso avrebbe altrimenti un by-pass parziale? Viene insomma meno tutto il progetto di mobilità che serviva per alleggerire il territorio. Adesso - continua - cercheremo di approfondire la vicenda, chiederemo lumi e soprattutto faremo pressione perché venga convocato un tavolo con Anas per capire le esatte posizioni dell'azienda. Sappiamo che ci sono anche molti cittadini i quali traggono beneficio dal fatto che non si realizzi più perché erano contrari all'opera, ma in questo senso crolla la riqualificazione complessiva. C'è la necessità di un confronto più serrato con Anas e in ogni caso sarebbe stato più opportuno aver convocato le parti in una conferenza dei servizi». «By-pass, subito un tavolo tecnico con l’Anas»27 marzo 2011 il Gazzettino By-Pass, scadono i termini per gli espropri Sul by-pass c'è un silenzio colpevole Comitati sul piede di guerra: «Nessuno ci ha risposto» 08 dicembre 2010 la Nuova Venezia La folle corsa al cemento In tutto il Veneto prosegue a gonfie vele la cementificazione del territorio. La superficie urbanizzata, nella nostra regione, si è più che quadruplicata dal 1950 ad oggi. Centinaia di migliaia di ettari di campagna spariti sotto colossali colate di cemento e asfalto in pochissimi anni. Eppure, i nostri amministratori locali proseguono nella corsa forsennata alla cementificazione. Nel Comune di Venezia, l’amministrazione locale, con in testa l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli (già presidente dell’Immobiliare Veneziana), sta portando avanti il progetto del Social Housing, che porterà a urbanizzare centinaia di migliaia di metri quadrati di territorio agricolo in tutto il circondario mestrino (anche in zone ad alto rischio idro-geologico come Asseggiano) per costruire l’ennesima valanga di case e palazzi pur esistendo già ora migliaia di alloggi in tutto l’entroterra veneziano (in gran parte nuovi) che rimangono inutilizzati a causa di un’eccessiva offerta da parte del mercato. Questa è la coerenza dei nostri politici; Social Housing, Quadrante di Tessera, nuovi serpenti d’asfalto spesso inutili come il by-pass di Campalto e la strada dei Bivi. Il partito veneziano del cemento e dell’asfalto gode di ottima salute e prosegue la sua folle corsa verso la distruzione del territorio appoggiato da politici interessati più al portafoglio delle imprese e degli speculatori che al bene dei cittadini.
Vogliamo conoscere la posizione ufficiale della Regione in merito alla costruzione del By-pass di Campalto Venerdì mattina i comitati e le associazioni, sette, che da anni lottano contro la realizzazione dell'infrastruttura tecnicamente chiamata «variante alla statale Triestina», hanno protocollato a Palazzo Balbi una lettera indirizzata al governatore Luca Zaia. I comitati chiedono conto della costruzione del tratto di strada di due chilometri per il quale l'Anas spenderà all'incirca 50 milioni di euro. In sostanza, una richiesta di aiuto al presidente della Regione perché faccia luce sulla vicenda. I comitati si appellano alla trasparenza, spiegando nel documento che a dicembre 2009 (poco prima delle elezioni) proprio la Regione aveva chiesto la sospensione e l'aggiornamento della Conferenza dei servizi sul By-pass per ottenere maggiori dati in relazione ai flussi del traffico dopo l'apertura del Passante, salvo poi dare il proprio assenso senza che fossero stati resi noti i controlli richiesti. «Una situazione - scrivono i comitati - a dir poco contraddittoria, soprattutto alla luce di quanto affermato di recente dall'assessore alla Mobilità Renato Chisso». Il quale alla posa della prima pietra della Vallenari bis si era lasciato sfuggire davanti all'amministrazione comunale veneziana che forse sarebbe stato necessario un ripensamento sull'infrastruttura. Chiediamo a Zaia che informi la cittadinanza sulla posizione ufficiale della Regione del Veneto assumendo la totale responsabilità delle sue affermazioni nella consapevolezza che, in una situazione di effettiva difficoltà indotta dalle recenti alluvioni e con urgenti interventi da disporre su strade ad alto rischio di incidentalità nel territorio veneziano, basta pensare alla statale Romea, verranno impiegati circa 50 milioni di denaro pubblico per realizzare poco più di 2 chilometri per una strada alternativa a via Orlanda di cui oggi non si rileva la reale necessità. Meglio dunque, secondo i cittadini, destinare quei 50 milioni a chi ha perduto la casa o per mettere in sicurezza la Romea. Il coordinamento dei comitati ha poi protocollato una lettera al sindaco Giorgio Orsoni, oltre che all'assessore alla Mobilità Ugo Bergamo, con la richiesta urgente di un'assemblea pubblica. Sono trascorsi oltre due anni dalla presentazione alla cittadinanza del progetto di massima dell'opera. Non sono state indette le assemblee promesse nel novembre 2009 dall'ex assessore alla mobilità Enrico Mingardi e dall'allora presidente della Municipalità Gabriele Scaramuzza». I comitati chiedono che venga illustrato il progetto finale approvato nella Conferenza dei servizi dello scorso settembre «perché vengano date precise risposte alle molteplici domande rimaste senza risposta» su quanto riguarda viabilità, traffico e sicurezza stradale.
By-pass di Campalto, serve un ripensamentoPer Chisso è una specie di doppione, i Comitati approvano. L'ha detto mentre si felicitava per la partenza dei lavori di costruzione della Vallenari bis: «Servirebbe un ripensamento sull'altra opera, quella progettata dall'Anas, ma vedete voi». Parliamo dell'assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, e l'infrastruttura in questione è il By-pass di Campalto, contro il quale si batte gran parte dei residenti del quartiere di gronda lagunare, specie chi ha chiesto uno studio approfondito dei flussi del traffico dopo l'apertura del Passante. L'assessore comunale alla Mobilità, Ugo Bergamo, e i rappresentanti dell'amministrazione presenti sul palco, compreso il presidente di Favaro, Ezio Ordigoni, non hanno battuto ciglio. L'Udc, del resto, è sempre stato chiaro sulla necessità di realizzare l'opera. «Basterebbe allungare la Vallenari bis per arrivarci comunque» aggiunge Chisso. L'idea più volte espressa dal comitato «Cittadini per Campalto», quella cioè che la Vallenari è un doppione del By-pass e che potrebbe essere rivista quest'ultima arteria stradale e magari allungata, non è proprio balzana. I comitati, nel frattempo, rispondono al presidente della Municipalità chiarendo alcuni punti relativi al passaggio automobilistico e all'introduzione della Ztl per i mezzi pesanti e ricordando che il confronto pubblico atteso dopo la sospensione della Conferenza dei Servizi indetta sotto Natale, prima delle elezioni, non è mai stato convocato. Atteggiamento questo, che ha rovinato il rapporto tra comitati e istituzioni. «Il By-pass - scrive il gruppo di cittadini - aprirà nel centro di Campalto uno squarcio di oltre due chilometri, con un sottopasso a quota - 11 metri e in un'area ad alto rischio inondazioni. Due rotatorie di oltre 70 metri di diametro saranno realizzate all'ingresso e all'uscita del paese rendendo pericolosissimo il transito per pedoni e ciclisti. Pur rispettando le opinioni di tutti, non ci sembra il modo migliore per valorizzare un territorio e salvaguardare la qualità della vita. Teniamo poi a ribadire come in via Orlanda, dopo l'introduzione delle limitazioni al transito dei tir e il controllo della velocità, si è praticamente ridotta a zero l'incidentalità».
By-pass di campalto: fra meno di un anno e mezzo sarà pronta e Favaro inizierà a respirare La Vallenari bis, infatti, toglierà di mezzo il 70 per cento dei veicoli che attraversano oggi - a passo di lumaca - il centro di Favaro Veneto. Ieri c’è stato il primo colpo di vanga e nel 2012 la prima macchina correrà sulla Vallenari bis. L’obiettivo è realizzarla entro 500 giorni, ma forse ci vorrà meno visto che l’impresa incaricata dei lavori, assieme alla Sacaim, è la Carron di Treviso che finora ha sempre consegnato in anticipo, dal ponte di via Torino al sottopasso di Favaro. Se i tempi saranno rispettati per la primavera del 2012 sarà dunque possibile, arrivando dall’aeroporto, innestarsi sulla 14 bis senza fare la coda in centro a Favaro. La strada che si deve realizzare è lunga poco meno di 2 chilometri, sarà ad una sola corsia per senso di marcia e sarà sempre affiancata dalla pista ciclabile. La Vallenari bis costa 24 milioni
In 490 giorni i lavori saranno conclusi. Sandro Simionato, gli assessori ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni e alla Mobilità Ugo Bergamo. Con loro anche il presidente di Asm Giorgio Nardo e della Municipalità Ezio Ordigoni. Segno evidente che si tratta di un’opera strategica per Favaro - come ha ricordato il vicesindaco Sandro Simionato. Del resto la Vallenari bis - ha detto l’assessore Renato Chisso - recupera quei trent’anni di opere non fatte a Favaro. Il quartiere, infatti, aspettava da una vita che ci si preoccupasse di liberare il centro dalla morsa del traffico. E adesso è in arrivo anche il by-pass di Campalto, a completare l’opera. Ma in questo caso Chisso ha invitato alla riflessione: «C’è tempo per un ripensamento,
se volete» - ha detto alla Municipalità e al Comune. il nuovo parcheggio scambiatore dietro il deposito del tram - e arriverà fino a via Gobbi e sarà pronto entro novembre 2011. Poi man mano si procederà fino alla 14 bis per agganciarsi alla Vallenari lato aula bunker. Qui andrà ad innestarsi sull’attuale Vallenari che correrà dentro il nuovo insediamento Peep fino all’Osellino. La Vallenari bis, infatti, dovrebbe andare a finire contro via Sansovino. In linea di massima è pure previsto un ponte di collegamento tra via Sansovino e la Vallenari bis, a scavalcare l’Osellino. Il Comune però è ancora in alto mare con la progettazione di questo pezzo di strada. Anzi, l’intero Peep della Bissuola, così come la parte del social housing e pure quella delle cooperative che costruiranno in edilizia convenzionata, è ancora in alto mare.
23 giugno 2010 By-pass di Campalto: Pettenò (FSV), Regione ambigua (Arv) Venezia 23 giu. 2010 - Quali sono le intenzioni e i progetti dell'assessore regionale Renato Chisso e della Giunta sul By-pass di Campalto messo in discussione dagli stessi consiglieri del Pdl in comune a Venezia? A chiedere chiarezza è il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra veneta. Con una lunga e articolata interrogazione alla Giunta Pettenò vuole capire se il governo regionale è favorevole o meno alla variante della SS 14 "Triestina" dei centri abitati di Campalto e Tessera ("opera impattante - annota Pettenò - che costerà circa 46 milioni di euro per poco più di 2 chilometri di strada"), visto che i consiglieri comunali di Venezia del Popolo della Libertà (stesso partito dell'assessore Chisso) hanno presentato una mozione che invita a ripensare a un "progetto complessivo della mobilità del territorio" che tuteli le frazioni di Campalto e di Tessera e garantisca "minor spreco del territorio" collegando tra loro i progetti di intervento viario.
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO NONA LEGISLATURA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 71 BY-PASS DI CAMPALTO: LA REGIONE NON BYPASSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ E SI ESPRIMA CON CHIAREZZA SULLA VARIANTE ALLA SS 14 “TRIESTINA” DEI CENTRI ABITATI
CAMPALTO E TESSERA Premesso che: - in data 28 maggio 2010, è stato presentata una mozione, sottoscritta dai consiglieri comunali di Venezia del Popolo delle Libertà Saverio Centenaro, Michele Zuin, Marta Locatelli, Antonio Cavaliere, Sebastiano Costalonga, Cesare Campa, Lorenza Lavini, Renato Boraso, Luca Rizzi, avente come oggetto: Indirizzi del Consiglio comunale di Venezia alla conferenza dei servizi in merito alla realizzazione del
By-Pass di Campalto (variante alla SS 14 “Triestina” dei centri abitati Campalto e Tessera); - in data 20 luglio 2009 il Consiglio comunale di Venezia esprimeva tutta una serie di condizioni pregiudiziali all’assenso dell’opera in oggetto dando mandato preciso al Sindaco e alla Giunta in vista della prevista conferenza dei servizi; - è trascorso quasi un anno da tale atto di indirizzo e che la conferenza dei servizi non è stata ancora convocata; - la variante al piano regolatore generale per l'area significativa di Campalto, di cui l’opera in questione ne fa parte integrante, risale al 2006, e che da allora gli intendimenti, da parte dell’amministrazione, sullo sviluppo di tutto la zona vedono interventi urbanistici specifici tali da ritenere un’adeguata mobilità che possa essere non solo compatibile ma anche sostenibile; - il realizzo del passante di Mestre ha sgravato notevolmente la zona dal traffico di attraversamento; - siamo in fase di appalto della Vallenari bis; - il By-Pass così come progettato risulta anacronistico; - i cittadini di Campalto hanno contribuito e tutt’ora con forza sostengono la necessità di ravvisare l’opera in questione con criteri nuovi avendo una visione generale del territorio. Considerato che le suddette premesse hanno portato i consiglieri comunali veneziani del Popolo delle Libertà alle seguenti considerazioni finali (sempre testualmente): - “solo un progetto complessivo sulla mobilità del territorio, potrà permettere di studiare, verificare e modificare di conseguenza i flussi veicolari a vantaggio di tutta la collettività; ” - c’è “la necessità di intervenire con urgenza sulla mobilità futura, tutelando le frazioni di Tessera e Campalto, garantendo il minor spreco di territorio, valutando interventi di progettazione viaria omogenei e collegati fra loro”; - “le risorse vanno canalizzate al meglio”.
impegnano “il Sindaco o l’Assessore delegato in sede di conferenza di servizi a rappresentare le succitate osservazioni all’ANAS, concordando una verifica progettuale che tenga conto della nuova Vallenari bis, la viabilità del
“Quadrante di Tessera” e degli innesti previsti sulla SR 14.” tesa ad ottenere un’inversione di rotta politica da parte del Comune di Venezia e a una puntuale ed approfondita verifica dell’utilità del By-Pass di Campalto (Variante alla SS 14 “Triestina” dei centri abitati Campalto e Tessera), corrisponde un atteggiamento ambiguo ed inaccettabile, trattandosi di un’opera impattante che costerà circa 46 milioni di euro per poco più di 2 km di strada, da parte della Regione, in particolare da parte dell’Assessore con delega alla programmazione dei trasporti e alle infrastrutture Renato Chisso che, trincerandosi dietro una condotta pilatesca, scarica sul comune la responsabilità di scegliere, contraddicendo il piglio decisionista ed autoritario con il quale è stata imposta ai territori ed alle comunità la realizzazione del passante di
Mestre. pubblico locale, navigazione interna e portuale, infrastrutture, legge speciale per Venezia, come i nove consiglieri comunali di Venezia, risulta essere tuttora, convintamene, iscritto al partito del Popolo delle Libertà. Interroga la Giunta regionale Per sapere se la posizione della Regione sul By-Pass di Campalto (variante alla SS 14 “Triestina” dei centri abitati Campalto e Tessera) sia favorevole oppure sia assimilabile a quella espressa nella loro mozione dai consiglieri comunali di Venezia del Popolo delle Libertà Saverio Centenaro, Michele Zuin, Marta Locatelli, Antonio Cavaliere, Sebastiano Costalonga, Cesare Campa, Lorenza Lavini, Renato Boraso, Luca Rizzi e come intenda operare per far pesare questa posizione, prima che venga realizzata un’opera impattante come il By-Pass di Campalto che costerà circa 50 milioni di euro per poco più di 2 km di strada.
11 Giugno 2010 Il Gazzettino Campalto, sul by-pass non si torna indietro Sono rimasti delusi i rappresentanti dei comitati di Campalto che ieri speravano in uno stop da parte dell’amministrazione comunale al progetto del by-pass. Non è stato così, anzi, l’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo lo ha definito «un’opera strategica per la rete viaria di quella zona» e il suo collega all’Urbanistica, Ezio Micelli, ha parlato di «struttura che rispetta l’esigenza di sviluppo sostenibile del territorio». Mucilli, e dai suoi collaboratori il progetto definitivo del by-pass di Campalto, alla presenza, oltre che degli assessori citati, dei consiglieri della quarta commissione comunale e dei rappresentanti dei comitati cittadini di
Campalto. il progetto è cambiato sostanzialmente poco, ovvero sono state apportate giusto quelle modifiche che in sede di Conferenza dei Servizi il Comune,
facendo proprie le istanze della Municipalità di Favaro, aveva suggerito. prevista la realizzazione di alcune contro-strade non asfaltate per favorire l’accesso ai fondi, aggiunto un “braccio” per consentire l’ingresso verso via Casilina e via Morosina, ricavato uno spazio a fianco della carreggiata di circa un metro e mezzo per realizzare la pista ciclabile, e infine inserite alcune opere “mitiganti” ai lati del nuovo tracciato per contenere il rumore provocato
dai mezzi in transito. dell’intersezione di via Gobbi, la larghezza della strada di 3,75 metri per ogni corsia di marcia. Triplica il costo dell’opera: a spesa iniziale di 16 milioni di euro, è passata a 46 milioni a seguito del rimodulamento del percorso e dell’inserimento
del sottopasso. gli abitanti vogliano o no il by-pass, altri, come Saverio Centenaro e molti suoi colleghi di schieramento, che con una mozione hanno chiesto una verifica progettuale che parta da una visione più generale del territorio, ed altri ancora (Scaramuzza, Ordigoni e Reato) che hanno confermato l’opportunità di realizzare l’opera. possa essere nuovamente invasa dai mezzi pesanti.
10 giugno 2010 la Nuova Venezia By-pass di Campalto, delusi da Bergamo Il Coordinamento dei comitati martedì ha incontrato l’assessore alla mobilità Ugo Bergamo per riprendere il filo dei problemi della viabilità legati al territorio di Campalto e Tessera. In primo luogo i by-pass, soprattutto quello del quartiere di gronda lagunare, sono giunti ormai alla stretta decisiva. L’assessore - spiegano Giorgio Lazzaro e Gianfranco Albertini - è rimasto ancorato all’idea dell’utilità per il territorio dell’infrastruttura, necessaria per sgravare dal traffico via Orlanda. Ha inoltre prospettato l’idea che, una volta completata anche l’arteria di Tessera, l’intero asse di attraversamento possa essere nuovamente percorso dal traffico pesante. Da qui lo stupore di chi, per anni, ha combattuto contro il transito dei mezzi pesanti - pagato con decine di vittime - per il centro del paese. Questa posizione è in netto contrasto con le moderne concezioni di centro urbano, che tendono ad allontanare il traffico di attraversamento e a rallentare quello locale privilegiando la qualità della vita e la sicurezza dei residenti. Concetto molto lontano dal modo di pensare di alcuni nostri amministratori più propensi a privilegiare il business. Abbiamo fatto notare come il progetto sia obsoleto, non risponda né alle esigenze degli abitanti di Campalto, né a quelle dell’eventuale sviluppo del Quadrante di Tessera, se mai verrà intrapreso. Se è necessaria un’arteria di collegamento veloce non sarà certo il sistema regionale 14, via Orlanda, by-pass di Tessera e Campalto con cinque tra innesti e rotatorie più varie strettoie, su strade percorse da pedoni e ciclisti, a risolvere il problema. Un incontro deludente, che ha denunciato ancora una volta la mancanza di coraggio nell’affrontare la riorganizzazione del territorio della nostra sconquassata periferia, preferendo dare una risposta a una vecchia emergenza piuttosto che riprogettare gli interventi sulla base delle reali necessità, presenti e future». Oggi alle 9.30, nel municipio di Mestre, incontro aperto al pubblico con il capo dipartimento dell’Anas, che illustrerà il progetto riveduto e corretto. Intanto i manifesti lungo via Orlanda ricordano come la pensano alcuni abitanti contraria ad una nuova camionabile.
CONSIDERAZIONI SULLA VARIANTE BY-PASS DI CAMPALTO Per le frazioni di Campalto e Tessera l'Amministrazione comunale di Venezia ha programmato delle trasformazioni urbanistiche improntate alla riqualificazione del territorio e al miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti. Una nuova idea di frazione che incrocia i bisogni dei residenti, l'ambiente, l'economia e lo sviluppo compatibile. Concetti e criteri avvalorati in via di principio da tutte le forze politico-istituzionali, ma disattesi nelle pratiche del fare. in capo ad Anas della variante
alla SS 14 "Triestina" meglio noto come by-pass di Campalto. realizzare nel cuore della città una nuova arteria a scorrimento veloce, aperta a ogni tipo di veicolo, senza alcuna limitazione e con i suoi innesti a pochi metri dalle case. Ciò in contrasto con le richieste più volte manifestate dai cittadini di mettere in sicurezza l'intero tratto di via Orlanda da Tessera a Campalto con la realizzazione di fermate ACTV a norma, marciapiedi e piste ciclabili che permettano il collegamento
delle due frazioni tra loro.
attraversamento? da noi si chiede che i cittadini approvino la realizzazione di una "semi autostrada" che taglia in due il paese
peggiorando visibilmente la
qualità della vita. vengono disattese con decisioni calate dall'alto e realizzate da un ente centrale quale l'ANAS. Sull'onda emotiva degli ultimi drammatici incidenti, alla legittima richiesta di sicurezza la pubblica amministrazione aveva risposto rispolverando un vecchio progetto nato all'interno del piano integrato e strettamente connesso con la viabilità cittadina ordinaria. ANAS, avendo visto in questo progetto la possibilità di riottenere la totale competenza sulla via Orlanda, asse strategico per il transito dei mezzi eccezionali e via di sfogo per il traffico in caso di chiusura degli assi autostradali, si è assunta l'onere della sua realizzazione senza tener conto né del parere degli abitanti, né delle
osservazioni della Municipalità. scaduto il tempo in cui le decisioni vengono prese secondo le logiche del potere fine a se stesso e del pressappochismo del fare tanto per fare e sia giunto il momento di studiare la pianificazione del territorio in forma condivisa
con chi all'interno di
questo territorio vive e opera quotidianamente. la residenza, la qualità
della vita dei cittadini, le attività economiche e la mobilità sostenibile.
verso Anas affinché sospenda l'iter di realizzazione della suddetta arteria statale e di provvedere alla prioritaria applicazione di quanto contenuto nel PUM approvato dalla Giunta comunale in data 4 luglio 2008 (interventi generici a carico del Comune, migliorativi dell'attuale assetto; non si parla di competenze ANAS) nonché alla discussione e approvazione del PAT. La progettazione della strada in oggetto, qualunque tipologia possa assumere, dovrà trovare giustificazione concreta negli strumenti di programmazione della mobilità e del territorio, attualmente in attesa di essere discussi ed approvati dalle Municipalità e dal Consiglio Comunale, e dovrà rispettare le reali esigenze della popolazione. Campalto, Tessera e le altre zone periferiche in particolare e l'intero territorio cittadino in generale si possa scrivere senza aprire nuove ferite, si resta in attesa di cortese riscontro.
18 maggio 2009 Gianfranco Albertini QUALE PROGETTO PER LA VIABILITA' DI CAMPALTO (VE)? E' stato chiesto ai "Cittadini per Campalto", in più occasioni e da più parti, di esprimere un parere sul by-pass di Campalto. Fino ad oggi abbiamo conservato una linea di attesa in quanto il confronto aveva preso, fin dalla presentazione pubblica del progetto, la strada della polemica e della propaganda politica, anteponendo spesso posizioni personalistiche ai reali interessi della comunità. Oggi, anche attraverso il confronto tra le associazioni e i comitati del territorio, la polemica comincia a lasciare spazio alla dialettica costruttiva. Pertanto, prima di esprimere un parere, sarà utile fare qualche considerazione. I cittadini di Campalto, costretti a subire per molti anni disagi non indifferenti legati alla mole di traffico che percorreva la SS.14 Triestina (incidenti, talvolta mortali, inquinamento, impossibilità di muoversi a piedi o in bicicletta), avevano in più occasione manifestato contro il transito dei mezzi pesanti per il centro del paese. Gli ultimi provvedimenti presi dal Comune di Venezia per via Orlanda, assieme agli altri interventi per migliorare il livello di sicurezza, avevano cominciato a creare un'aura di ottimismo nella popolazione. Ora, con il progetto "by-pass", nuove nubi si scorgono all'orizzonte. La realizzazione di un asse stradale a scorrimento veloce, aperto al transito di ogni veicolo, non fa altro che spostare, ingigantendolo, il problema. Campalto e Tessera rispecchiano l'assetto urbanistico tradizionale del borgo rurale; l'antica strada consolare che le attraversava e diventata la ss. 14 "Triestina", arteria tra le più trafficate e pericolose sulla cui manutenzione l'ANAS non interviene da decenni. Come in tante altre aree dell'entroterra veneziano, nell'ultimo mezzo secolo lo sviluppo del paese e avvenuto in maniera disordinata, governata più dall'abusivismo e dalla speculazione che da un preciso progetto urbanistico. Ciò, accaduto sotto gli occhi di politici e amministratori decisamente poco vigili, ha fatto sì che venissero preclusi interventi futuri di razionalizzazione delle risorse e del territorio. In poche parole: si continuano a creare aree edificabili che porteranno la popolazione di Campalto vicina ai 10000 abitanti senza che vi sia oggettivamente uno spazio utile per far passare una strada che non condizioni pesantemente il grado di vivibilità. Il by-pass di Campalto e stato presentato come la soluzione di tutti i problemi legati alla viabilità della zona, ma è sufficiente un'analisi, anche superficiale, del progetto per capire che le cose non stanno affatto così. Costituisce una cesura invalicabile che separa nettamente in due il centro abitato: Campalto non è via Orlanda e via Passo! La maggior parte della popolazione è distribuita lungo via Gobbi e le strade laterali e in questa zona sono previsti gran parte dei nuovi insediamenti abitativi. La realizzazione dell'opera trasformerebbe via Gobbi, già attualmente sotto dimensionata per assorbire il traffico quotidiano, nell'unica strada di collegamento con Favaro e renderebbe praticamente impossibile la realizzazione di una nuova rete viaria urbana. Tutti i cittadini residenti al di là del by-pass, soprattutto gli anziani e i più giovani, sarebbero gravemente penalizzati dal fatto di non poter utilizzare la viabilità che attualmente si snoda sulle vie Morosina e Casilina per raggiungere
il centro di
Campalto. all'altezza di via C. Martello con una rotatoria di dimensioni considerevoli. A parte l'indiscutibile impatto visivo, essa costituisce un elemento di pericolo per pedoni e ciclisti che la dovessero attraversare per raggiungere le attività commerciali, le abitazioni esistenti e quelle progettate nell'area o, semplicemente, raggiungere Mestre attraverso l'itinerario ciclopedonale previsto dall'assessorato alla mobilità. Inoltre, nella zona vi sono numerose imprese di tipo turistico - ricettivo tra cui un campeggio molto frequentato. In direzione Tessera, invece, l'area interessata è quella prossima al cimitero che non ha certo bisogno di un incremento di traffico. Ciò contrasta con le richieste più volte manifestate dai cittadini di mettere in sicurezza la strada con la realizzazione di fermate ACTV a norma, marciapiedi e piste ciclabili che permettano il collegamento delle due frazioni tra loro. Se consideriamo poi che un'analoga soluzione e prevedibile per il by-pass di Tessera possiamo facilmente renderci conto della futura impossibilita di collegare la frazione a Campalto, a Mestre e a Venezia con un percorso a basso impatto. L'idea che via Orlanda e il centro di Campalto possano essere pedonalizzati è qualcosa che va alla di là della semplice utopia: è irrealizzabile. Non avendo il by-pass sbocchi utili nel centro del paese sulla viabilità cittadina, tutto il traffico, a partire da quello costituito dai mezzi pubblici, si riverserebbe sull'asse via Orlanda - via Passo. Come già accennato in precedenza, non sarà possibile realizzare una nuova viabilità alternativa. Sarebbero a nostro parere queste sufficienti poche e semplici osservazioni per smorzare l'entusiasmo che qualche amministratore e qualche esponente politico ha dimostrato in favore dell'opera in oggetto. Campalto è sempre stata considerata, e continua a esserlo tuttora, un ostacolo sull'asse viario Venezia-Aeroporto-Litorale. Per decenni e stato consentito, nonostante i divieti, il transito indiscriminato di ogni tipo di veicolo che ha fatto di via Orlanda una tra le strade più pericolose dell'intero territorio nazionale con un'ecatombe di vittime innocenti. Di conseguenza, l'importante è superare questo ostacolo; non importa se la qualità della vita viene pesantemente aggravata e viene altrettanto gravemente condizionato lo sviluppo urbanistico del territorio. Il progetto è strettamente collegato alla realizzazione del futuro Quadrante di Tessera, tradendo e travisando le originarie previsioni del PRG che prevedeva una viabilità urbana di servizio all'abitato di Campalto. Alla richiesta dei cittadini di provvedere a un miglioramento della viabilità ordinaria che tenga conto dei prossimi nuovi insediamenti che faranno di Campalto una quasi città con circa 10000 abitanti si risponde con un progetto dal costo stimato esorbitante, scarsamente utile per la comunità, ad alto impatto ambientale costituendo un percorso privilegiato per i mezzi pesanti. Mentre in tutta Europa si lavora per portare il traffico, soprattutto quello pesante, fuori dai centri abitati, da noi si chiede che i cittadini approvino la realizzazione
di una semi-autostrada che taglia in due il paese
peggiorando visibilmente la qualità della vita. Municipalità di Favaro e conserva il progetto con le sue connotazioni di strada ad alto scorrimento si possono fare ulteriori considerazioni. La massiccia cementificazione prevista tra l'aeroporto Marco Polo e l'abitato di Tessera risponde a logiche speculative e non a reali esigenze del territorio; tale realizzazione necessita di strade d'accesso: da lì i by-pass di Campalto e, successivamente, di Tessera. Da sempre opere di questo genere solleticano gli appetiti dei costruttori e di altre "lobbies" economiche appoggiate da una parte dei politici e, di conseguenza, vengono spiattellate come opere d'interesse comune finanziate con denaro pubblico quelle che in realtà sono solamente interventi accessori a operazioni private a fine di lucro.
In conclusione ribadiamo la nostra posizione: No al transito indiscriminato dei mezzi pesanti nei centri urbani, No alla realizzazione di autostrade cittadine, No a uno sfruttamento del territorio e delle sue risorse su base speculativa.
Chiediamo invece che: 1.via Orlanda sia declassata a strada urbana nell'intero tratto da Tessera a Mestre; che vengano messe in
sicurezza le
fermate ACTV e si realizzino marciapiedi e pista ciclabile.
tradizioni dei suoi abitanti privilegiando agricoltura, artigianato, commercio e
turismo sostenibili.
regalato, perché diventi elemento trainante della crescita economica e culturale di
Campalto e Tessera. cittadinanza prima di progettare nuovi interventi come il mercato ortofrutticolo in un'area dove è previsto il passaggio della ciclabile verso i plessi scolastici di Mestre o la colata di cemento sulle aree adiacenti all’aeroporto a ridosso del centro abitato di Tessera.
VELOCAR AL CENTRO DI CAMPALTO E IN VIA TORINO ANGOLO CORSO DEL POPOLO
17-01-2012 la Nuova Venezia
all’aeroporto» l’aeroporto. di automobilisti. Sono circa 50 quelli che negli ultimi giorni hanno presentato ricorso al giudice di pace per l’annullamento della sanzione (o delle sanzioni): in pratica circa la metà dei tassisti che operano in terraferma (108 in tutto). «Ci siamo rivolti ad alcuni studi legali mestrini per far valere le nostre ragioni – spiega uno dei tassisti “pizzicati” in via Orlanda, Massimo Ghezzo – Per noi, al di là della multa, il vero problema è quello dei due punti tolti». «Esiste una tariffa fissa da piazzale Roma all’aeroporto – spiega Ghezzo – Quando arriviamo alla bretellina di San Giuliano, noi proseguiamo per via Orlanda, anche se l’aeroporto è indicato a sinistra. Tante volte i clienti ci chiedono perché non seguiamo l’indicazione e noi dobbiamo spiegare loro che in realtà stiamo facendo il tragitto più breve. Insomma, per noi fare via Orlanda è fondamentale, perché arriviamo prima all’aeroporto e stiamo quantomeno alla pari con la tariffa fissa
determinata dal Comune». il giallo dura quattro secondi – spiega Ghezzo – quando appare, bisognerebbe inchiodare subito anche se si va piano, per stare dietro la linea. Ma noi, che abbiamo passeggeri a bordo, evitiamo la frenata
brusca:così in tanti ci siamo trovati con le ruote il rosso, mi sono stupito, perché sono estremamente prudente. Infatti ho visto l’immagine scattata dal Velocar: avevo le ruote un po’ più avanti della striscia bianca». Dallo studio Daminato-Pavan di Mestre, che ha raccolto circa metà dei ricorsi dei tassisti, vengono indicate le ragioni dei ricorrenti. «Noi sosteniamo l’uso improprio del Velocar – spiega l’avvocato Gianmaria Daminato – Anzitutto perché i nostri clienti non hanno oltrepassato il semaforo con il rosso, hanno solo superato la linea di arresto e il Velocar dovrebbe servire per rilevare o l’eccesso di velocità o il superamento dell’intersezione con il semaforo rosso. Inoltre via Orlanda è una strada interquartierale e questi strumenti fissi possono essere applicati solo su autostrade o su strade extraurbane
principali». 15-01-2012 la Nuova Venezia
il quale si fa portavoce degli abitanti di Campalto “pizzicati” dall’apparecchio installato all’incrocio tra via Orlanda e via Gobbi. «Sono stati presentati i primi ricorsi – si legge nell’interrogazione
depositata ieri – I motivi sarebbero la parcheggiati a bordo strada, ma anche il nuovo posizionamento della linea bianca d’arresto molto distante rispetto al semaforo». anziché ridurre la velocità, per non arrivare sulla linea bianca con il giallo o il rosso, con l’effetto che spesso, per il timore della multa, rischiano di non essere rispettate le condizioni di sicurezza». «A questo punto – aggiunge – credo si renda quanto mai necessario che i cittadini vengano sentiti perché vengano apportati anche gli opportuni aggiustamenti alle nuove apparecchiature, in modo da garantire più sicurezza e stabilire dei criteri che possano
uniformare la condotta». dovesse avvenire in tempi brevi raccoglierò le firme per una convocazione
straordinaria di un consiglio». abitanti di
Campalto. Adico presenta i primi ricorsi:
«Sanzioni per fare cassa» mesi dall’installazione del Velocar all’incrocio tra Corso del Popolo e via Torino, le telecamere capaci di rilevare
questo genere di infrazioni, sono un migliaio le multe recapitate a casa
agli automobilisti imprudenti. giorno),
la stragrande maggioranza delle quali contestate. ricorrere contro le multe. Le persone sostengono, con tanto di fotografie che lo testimoniano, di essersi in realtà fermate al rosso, oltrepassando però di poco la riga bianca dello stop con le ruote anteriori. Il che però, codice della strada alla mano, fa scattare la multa. «Non si tratta di essere andati pochi centimetri al di là della riga - spiega il vicecomandante della polizia locale Gianni Paganin -
ma di "invasioni" vere e proprie con entrambe le ruote anteriori. come dicono
i cittadini, anzi, potremmo spostarla un po’ in avanti». del semaforo in caso che ci siano camioncini posteggiati all’angolo della strada, rendendo di fatto l’invasione necessaria: il Comune ci ha messo una pezza appena il 29 dicembre, installando dei new jersey per evitare che qualcuno posteggi ostruendo la visuale. Un sistema che l’Adico contesta nella sua interezza: «Così come accaduto con gli autovelox di via Orlanda e sul ponte della Libertà o con le Ztl a Mestre centro, la vicenda Velocar dimostra ancora una volta come il Comune di Venezia utilizzi la tecnologia non per fare prevenzione ma per far semplicemente cassa - affonda il presidente Carlo Garofolini - siamo felici di poter assistere i cittadini che si trovano in difficoltà e di cercare giustizia denunciando questi soprusi, ma troviamo avvilente che persone assolutamente in buona fede, che rispettano le regole del codice della strada e che in questo caso hanno solo sbagliato di qualche centimetro si trovino a dover pagare o a doversi sobbarcare il costo, pur calmierato, e lo stress di un ricorso per un’infrazione che di fatto non hanno commesso. amministrazione dovrebbe dare adeguata informazione, cosa che nemmeno in questo caso è stata fatta». Diverso il caso di Corso del Popolo, dove la gente con il rosso passa davvero. «Stacchiamo molte multe, anche ai taxi, perché la gente non si ferma proprio, soprattutto di notte - spiega Pagnin - abbiamo fotosequenze che fanno vedere automobilisti che si fermano al rosso e ripartono dopo pochi secondi come se nulla fosse. Quell’incrocio è pericoloso, e c’è un solo modo per non prendere multe: rispettare il codice della strada, anche se dall’altra parte non arriva nessuno o se, di giorno con il traffico, si è di fretta e si cerca di "bruciare" il semaforo"». fierezza
riguardo la tempistica di questi bancomat comunali. multato
che frena terrorizzato addirittura con il verde. sulle quali si basa il ricorso, secondo l'Adico, possono essere così riassunte: scarsa informazione ai cittadini, assenza della volontà di commettere l’infrazione amministrativa contestata (cioè il fatto di passare con il rosso), buona fede degli automobilisti che anche in condizioni di scarsa visibilità del semaforo (a causa dei mezzi parcheggiati a bordo strada) si arrestano allo stop. Ma soprattutto la questione relativa alla linea di arresto, arretrata di ben 4 metri da quando è
stato installato il Velocar. non è stata fatta adeguata informazione sul funzionamento del Velocar. Nei ricorsi spieghiamo come il conducente abbia tenuto un comportamento diligente e prudente, a prescindere da quanto si vede nei rilievi
fotografici. si rischia di pagare in più una sanzione di ben 280 euro se non si ha la prontezza di comunicare ai vigili il nominativo. ricorrere». Marco Nogarin, residente di Campalto, si è presentato allo sportello di via Volturno con le sue 3 sanzioni e un bel po’ di materiale fotografico: «Da un giorno all’altro – racconta – la linea dello stop è stata arretrata di ben 4 metri, portandola alla stessa altezza di quella della svolta a sinistra, così facendo noi residenti abituati a fermarci più avanti, siamo caduti nella prima trappola. Un’implicita ammissione di colpa da parte dei vigili – prosegue – sta’ nella gestione dello spazio di sosta a tempo che si trova in prossimità dell’incrocio: più volte avevamo segnalato che i camioncini che parcheggiavano là per scaricare ai negozi impedivano la visuale, tanti hanno preso le multe proprio perché dovevano arrivare fin quasi sotto all’impianto per capire se era rosso o
verde. Ma in totale le multe elevate dal Velocar di Campalto, il nuovo sistema di rilevazione installato semaforica all'incrocio tra via Orlanda e via Gobbi a Campalto, sono state un'ottantina e per la maggior parte hanno colpito residenti nella zona. I cittadini, però, non ci stanno e hanno deciso di affidarsi direttamente ad Adico Associazione Difesa Consumatori per ricorrere contro le multe. Secondo quanto accertato dalla stessa associazione parlando con i “trasgressori”, tutte queste persone in realtà con il rosso si sono fermate, ma per sfortuna loro hanno oltrepassato – magari di pochi centimetri – la riga bianca dello stop con le ruote anteriori facendo così scattare il sistema di rilevazione. E su questa e altre motivazioni l’ufficio legale di Adico ha impostato i ricorsi al Giudice di Pace. Una procedura che va velocizzata visto che per il ricorso sono disponibili solamente 30 giorni dalla notifica della contravvenzione. questi punti: scarsa informazione da parte del Comune e degli organi preposti – polizia municipale in primis – ai cittadini; assenza della volontà di commettere l’infrazione amministrativa contestata (cioè il passare con il rosso); buona fede degli automobilisti che anche in condizioni di scarsa visibilità del semaforo (a causa dei mezzi parcheggiati a bordo strada) si arrestano allo stop; linea di arresto arretrata di ben 4 metri da quando è stato installato il Velocar; eccesso di zelo da parte degli agenti rilevatori in confronto alla mancanza di dolo e colpa
degli automobilisti. sull’installazione e sul funzionamento del Velocar e nei ricorsi spieghiamo come il conducente abbia tenuto un comportamento diligente e prudente, a prescindere da quanto si vede nei rilievi fotografici – spiega il legale di Adico, Andrea Campi – ed è importante contestare anche perché al costo di 55,60 euro va aggiunta la decurtazione di 2 punti dalla patente di chi era alla guida: e si rischia di pagare in più una sanzione di ben 280 euro se non si ha la prontezza di comunicare ai vigili il nominativo. Oltre tutto la normativa in materia cambia continuamente e ora ci sono solo 30 giorni di tempo, contro i 60 di una volta, per avanzare ricorso davanti al Giudice di Pace: invitiamo quindi i cittadini a controllare la data di notifica della multa e a venire all’Adico prima possibile, naturalmente senza pagarla, per avviare il ricorso». copia della foto che attesta l’infrazione: da quella infatti si evince facilmente se il veicolo è effettivamente transitato con semaforo rosso o se l’auto si è fermata solo poco oltre la riga, quindi in condizioni di sicurezza. accaduto con gli autovelox di via Orlanda e sul ponte della Libertà o con le Ztl a Mestre centro, la vicenda Velocar dimostra ancora una volta come il Comune di Venezia, spiace dirlo, utilizzi malamente la tecnologia non per fare prevenzione e deterrenza ma per far semplicemente cassa – affonda il presidente Carlo Garofolini – siamo felici di poter assistere i cittadini che si trovano in difficoltà e di cercare giustizia denunciando questi soprusi, ma troviamo avvilente che persone assolutamente in buona fede, che rispettano le regole del codice della strada e che in questo caso hanno solo sbagliato, essendo state tratte in inganno, di qualche centimetro si trovino a dover pagare o a doversi sobbarcare il costo, pur calmierato, e lo stress di un ricorso per un’infrazione che di fatto non hanno commesso. E se è vero che la legge non ammette ignoranza – conclude Garofolini – è anche vero che la pubblica amministrazione
dovrebbe dare adeguata informazione, cosa che
nemmeno in questo caso è stata fatta». 07-01-2012 la Nuova Venezia «Contasecondi ai semafori»Gli autisti Actv hanno raccolto 450 firme per chiedere l’avvio del servizio accanto ai velocar. Quattrocento e cinquanta firme raccolte tra gli autisti dell’Actv e loro conoscenti per chiedere l’installazione di contasecondi ai semafori presidiati dal velocar in via Orlanda a Campalto come all’incrocio tra corso del Popolo e via Torino. Una proposta concreta per rendere meno conflittuale il rapporto tra gli automobilisti e i nuovi dispositivi contro le infrazioni ai due semafori, installati dalla Polizia municipale e da settimane al centro di polemiche, arriva dagli autisti dell’azienda di trasporto veneziana. «Quando sono stati installati i velocar abbiamo fatto subito pressione sui colleghi per invitarli a stare attenti e infatti finora ci risulta che all’azienda sia arrivata una sola contestazione di sanzione», spiega Marco Cupic, delegato della Cgil nella Rsa di Actv. «Ora abbiamo lanciato la petizione che sfocerà in una lettera che consegneremo agli assessori comunali Maggioni e Bergamo e alla presidenza della Municipalità di Favaro con la nostra proposta. Siccome crediamo che il velocar sia stato installato per prevenire le infrazioni e non tanto per fare cassa – continua a spiegare Cupic – la nostra proposta è di installare dei contasecondi per le auto ai semafori che avvisino quando dal verde si sta per passare al rosso. In questo modo gli automobilisti intuiscono che se mancano pochi secondi devono fermarsi». Un dispositivo simile a quello installato in via Circonvallazione ma che servirà non tanto ai pedoni quando alle automobili, visto che tra l’altro all’incrocio di Campalto è decisamente veloce il passaggio dal giallo al rosso, con il rischio di finire sopra la linea bianca che è considerata comunque una infrazione. «Questa è la nostra proposta concreta e fattibile e siamo disposti anche al confronto con i comitati dei multati di Campalto o di Mestre per dialogare e magari unificare le iniziative», spiega ancora il delegato della Cgil. Ovviamente la polemica sui velocar e sulle contravvenzioni che fioccano in città coinvolge direttamente gli autisti dell’azienda di trasporto. In caso di contravvenzioni, queste infatti arriva all’azienda ma poi a pagare le multe è chiamato l’autista, spiegano dalla Rsa, che ha inoltre invitato prima di Natale il direttore del settore automobilistico Elio Zaggia ad intervenire presso il Comune per rendere meno complicato l’attraversamento dei semafori sorvegliati dagli «occhi» elettronici. La proposta degli autisti di Actv, nella sua semplicità, potrebbe contribuire a ridurre le proteste dei multati e anche a togliere qualsiasi dubbio sui tempi dei due semafori, espresso da qualche cittadino. A Campalto invece il problema è quello delle multe in caso di superamento della linea bianca che delimita il semaforo e che se superata anche in caso di fermata fa incappare in sanzioni (39 euro) e portano alla perdita di due punti sulla patente. Altra cosa con sanzioni più importanti è il passaggio con il rosso, obiettivo primario dell’installazione dei dispositivi da parte della Polizia municipale.
05-01-2012 la Nuova Venezia Velocar, 400 multati si rivolgono all’Adico «Sanzioni ingiuste»Sulle telecamere a Campalto continua la protesta Multe da pagare entro un mese, lotta contro il tempo.Consegnate al presidente dell'Adico, Carlo Garofolini, le oltre 400 sottoscrizioni degli abitanti diCampalto multati dai Velocar.Nonostante l'incontro con l'assessore alla Mobilità, Ugo Bergamo, e le spiegazioni della polizia municipale,i residenti non ci stanno a dover pagare le multe per aver oltrepassato la linea bianca di pochi centimetri,qualcuno per la verità anche di molto di più.E così ieri come promesso, una rappresentanza dei cittadini si è recata negli uffici di via Volturno conil pacco di contravvenzioni raccolte in pochi giorni tra tutti. Ad essere infuriati sono specialmente icommercianti, che devono transitare da mattina a sera e pure all'ora di pranzo nei pressi dei due occhielettronici, rischiando di farsi “pizzicare” per distrazione fermi sì al rosso, ma non dove dovrebbero.Nei giorni scorsi il comandante della municipale di Favaro, Michele Padoavan, si è recato in sopralluogo edha constatato che alcuni posti adibiti a “carico scarico” si trovavano in una posizione non del tutto regolare,nel senso che per entrare ed uscire i proprietari degli esercizi commerciali avrebbero potuto essereimmortalati dalle telecamere.E ha sistemato la faccenda. Il nodo da sciogliere però rimane sempre quello delle contravvenzioni arrivate eche i residenti vogliono che siano cancellate: «Abbiamo ricevuto le sottoscrizioni – spiega il presidente CarloGarofolini – abbiamo intenzione di renderci disponibili a passare in rassegna tutte le multe se necessario,una parte dei cittadini la stiamo incontrando in queste ore, per prima cosa però dobbiamo verificare lescadenze.Molte persone, infatti, non sanno che le multe adesso vanno pagate entro un mese e non più entro due,pertanto dobbiamo capire quanto tempo è passato.Proprio per questo invitiamo i cittadini che hanno firmato la petizione – prosegue – a venire da noi il primapossibile, per non lasciare passare le tempistiche corrette».I residenti in questo momento stanno molto, ma molto attenti a non farsi “beccare” oltre la linea bianca,tanto che c’è chi evita l’incrocio in tutti i modi possibili.E’ stata, inoltre richiesta un’assemblea pubblica al presidente di Favaro, Ezio Ordigoni, per spiegare allacittadinanza come deve comportarsi in prossimità dei velocar ed evitare di commettere infrazioni, mentre intanti fanno presente che la frazione sta ancora attendendo le telecamere contro il passaggio dei camion.Nonostante ciò, però, i vigili ricordano che le multe da quando è stato installato l’apparecchio sono calatesensibilmente, tanto che nei giorni antecedenti il Natale arrivavano appena ad 8 al giorno.
23-12-2011 la Nuova Venezia Ieri mattina un folto gruppo di multati si è ritrovato in via Orlanda, di fronte al bar “ai Cacciatori”, per discutere del problema, fare un sopralluogo, capire cosa non và. «Sappiamo che il sistema è regolare - spiega il segretario dell’Udc di Campalto, Gennaro D’Ambrosi – ma la popolazione non è stata informata a sufficienza. Tra l’altro la linea bianca è stata spostata troppo avanti e ce n’è un’altra vecchia, mal cancellata, che crea confusione. Per questo, a fronte delle trecento sottoscrizioni raccolte in pochi giorni, chiederemo la cancellazione delle multe elevate in questo primo
periodo. consumatori per portare avanti un’azione collettiva». Nel frattempo proprio ieri in diversi hanno bussato alle porte dell’Adico per chiedere l’assistenza di un legale. dieci infrazioni al giorno, il che significa una media di una multa ogni due ore abbondanti, calcolando che il Velocar è acceso tutto il giorno. I residenti devono essere informati sul fatto che anche oltrepassare la linea bianca costituisce infrazione e chi supera la linea bianca viene sanzionato. Non è come prendere una multa perché si passa con il rosso, sono 38 euro e due soli punti della patente sottratti anziché cinque: noi che abbiamo le immagini non possiamo fare finta di nulla, anche se ci impegniamo a notificarle il prima possibile». Prosegue: «La striscia di arresto è importante perché precede il passaggio pedonale. I cittadini devono essere contenti che vengano installati strumenti che garantiscono maggiore sicurezza». «I residenti – spiega l’assessore Bergamo – hanno preso atto che tutto è in regola come da codice della strada e Ministero degli interni. e
verticale, ma si tratta di modifiche funzionali».
20-12-2011 la Nuova Venezia Eppure sembra che lo zelo degli abitanti non sia bastato per non farsi “pizzicare” dall'occhio elettronico. C'è chi di multe ne ha collezionate anche sette: ogni volta, oltre ai soldi, vengono tolti due punti dalla patente. In questi giorni a Campalto è partita la raccolta firme contro il Velocar dal tabaccaio e allo chalet della Civica Pro Campalto, dove tantissimi si sono rivolti per protestare. «Il punto – spiegano allo chalet – è che inconsapevolmente i residenti alla guida si fermano al semaforo per rispettare il rosso, ma appoggiano la ruota sulla riga bianca senza accorgersene. Vanno cioè un po' tropo avanti. A quel punto succede che il Velocar fotografa, anche se l'auto è ferma. E scatta la multa». Un'ingiustizia bella e buona secondo gli abitanti. Per questo i cittadini vogliono
che venga rivisitato tutto il sistema. com'era stato fatto con il primo, che l'apparecchio era acceso anche nella direzione da Mestre a Tessera, anche se nessuno
ancora ha capito se faccia già cassa o sia solo in prova». presente che fermandosi di qualche centimetro oltre la linea vengono rilevati, classico esempio di come la tecnologia sia usata per far cassa ai danni dei consumatori: così non si dissuade a non passare, ma si mietono vittime inconsapevoli che nulla hanno fatto di male. Queste persone pagheranno la
sanzione e perderanno punti per nulla. non era dimensionata per ospitare quelle apparecchiature, per non parlare delle Ztl che hanno creato solo confusione. Qualcuno deve prendersi le proprie responsabilità, mi sembra ingiusto doversi rivolgere al giudice di pace sborsando denaro». pericolo
di tamponamento un sicuro bancomat per il comune. volerlo, si “appoggia” oltre la linea bianca . «Questa apparecchiatura – spiega il segretario dell'Udc di Campalto e Favaro Gennaro d'Ambrosi – doveva intercettare i famosi pirati della strada, quelli che del semaforo rosso se ne fregano e non le persone in buona fede. Il Velocar era stato presentato come uno strumento che non doveva fare cassa perché interveniva solo al passaggio con il rosso e non con il giallo». Cosa che, secondo gli abitanti, non sta avvenendo. Anche perché, da quando è stato installato, tutti sono stati attentissimi a non passare con il rosso e adesso si ritrovano egualmente multati.
CIRCOLARI E SENTENZE SUL VELOCAR Ministero dei trasporti
Nota 16-7-2007 n. 67906 Direzione generale per la Motorizzazione. Nota 16 luglio 2007, n.
67906 Tempi della durata del giallo ai semafori. Motorizzazione. minima del periodo d'accensione della luce gialla veicolare, ma si limita ad affermare un principio di portata generale. da non potersi arrestare con sufficiente
sicurezza. caratteristiche funzionali e geometriche delle intersezioni stradali", al paragrafo 6.7.4, "Determinazione dei tempi del giallo", indica durate di 3, 4 e 5 s per velocità dei veicoli in arrivo pari, rispettivamente, a 50, 60 e 70 km/h. autobus, fìlobus, autotreni, autoarticolati, autosnodati, filosnodati e vetture tramviarie, è indicata una durata di 4 s anche per velocità di 50 km/h. rispettivamente su strade urbane
ed extraurbane. dell'intersezione, della velocità dei veicoli in arrivo e della loro lunghezza, ferma restando la durata minima di 3 s, possano essere adottate durate diverse. strada sulla scorta della geometria dell'intersezione e delle caratteristiche di traffico, è del tutto indipendente da quella dei dispositivi di rilevamento delle connesse infrazioni; tali apparecchiature, infatti, sono attivate dallo scatto del rosso, non sono condizionate dalla durata del giallo e non possono in alcun modo influire sul funzionamento dell'impianto semaforico. compensi percepiti devono essere indirizzati al Ministero dell'interno al quale spetta, a norma dell'art. 11, comma 3, 2° periodo, del Codice, il coordinamento dei
servizi di Polizia stradale da chiunque effettuati. presenza degli organi di Polizia stradale, non vi è obbligo di contestazione immediata dell'infrazione, ai sensi dell'art. 201, comma 1-bis, lett. b) e comma 1-ter, 2°
periodo, del Codice. data ed ora dell'infrazione, ed è indicato l'orario di inizio della fase di rosso, come prescritto dal decreto dirigenziale di approvazione n. 3458 del 15 dicembre 2005. con il semaforo proiettante luce rossa,
si evince chiaramente la violazione contestata. almeno annuale dopo la prima installazione, e pertanto, all'atto dell'infrazione, non risultava ancora trascorso il prescritto periodo. PHOTORED: arriva una
sentenza rivoluzionaria che sancisce i tempi minimi del Pace di Bassano del Grappa in merito ai sistemi di rilevamento posti ai semafori. La solita sentenza inutile e
creativa direte voi... e invece no. volta, viene fatta una valutazione
scientifica sui tempi minimi del giallo. scientifico che è stato utilizzato per stabilire che: "la luce gialla deve avere una durata minima di 9,24 s qualsiasi sia l'intersezione. Sanzioni erogate al di sotto di detto valore sono illegittime in quanto non escludono il pericolo di infrazione inevitabile". calcolare i tempi del giallo esistono già da anni dei riferimenti legislativi che però nessuno, Ministero in primis, ha mai utilizzato. mai stati ufficializzati mentre ora i calcoli sono stati eseguiti "nella previsione di legge di cui al D.M. 05/11/2001e del D.M. 19/04/2006 nr. 170, norme confluenti a valutazioni generali di sicurezza patrimonio di ogni progettista". tempo ed in sicurezza, è fissato in 9,24 s (per ambiti cittadini da 50 km/h ed incroci grandi come quello in oggetto della discussione specifica). Tempo sicuramente lungo rispetto a quanto siamo abituati a vedere e che, probabilmente, renderebbe ancora più caotico il traffico già congestionato delle nostre città. parametro sono da considerarsi nulle (almeno secondo quanto deciso da GdP ed indicato dall'ing. Menegon). Che sia giusto o meno lo lascio decidere a voi, certo è che solo una modifica della norma potrà realmente cambiare le cose. Almeno però adesso abbiamo un
tempo certo su cui basarsi. presentato dall' ing. Menegon per conto di xxxxxxx xxxxxxx, CTU richiesta e affidata all' ing. Lucio Pardo. Ecco i passi salienti
d'Ezzelino, eccepisce, a sostegno della nullità del verbale, la mancanza dell'elemento soggettivo dell'illecito ai sensi dell'art. 3 della legge 689/1981, l'errore sul fatto in merito all'elemento oggettivo dell'infrazione contestata in quanto il tempo di giallo è troppo breve e tale da non permettere il rispetto dell'art. 41 comma 10 C.d.S. e conseguentemente dell'art. 41 comma 11 C.d.S., l'illegittimità per omissione di progetti, di elaborati per la sicurezza, dati sui flussi veicolari e altri dati con conseguente "omissione di progetto ed abbandono amministrativo", eccesso di potere conseguente a "sanzioni erogate in tale situazione di equivoca legittimità", la mancanza di prova della
responsabilità del ricorrente... sistematica manutenzione, la gestione è affidata a ditta esterna, la trasmissione e la gestione dei dati avviene disapplicando l'art. 11 comma 1 lett. A) del C.d.S. e l'art. 6 del regolamento. Le verifiche obbligatorie sono solo a partire dal 2008. La dichiarazione di rispondenza all'omologazione è tardiva ed equivoca"... la scelta del tempo di luce gialla. contraddittori, privi di quote. L'architettura stessa dell'intersezione è improntata a casualità e a scarsa attenzione per la sicurezza. Una situazione di fatto, incompatibile a qualsiasi progetto", dato che, commenta l'ing. Pardo "il progetto non è un atto formale ma elemento sostanziale che si traduce in materiale strutturazione complessiva dell'intersezione compresi parametri tecnici e condizioni di esclusione. Nessun documento attinente alla
misurazione dei flussi è stato presentato"... (circolare nr. 5501 del 24/01/2008 e susseguenti pareri) che, con riferimento ai già proposti tempi minimi di 4 e 5 s. ha precisato che "ciò non esclude che, in fase di progettazione dell'impianto, in dipendenza delle dimensioni dell'intersezione, della velocità dei veicoli in arrivo e della loro lunghezza, possano essere adottate durate minime anche congruamente superiori. Non si tratta quindi di decisioni discrezionali dei Comuni, quanto piuttosto di una attività progettuale da svolgersi caso per caso da parte di professionisti esperti in materia di regolazione semaforica". E a tale specifico scopo risulta propedeutica "la misurazione o la valutazione dei flussi veicolari". E,ancora, "si ribadisce che la fissazione dei tempi delle fasi semaforiche è attività progettuale da eseguirsi caso per caso da esperti in materia".... durata minima di 9,24 s qualsiasi sia l'intersezione. Sanzioni erogate al di sotto di detto valore sono illegittime in quanto non escludono il pericolo di infrazione
inevitabile". D.M. 05/11/2001 e del D.M. 19/04/2006 nr. 170, norme confluenti a valutazioni generali di sicurezza patrimonio di ogni progettista". IL GIUDICE DI PACE Definitivamente pronunciando,
respinta ogni altra domanda, istanza e eccezione: xxxxxx (Germania) l' xx/xx/xxxxe residente a xxxxxxxx(xx) in via xxxxxxnr. 60 , contro il COMUNE DI ROMANO D'EZZELINO
(VI); vigente C.d.S. elevato dalla Polizia Locale del Comune di Romano d'Ezzelino (VI) il 04/06/2008 nr. 637/2008-7263 a carico di xxxxxxx xxxxxx proprietario dell'autoveicolo targato BY473GV, obbligato in solido; separato provvedimento in data odierna;
spese che liquida in complessivi euro 490,00 di cui euro 40,00 per spese, euro 350,00 per diritti ed euro 100,00 per onorari, oltre IVA, CPA e altre occorrende se dovute come per legge. Bassano del Grappa, 10 novembre
2009 Ministeriali che indirizzano a fonti sbagliate, ad un sito dell'università di Trieste, un indirizzamento fuorviante e fraudolento visto che i decreti Ministeriali esistono e smentiscono al di la ogni ragionevole dubbio i tempi di giallo indicati
nel sito in questione. con lettera circolare n. 309659 del 06/06/2009 inviata a tutte le Amministrazioni comunali, ha suggerito che "in fase di progettazione dell'impianto semaforico, in dipendenza delle dimensioni delle intersezione, della velocità dei veicoli in arrivo e della loro lunghezza, debbano essere adottate "durate del giallo" adeguati a criteri oggettivi di sicurezza e
comunque di durata non inferiore a 8 secondi" sicuramente troppo breve per fermarsi qualora
ci si trovasse alla velocità di 50 Km/h in prossimità del semaforo. A seguire un altro interessante
articolo, per l'Italia evidenzia un incremento delle contravvenzioni del
1265% in rispetto all'incremento italiano. Multe, Italia al primo posto in
Europa con un +1265% in dieci anni (Fonte:il Giornale.it - 01/02/2009) del Pdl una bolletta ogni 11 secondi,
nella Firenze del Pd incassi triplicati nell'ultimo decennio dieci anni gli incassi da contravvenzioni sono triplicati, significa che non c'è speranza. Fatta la legge trovato l'inganno,
si diceva. del traffico. Così, capita che il dato sull'italica abitudine a staccare l'odiata bolletta sia di quelli che fanno venire il sospetto che l'accanimento terapeutico sugli automobilisti più o meno indisciplinati serva più che altro a dar respiro alle sempre reclamanti casse dei Comuni. Dice infatti un'indagine di Contribuenti.it, associazione contribuenti italiani, che l'Italia è il Paese europeo con il più alto incremento delle multe automobilistiche negli ultimi dieci anni, con un più 1265%. Secondo lo studio, condotto su dati raccolti dallo Sportello del contribuente dei singoli Stati dell'Ue, dopo di noi nella lista nera figurano, però ben distanti, la Romania con il 384%, la Bulgaria con il 306%, l'Albania con il 296%, l'Estonia con il 239%, la Slovacchia con il 214% e la Croazia con il 192%. Fanalino di coda l'Inghilterra con il 34%, la Germania con il 28% e chiude la Svezia con il 21%. A livello territoriale, in Italia le multe automobilistiche sono aumentate del 1304% nel Nord Est, del 1287% nel Centro, del 1184% nel Nord Ovest, del 1121% nel Sud e del 1032% nelle Isole. «Dai dati è emerso che - spiega Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it - solo due italiani su dieci pagano la multa senza contestazione, mente l'80% impugna il verbale innanzi al prefetto o al giudice di pace». E questo, «è un altro primato negativo per l'Italia - continua Carlomagno -. Gli enti locali devono attuare "strategie fiscali" diverse. Per far quadrare i conti debbono puntare sulla tax compliance,anziché su tassazioni occulte». Vaglielo a spiegare ai Comuni. Letizia Moratti il sindaco di Milano, a chi le chiedeva conto del record meneghino ha risposto così: «Non so se è un record della città di Milano comminare una multa ogni 11 secondi. So che quando viene infranta, la legge la si deve applicare e, in questo senso, i procedimenti avviati per le multe dimostrano l'efficienza della giustizia». E valla a contestare, quando aggiunge che, anzi, i sistemi di video controllo sulle strade, considerati dagli automobilisti i responsabili dell'aumento delle sanzioni, hanno in realtà portato a una riduzione significativa degli incidenti: dai circa 30 mila sinistri registrati nel 2006 ai 24 mila del 2008, con una flessione del 10% ogni anno. Difficile contestarla e questo non aiuta, tanto per dire, i colleghi toscani di Letizia, i consiglieri del Pdl a Firenze che proprio sulle multe hanno attaccato il sindaco Leonardo Domenici e l'intero centrosinistra: «L'incasso delle multe è triplicato nei dieci anni di amministrazione Domenici e questo è il frutto di scelte politiche precise. della stessa coalizione politica», sono andati all'attacco Gabriele Toccafondi, Marco Stella e Stefano Alessandri illustrando i dati relativi alle multe elevate negli ultimi dieci anni dal Comune di Firenze. Partendo dal 1999, primo anno della giunta Domenici, il Comune di Firenze ha visto un aumento progressivo della cifra incassata dalle multe: da 17.594.592 euro del '99 a 52.000.000 del 2007. «E la somma relativa al 2008 non dovrebbe discostarsi di molto - ha precisato Stella - visto che il numero dei verbali è in linea con quello del 2007. Per adesso abbiamo il dato contenuto nel bilancio preventivo, ovvero 50.600.000 euro. Siamo di fronte ad un incremento
del 300%». In buona compagnia. PHOTORED Cassazione civile , sez. II, sentenza 18.04.2007 n° 9167 A chi non è capitato di essere bloccato all'incrocio mentre il semaforo (che era giallo) diventava rosso? Le ragioni possono essere tante, ma, spesso, la causa è la durata del giallo, non adeguata alle condizioni del traffico. Vale la pena riportare che cosa ha recentemente statuito la cassazione (Cassazione civile , sez. II, sentenza 18.04.2007 n° 9167 pubbl. ex mutils su ALTALEX) in proposito. La Sentenza è talmente breve che vale la pena riportarla per intero. M. P. ha impugnato, nei confronti del Comune di Roma, con ricorso notificato il 16 febbraio 2006, la sentenza del Giudice di Pace di Roma, depositata il 20 gennaio 2005, che gli aveva rigettato l'opposizione al verbale di contestazione della violazione di cui agli articoli 41/11 e 146 Cds, redatto dalla Polizia. Lamenta la falsa applicazione dell'articolo 2700 c.c. e la violazione degli articoli 115 e 116 C.P.C. atteso che il Giudice di Pace nulla aveva rilevato in ordine all'eccepita inesistenza dell'elemento soggettivo, determinata dal fatto che era rimasto intrappolato dal traffico nell'area d'incrocio, si che non gli poteva essere imputata la circostanza che fosse scattato il segnale rosso. attesa la manifesta fondatezza della
doglianza. in ordine all'eccepita inesistenza dell'elemento soggettivo, limitandosi ad affermare il valore probatorio ex articolo 2700 c.c. dell'impugnato verbale, incorrendo così nella violazione di cui all'articolo 112 C.P.C., per omessa pronuncia, di fatto denunciata nella doglianza del
ricorrente. Roma, altro magistrato, affinché riesamini il ricorso e decida, anche in ordine alle spese del presente grado, fornendo adeguata motivazione in relazione alle specifiche doglianze del ricorrente.
del presente grado. esserci colpa se tizio rimane imbottigliato nel traffico è senza colpa, se tizio è senza colpa non può essere sanzionato. di falso [c.c. 451; C.P.C. 221;
c.p. 476, 478], della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che
lo ha presenza o da lui compiuti [c.c. 2714,
2739] (1)." (questo il testo dell'art. 2700 c.c. richiamato dalla
cassazione). respingere o accogliere il
ricorso. di colore: l'arresto, di cui al comma 11, a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell'accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l'area di
intersezione con opportuna prudenza.. circolare, disposte verticalmente nel seguente modo: luce rossa in alto, luce gialla al centro e luce verde in basso (fig. II.449). . luci delle lanterne semaforiche, certo non
contengono una prescrizione relativa alla durata minima. l'area di intersezione", con buona pace dell'opportuna prudenza. Sarebbe interessante valutare quale sia il tempo psicotecnico di reazione per vedere il giallo e disimpegnare l'incrocio per un soggetto che proceda a 50
km/h (limite medio di velocità medio per i centri abitati) l'incrocio prima dell'accensione rosso - ammesso che avesse il tempo psicotecnico di farlo visto il labile preavviso datogli (es: giallo della durata di due secondi!) - avrebbe dovuto o violare il limite di velocità, o compiere manovre azzardate, o tamponare il veicolo davanti etc. sarà anche opportuno citare la sentenza sopra richiamata per evitare che il giudice si trinceri dietro il solito stilema
della querela di falso. aveva tutto il tempo per
disimpegnare l'incrocio (ma sappiamo che accade di rado). IL PONTE DI CALATRAVA (fonte wikipedia)
Il costo di tale opera si aggira intorno agli 11,3 milioni di euro, a cui va aggiunto il milione di euro per l'ovovia. La cifra finale supera nettamente i 6,7 milioni di euro previsti nella gara d'appalto. Inoltre, altri costi sono previsti per la manutenzione ed il controllo del ponte. Per tutti questi motivi, dopo che anche la Corte dei Conti si era interessata della vicenda, nel febbraio 2008 il procuratore aggiunto Carlo Mastelloni ha disposto l'acquisizione della documentazione sulla gara d'appalto e dei progetti tecnici del ponte. L'inchiesta conoscitiva, durata due anni e curata anche da un altro procuratore aggiunto (Carlo Nordio), è stata archiviata perché non sono stati rilevati reati penali. Tuttavia il procuratore aggiunto Carlo Nordio ha comunque rilevato che: « i gravissimi errori caratterizzanti sia la fase progettuale sia quella esecutiva, sia quella relativa allo stesso bando di gara, errori rappresentativi di una radicale incapacità di comprendere la complessità tecnica di un’opera così ambiziosa, errori ripetutisi in una sorta di clonazione esponenziale hanno dilatato i tempi di realizzazione e i costi dell’opera.». Un procuratore aggiunto dichiara: Il Ponte della Costituzione è stato fatto oggetto di accertamenti tecnici da parte ministeriale, per presunte omissioni da parte del progettista in merito alla reale esecutività del progetto a suo tempo presentato. In particolare, il Ponte della Costituzione pareva essere interessato da problemi statici. Tuttavia il collaudatore, con una nota inviata al Comune di Venezia il settembre 2009, ha confermato la completa agibilità del ponte. I tempi previsti per la realizzazione vennero stimati nel 2002 in 456 giorni, circa 2 anni e mezzo. I lavori invece si conclusero dopo 6 anni circa.
IL TRAM ELETTRICO (fonte wikipedia)
I costi stimati per quest'opera
pubblica, erano previsti in 16 (società del Comune di Venezia, che ha contratto un mutuo a tale scopo) e da un finanziamento ministeriale per 11 milioni di euro circa (legge 211/92-Interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa). Il costo finale è stato invece di
4/5 milioni di euro per l'arredo urbano e spese tecniche) a causa di inattesi lavori ai sottoservizi e di bonifica. I costi iniziali per la costruzione dell'intera rete tranviaria, così come previsti nel piano economico approvato il 29 settembre del 2005 dal Ministero, ammontano a 163,6 milioni di euro, così suddivisi:
45 milioni di euro il 25% per la posa della piattaforma sul Ponte della Libertà per le piattaforme; 6,3 milioni di euro per la costruzione del deposito; 15 milioni di euro per il sottopasso della stazione ferroviaria; 20 milioni di euro per gli impianti tecnologici; 48 milioni di euro per i 20 mezzi STE4; 14 milioni di euro inizialmente destinati al pagamento dell'IVA ma, in seguito all'affidamento dei lavori a PMV, società che può recuperare l'IVA, i fondi sono stati destinati per lo spostamento dei sottoservizi, per nuovi allacciamenti, per gli oneri per gli espropri, per l'arredo urbano, per spese tecniche e per eventuali imprevisti.
In seguito a fondi inutilizzati
il Ministero ha finanziato l'opera con ulteriori
Il 60% del costo totale è finanziato dallo Stato; il rimanente 40% è finanziato da PMV, che sarà ripagata dal canone del futuro gestore ACTV.
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Last updated 08-02-2012 |