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Poco abituati nel Mediterraneo ad avere a che fare con problemi relativi alle maree ad eccezione della laguna veneta, non dobbiamo dimenticare che ci sono parti del mondo dove le oscillazioni tidali possono raggiungere anche i 18 metri di altezza.
In realtà “Mascaret” è il nome che gli viene attribuito dai francesi ma viene chiamato anche in altri modi, “Bore” nel Gange e “Pororoca” nel Rio delle Amazzoni. A questo punto avrete certamente capito che questo fenomeno ha a che fare con i grandi fiumi. In effetti è proprio così. Ma prima occorre una premessa, come sappiamo le maree si dividono in Sigiziali e di Quadratura. La differenza sta nella posizione della luna e del sole rispetto alla Terra. Le massime maree, quelle sigiziali, si hanno quando Sole e Luna si trovano sullo stesso asse rispetto al pianeta mentre quelle minime, di quadratura, quando l’angolo compreso tra la direzione della Luna e quella del sole è di circa 90°. Ci si aspetta quindi il massimo innalzamento marino nelle maree sigiziali, cosa ben nota ai canadesi abituati a sollevamenti straordinari. Le maree più alte del mondo si hanno infatti proprio in Canada, in particolare nella baia di Fundy in Nuova Scozia con valori di differenza tra alta e bassa che possono arrivare fino a 15m. Cosa accade però in presenza di coste basse e sabbiose dove ci sono le foci dei grandi corsi d’acqua asiatici o sud americani? Durante un periodo di marea sigiziale o più generalmente di alta marea, le correnti marine prodotte dall’innalzamento del livello oceanico tendono ad incontrare le miti correnti fluviali dirette in senso opposto. Se l’innalzamento di marea è particolarmente elevato, le correnti oceaniche scavalcano letteralmente le acque fluviali percorrendo il corso d’acqua a ritroso dalla foce fino a molti chilometri all’interno con un’onda alta anche diversi metri. Il caso più spettacolare di “onda tidale”, si ha lungo il fiume Qiantang a sud di Shangai nella Cina orientale. In quel settore le escursioni di marea sono particolarmente elevate ma la stessa configurazione a imbuto della Baia che si restringe da 150km fino a 50km di larghezza favorisce ulteriormente la crescita dell’onda anomala, mediamente compresa tra 2-5m ma che può raggiungere in casi eccezionali combinati con le condizioni atmosferiche i 9m di altezza con una velocità di 12m/s. Praticamente un maremoto. I cinesi la chiamano “Drago Nero” e l’aspettano tradizionalmente e pericolosamente il 18 Agosto del loro calendario lunare di ogni anno ammassandosi a migliaia lungo le rive del fiume. Nell’episodio più violento del Drago Nero sono state spazzate via dalle rive oltre 10000 persone e ancora nonostante tutto ci sono delle vittime, ben 87 morti appena 5 anni fa. Ultimamente anche i surfisti si stanno interessando al fenomeno e ci sono già i primi record di cavalcata dell’onda, ben 11 secondi per i più temerari, ovviamente australiani o americani a cui viene concesso questo pericoloso privilegio dalle autorità cinesi. Questa web page é tratta dal sito:
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