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LAGO VOSTOK

 

Il Lago Vostok, rimasto isolato da milioni di anni sotto i ghiacci dell'Antartide, forse sarà perforato.

L'operazione potrebbe portare a importantissime scoperte scientifiche; c'è però il rischio di contaminare un ambiente rimasto finora al sicuro

Un'immensa distesa di acqua dolce sotterranea.

Un lago lungo 280 Km a quasi 3600 metri sotto le nevi del Polo Sud e rischia un brusco risveglio.

Si chiama: Vostok,  scoperto nel 1974, è stato studiato e misurato soltanto nel 1996 grazie a tecniche di indagine radar e all'analisi di dati sismici, che hanno rivelato le sue dimensioni e hanno permesso di riconoscerlo come il lago più esteso dei 70 scoperti finora nella regione orientale dell' Antartide, ma soprattutto come il depositario del cuore di ghiaccio più profondo del pianeta.

 

 

 

Antartide: un ghiacciaio

La stazione russa di Vostok, posta in prossimità del lago, che già in passato aveva detenuto il primato di aver registrato la temperatura più bassa mai misurata sulla Terra (-126.9 gradi Fahrenheit, che corrispondono a -52.7 gradi Celsius), ha ospitato il progetto statunitense, francese e russo che, tramite trivellazioni, ha raggiunto il  ghiaccio sovrastante  il lago, a  una profondità  di 3623 metri (a questo proposito, si veda la Home Page dello SCAR, Scientific Committee on Antartic Research).

 

 

 

Per evitare di inquinare l'ambiente lacustre, le operazioni sono state deliberatamente sospese a soli 120 metri dal lago, che rimane tutt'oggi inesporato. I ricercatori hanno stimato fino a 30 milioni di anni il periodo di isolamento del lago.

Periodo che potrebbe finire, se saranno trovati i fondi per finanziare il progetto di cui si è discusso recentemente in un congresso a Cambridge in Inghilterra e anche in un precedente meeting a Washington, organizzato dalla National Science Foundation.
 

 

Un robot per raggiungere l'acqua profonda
La scoperta del lago Vostok, grande quanto la Corsica e profondo quasi 700 metri, risale al 1996, grazie ad alcuni rilievi radar condotti da un satellite europeo. Il team di ricercatori che se ne occupa, nato tre anni fa, si riunisce periodicamente e ha già sviluppato un gran numero di studi ingegneristici rivolti a vincere la sfida più difficile: raggiungere il lago sotterraneo e studiare che cosa nascondono le sue acque senza modificarne l'habitat con microrganismi esterni.

Il profilo del lago Vostok (fonte: Museo nazionale dell'Antartide)

Una seconda ipotesi di lavoro è stata invece sviluppata da un gruppo di ricercatori russi.

Si tratta di eseguire una perforazione direttamente fino al lago, colmando man mano il foro scavato con del liquido antigelo, dotato di pressione inferiore a quella dell'acqua. In questo modo, al momento del contatto, l'acqua del lago spingerà il liquido in alto di almeno 150 metri, riempiendo così una piccola parte della colonna scavata.

Basterà aspettare che quest'acqua si geli e in seguito prelevarla con una trivella per avere un campione di ghiaccio fatto dello stesso "materiale" del lago.
Naturalmente entrambe le ipotesi, come molte altre, verranno presentate e analizzate nei prossimi convegni internazionali dedicati al lago Vostok. "Al momento - aggiunge Tabacco - l'unica cosa certa è che un nuovo gruppo di ricercatori italiani tornerà l'anno prossimo alla base Vostok, gestita dalla Russia, per continuare le ricerche di superficie".

 

Come sopravvive un lago sotto 4000 metri di ghiaccio?

Ma come può l'acqua resistere allo stato liquido in Antartide, considerando che la temperatura non supera i 3 gradi sotto lo zero e che il lago è isolato dalla biosfera terrestre da qualche milione di anni? "La spiegazione è molto semplice", risponde   il professor Tabacco. "Il ghiaccio in superficie ha una temperatura che si avvicina ai 50 gradi sotto lo zero.

Il ghiacSferacio è però un cattivo conduttore di calore e scendendo in profondità, oltre a diventare più spesso, è sempre più isolato dalle temperature estreme in superficie".

Sul fondo, quindi, la temperatura può raggiungere valori vicini o poco superiori allo zero, ovvero il punto di fusione del ghiaccio in acqua.

Nel caso in cui sia presente un bacino di raccolta favorevole, come nella valle Vostok di probabile origine tettonica, l'acqua sciolta può arrivare a formare un lago.
Nel corso degli anni sono stati scoperti molti altri laghi sotterranei in Antartide. Uno di questi, che vanta paternità italiana anche nel nome, il Lago Concordia, situato vicino alla base francese Dome C, potrebbe essere usato nei prossimi anni come luogo di prova dove eseguire i numerosi test in programma.

Insomma: meglio inquinare questa piccola raccolta d'acqua, larga quanto il nostro lago di Garda, almeno fino a quando le tecnologie proposte non offriranno un sufficiente margine di sicurezza.

 

 KlingonUn antico cubetto di ghiaccio

L'operazione al cuore dell'Antartide attuata nel 1996 ha portato alla luce frammenti di ghiaccio primordiale, che sono stati immediatamente messi sotto l'occhio di microscopi elettronici e di altri strumenti scientifici.
Si sono così scoperte bizzarre creature microscopiche mai viste fino a quel momento, che gli scienziati hanno battezzato con nomi come Mickey Mouse, Klingon, o Sfera.

Questi batteri provengono molto probabilmente dal cosiddetto "ghiaccio accresciuto", cioè originato da acqua di lago ricongelata. Ipotesi che porta a concludere che "molte altre strane cose aspettano di essere scoperte nel lago Vostok", come sostiene Richard Hoover della NASA.

Acqua non tanto cheta

Microbi completamente sconosciuti e altrettanti batteri ancora in vita potrebbero infatti popolare l'ambiente lacustre sotterraneo. L'importanza di una tale scoperta scientifica sarebbe enorme: un misterioso mondo perduto potrebbe emergere dalle profondità della Terra, testimonianza vivente di un alternativo cammino evolutivo. "Potremmo trovare organismi che si sono evoluti in maniera imprevedibile" dichiara Tom Sowers della Pennsylvania State University.

 

Indizi su regioni e passati remoti Europa

 

Nel rapporto del meeting di Washington si legge inoltre che le condizioni del lago sotto i ghiacci potrebbero essere molto simili a quelle dell'oceano sotterraneo di Europa, la luna ghiacciata del pianeta Giove.
Scoprire organismi nel lago Vostok sarebbe un fatto significativo quindi anche per l'esobiologia, perché rappresenterebbe un indizio attendibile che la vita può svilupparsi in climi molto rigidi all'interno del sistema solare.

 

Anche geologi e paleoclimatologi hanno interesse a pescare in questo lago: i primi pensano di decifrare parte della storia geologica dell'Antartide e i secondi sono convinti di ricavare informazioni uniche sulla storia del clima mondiale, dall'analisi dei sedimenti di ghiaccio e roccia, accumulati durante migliaia di anni.

 

la stazione di Vostok

 

 

I ricercatori si sono fermati davanti alla soglia di un lago profondo 500 metri con ancora una lunga serie di quesiti da risolvere. Hanno formulato ipotesi per spiegare perché il lago Vostok sia rimasto isolato per milioni di anni (senza scambi di acqua con l'oceano), ad esempio, o per capire i motivi dell'insorgere della vita al suo interno (il lago si potrebbe trovare sopra una zona tettonica attiva, che potrebbe fornire energia geotermica per riscaldare l'acqua). Nessuno comunque sa ancora con certezza come mai un tale lago possa esistere sotto la massa di ghiaccio più grande del pianeta. Inoltre, l'Antartide è 58 volte più esteso della Gran Bretagna, e potrebbe serbare centinaia di altri laghi sotterranei.

 



Sopra questi grandi punti interrogativi si stende però l'ombra di un vero e proprio dilemma,  ben  illustrato  dalla frase  "To drill or not to drill?".

Perforare oppure no, la superficie del lago?

Il problema non è affatto risolto, perché il rischio di inquinare un ambiente incontaminato e di alto interesse scientifico è consistente.

L'argomento è stato discusso a fondo durante gli ultimi meeting: sono stati proposti metodi di esplorazione "prudenti" (come una sonda perforatrice costituita da un getto di acqua calda, autosterilizzantesi) e sono stati ascoltati appelli da parte degli ambientalisti.
Il carattere intrusivo della ricerca scientifica in questo caso assume un volto senza maschere, riconosciuto dagli scienziati in prima persona.
Per ora, comunque, gli ignari pinguini continuano a tuffarsi in acqua, e il Lago Vostok a rimanere al buio.

 

Questa web page é tratta dal sito:

S.c.a.r. Antartide ricerche

 

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